Abruzzo Engineering, tensioni con il socio Selex per debiti di 20mln

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si fa sempre più problematica la situazione economica di Abruzzo Engineering voci incontrollate degli ultimi giorni parlano di soluzioni estreme ma smentite dai vertici.
Una delibera della giunta Chiodi che avrebbe dovuto girare qualche milione di euro per allontanare lo spettro del fallimento non sarebbe stata votata per problemi vari.
«Nessuna messa in liquidazione», giura l'amministratore delegato Francesco Carli che aggiunge pure che l'ipotesi «non corrisponde alle attività amministrative e gestionali» che sta svolgendo né ai programmi di lavoro degli organi collegiali della società.
Sta di fatto che i pagamenti che AE deve fare ai fornitori sono in forte ritardo ed ora anche il socio Selex punta i piedi e chiude ogni rapporto fino a quando la situazione non sarà tornata nella normalità.
Si ricorda che Abruzzo Engineering spa è una società in house della Regione Abruzzo che ne detiene il 60% del capitale sociale, unitamente alla Provincia dell'Aquila che detiene il 10% del capitale ed a Selex Service Management Spa per il restante 30%, società della Finmeccanica.
Ora però, dopo il braccio di ferro con i sindacati per difendere il posto di lavoro dei 200 dipendenti, anche trasferiti fuori regione, sembra molto pesante la situazione debitoria nei confronti della Selex.
Secondo alcune fonti ben informate negli ultimi giorni proprio la società che fa capo a Finmeccanica avrebbe battuto cassa riepilogando una serie di crediti che vanta nei confronti della società abruzzese e partecipata a capitale pubblico.
E si tratterebbe di una cifra ingente giunta a quota 20 milioni che comprenderebbe lavori svolti anche nel 2007.
Una stagione particolarmente pesante che in pochi riescono a spiegare visto che ammonta a quasi nove mesi il ritardo medio nei pagamenti di AE.
Ma perché questa situazione?
La ragione dovrebbe essere ricondotto, in ultima analisi, alla carenza di affidamenti regionali che si sono interrotti quasi improvvisamente dalla seconda metà del 2008.
Il gioiello così tanto voluto è coccolato dalla giunta Del Turco e dal braccio destro Lamberto Quarta proprio dopo i loro arresti ha subito un colpo dal quale non si è ancora ripreso.
Problema non di poco conto poiché secondo alcune visioni giuridiche ci sarebbero dubbi sugli affidamenti diretti che la Regione gira alla sua società strumentale (Abruzzo Engineering) e questo perché tali affidamenti potrebbero in sostanza essere considerati come appalti diretti affidati a Selex (che ne detiene il 30%).
Tutto falso dice un'altra scuola di pensiero che sventola tanto di delibera di giunta regionale (N.714 del 23 luglio 2007) che ha proprio previsto che AE sia destinataria di affidamenti diretti per la realizzazione della infrastruttura della banda larga e servizi ad essa connessi in tutto il territorio regionale.
La Selex dal canto suo però lamenta il mancato rispetto del nuovo piano industriale, pure sottoscritto e approvato a novembre del 2009, nel quale c'erano buoni propositi per un rilancio e nuove commesse a tutt'oggi sarebbero rimaste ipotesi.
Per questo la società di Finmeccanica auspicherebbe una maggiore attività da parte della Regione con nuovi affidamenti ed investimenti che possa in qualche modo anche garantire il rientro dei debiti.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocata anche una assemblea proprio per parlare della pesante situazione debitoria e di come uscirne nella maniera più indolore possibile e non si escludono interventi anche del presidente Chiodi.
L'aria però rimane tesa e la stessa Selex per ritorsione chiude ogni canale e sospende ogni attività nei confronti di Abruzzo Engineering.
Sarà un caso ma si parla ancora una volta di una società pubblica, gestita dal pubblico, in gravi difficoltà e pronta ad essere aiutata con nuove iniezioni di soldi pubblici.
La giunta Chiodi avrà il coraggio di capire il perché di tutto questo?
Per ora si rimane in attesa di tempi migliori. Nel frattempo però gli interessi di mora galoppano.

a.b. 09/06/2010 8.59

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