Cisl:«Per fronteggiare la crisi bisogna cambiare passo. Subito»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I tempi della politica regionale sono troppo lenti quando si tratta di realizzare i progetti annunciati.


Al contrario i proclami degli assessori “faremo questo, faremo quello” si sprecano. Parola della Cisl regionale che ieri ha presentato le sue richieste alla Giunta regionale abruzzese.
«Bisogna cambiare passo», ha sintetizzato Maurizio Spina, segretario generale della Cisl, accompagnato da Vincenzo Traniello e Lucio De Mattheis.
I punti irrinunciabili della Cisl sono: la lotta all'evasione fiscale che in Abruzzo sottrae al fisco ben 4,6 miliardi di euro (più di due manovre finanziarie della Regione) e che potrebbe essere combattuta vittoriosamente con l'aiuto dei Comuni, e la rivisitazione della macchina organizzativa ed amministrativa della Regione, ferma ormai da 7-8 mesi. E una burocrazia lenta o non riformata è un costo aggiuntivo che scoraggia le imprese, oltre che i singoli cittadini. Anche se desta sorpresa la scarsa utilizzazione dell'informatica, che al contrario potrebbe dare un contributo notevolissimo all'evasione, incrociando i dati dei Comuni e dell'Agenzia delle entrate.
«I Comuni non riescono a pagare le spese delle politiche sociali? Recuperando l'evasione fiscale i soldi avanzeranno – spiegano alla Cisl – è un momento di crisi generale nel quale i segnali della riduzione del costo della politica vanno bene come indicazione di massima, come cambiamento di costume. Ma servono poi altri fatti. Cioè le riforme vere: dov'è quella dei trasporti? E quella della sanità? E i Consorzi industriali?»
Le proposte della Cisl sono sul tavolo della Regione da tempo, ma sembrano dimenticate.
Ad esempio sui Consorzi industriali è stato chiesto il Consorzio unico (e non i 5 esistenti, con spese inutili e improduttive).
Per la sanità, da tempo la Cisl chiede a gran voce di potenziare i servizi territoriali, prima di parlare di tagli e risparmi e basta: invece, con la casa che brucia, si discute se la sede della Asl di Chieti sia da sistemare nel capoluogo o a Lanciano.
Insomma i tempi stringono e bisogna muoversi, dice la Cisl che contesta anche le politiche tariffarie, come il ventilato aumento dell'acqua senza che la Regione dica la sua sul problema e come la scarsa operatività del sistema creditizio e delle provvidenze annunciate, ma in forte ritardo di applicazione.
s.c. 25/05/2010 9.50