Sanità in fibrillazione. Villa Pini rischio contenzioso per manager Zavattaro

Alessandro Biancardi

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Sanità in fibrillazione. Villa Pini rischio contenzioso per manager Zavattaro
CHIETI. Angelini nella sua clinica, ma come paziente pagante. E’ questa la notizia che ha tenuto banco ieri tra il personale di Villa Pini, incuriosito dalla presenza dell’ex patron. * D'AMARIO SU GERIATRIA:«NESSUN FAVORE ALLE CLINICHE»
Ma il “dottore” era lì in veste di utente per una prestazione di laboratorio in vista del ricovero di oggi a Popoli, nel reparto di chirurgia del locale ospedale.
Una prestazione normale, come altre in passato, ma che certifica due aspetti: che la proprietà è passata di mano e che la clinica sta cominciando a funzionare di nuovo, in vista della ripresa totale di tutti gli ambulatori e anche dei ricoveri.
Serve solo il tempo tecnico per la verifica della strumentazione che è restata ferma e poi tutti al lavoro.
Questo è l'impegno del direttore sanitario Edoardo Romoli che ha attivato i controlli, la pulizia, la manutenzione ed ha attivato le procedure per il personale da rimettere in servizio.
Controlli pure sui farmaci e sugli acquisti in generale, compresi quelli per la cucina, per evitare sprechi e sradicare vecchie abitudini “di abbondanza” che non hanno motivo di essere in un momento di difficoltà economica, come quello che attraversa l'esercizio provvisorio della clinica.
E proprio questo è stato uno degli argomenti discussi lunedì alla Regione prima della firma del contratto per il 2010.
Da una parte le richieste insistenti del curatore per ottenere dalla Asl un versamento di un milione e 900 mila euro destinati a Villa Pini e che la Asl non vuole concedere, secondo una linea suggerita dall'avvocato della Regione e che ha portato anche all'opposizione contro il decreto ingiuntivo attivato dalla curatela.

CONTENZIOSO CURATELA-ASL PER I 2 MILIONI CONTESTATI: RISCHIO AVVISO DI GARANZIA

Una strada pericolosa quella intrapresa dal manager – su suggerimento – e che lo espone anche al rischio di un avviso di garanzia come atto dovuto da parte della Procura della Repubblica, vista l'informativa del curatore su questo rifiuto che sembra immotivato alla luce della sentenza di fallimento e delle procedure per la formazione dell'attivo e del passivo che consiste nel reperire ed incassare tutti i crediti e nell'accertare, previa verifica, tutti i debiti.
Compresi quelli identificati come stipendi non pagati dei dipendenti, i quali dovranno presentare domanda di inserimento al passivo, altrimenti rischiano di non essere pagati.
Su questo aspetto è stato chiarito anche un malinteso che forse nasce dal clima sospettoso degli avvocati di Chieti rispetto al curatore “straniero”, come testimonia la delibera dell'Ordine degli avvocati che rivendica la professionalità del Foro teatino al quale non sarebbe dispiaciuto l'incarico di curatore ad un suo iscritto.
Posizione evidente non condivisa dal giudice fallimentare non tanto per questioni di professionalità, mai messa in dubbio, quanto per questioni di opportunità, essendo Angelini un imprenditore molto conosciuto e molto presente nella vita economica e giudiziaria di Chieti.

E che non sia questione di capacità, lo dimostra un dato chiarissimo: tutti gli avvocati nominati dalla curatela per gli adempimenti necessari appartengono al Foro di Chieti. E sulle critiche di attentare al lavoro degli avvocati teatini, sottraendo loro le istanze di inserimento al passivo, la curatela chiarisce di aver proposto di mettere a disposizione dei dipendenti i dati per una verifica rapida, e non di presentare le istanze stesse.
Le quali, peraltro, sono del tutto gratuite e personali, come prevede la legge fallimentare e quindi non ci sarebbe nessuno “scippo” di lavoro.
Insomma una linea dialogante, nel rispetto delle procedure obbligate, che porterà in questi giorni ad un incontro tra gli avvocati della Asl (qui l'Ordine professionale non ha detto nulla rispetto alla nomina dell'avvocato Russo Valentini che non è certo di Chieti) e quelli della curatela per appianare definitivamente il contenzioso del milione e 900 mila euro.
«Io mi sono adeguato a quello che mi è stato consigliato», spiega il manager Zavattaro al quale è stato ricordato anche il rischio dell'avviso di garanzia,«ma c'è la volontà di arrivare ad un chiarimento in un nuovo spirito di collaborazione, come è emerso lunedì a Pescara. Questa somma era destinata alla Cophatec, una società che lavorava per Angelini e che non era stata pagata. Di qui la sua richiesta di mobilizzare i soldi che la Asl doveva ad Angelini. Nulla più, nessuna ostilità preconcetta verso il curatore».
In effetti il manager si è trovato a gestire la vicenda con i suoi avvocati, esperti di diritto sanitario e forse meno di diritto fallimentare, con un pregresso che registra un dato interessante.
Il decreto ingiuntivo della Cophatec è stato bloccato dalla Asl proprio il giorno prima del fallimento, quando il decreto di pagamento era già pronto per la firma e per l'accreditamento agli interessati.

Sebastiano Calella 28/05/2010 11.20

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IL MANAGER D'AMARIO SU GERIATRIA:«NESSUN FAVORE ALLE CLINICHE, SIAMO NOI CHE COMPRIAMO PRESTAZIONI»

Reparti di geriatria al collasso a Chieti e Pescara.
Ma le polemiche sulla decisione adottata dal manager di Pescara sono decisamente riduttive rispetto al problema vero dei posti letto negli ospedali.
Intanto perché il manager Claudio D'Amario ha spiegato che «il trasferimento di questi malati non è un aiuto al privato, ma un corretto esercizio della committenza». In pratica da oggi cambia il sistema: non è il privato che offre prestazioni, ma il pubblico che acquista le prestazioni di cui ha bisogno.
«Anche perché il privato vero, cioè quello dove si paga tutto, in Abruzzo non esiste. I privati sono convenzionati e quindi esplicano un servizio pubblico, che viene attivato nel momento dell'emergenza – spiega D'Amario – e adotteremo lo stesso metodo anche per altre prestazioni, come prevede il contratto firmato e come è inserito nel budget bloccato delle cliniche».
Come si diceva, il problema vero è quello della riorganizzazione della rete ospedaliera, che ci sarebbe già, ma che è sconosciuta.
E di cui si conosce solo la volontà di riconvertire i posti letto dei piccoli ospedali. Quindi nessuno scandalo o novità sulla crisi di geriatria, che non è un problema contingente.
I dati ufficiali del 2008, forniti dall'assessore Venturoni, così descrivono la situazione.
A Pescara la geriatria ha 45 pl e 2.192 ricoveri, con un indice di utilizzo di 12,6; Medicina ha 56 pl e 2934 ricoveri, con un indice di 101,7: come dire: le barelle sui corridoi ci sono sempre state.
A Chieti è peggio: geriatria ha 7 posti letto reali e 15 simulati, ricoveri 507, tasso di utilizzo 204,9 (cioè letti a castello). Medicina ha 61 pl e 2668 ricoveri, utilizzo 109,4. Il manager Zavattaro vuole, su input superiore, ridurre l'ospedale di Guardiagrele a “ spalla” di Chieti, senza posti per acuti. E gli esuberi dove li spedirà?

Sebastiano Calella 28/05/2010 11.22