Il Pd fa sul serio: «riduciamo indennità consiglieri regionali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Stipendi dei consiglieri regionali e degli assessori, il Pd vorrebbe abbassarli. Perchè? Perchè al momento sono tra i più alti d'Italia.
Non c'è, infatti, una regione dove gli amministratori pubblici guadagnino di più. Una strana anomalia ormai risaputa ma che non subisce cambiamenti. Molte sono le forze contrastanti.
Un consigliere semplice, come quelli che non hanno qualche incarico supplementare, riesce a guadagnare secondo i dati ufficiali aggiornati al giugno del 2009, fino a 4.800 euro netti al mese (più 3 mila euro di rimborsi).
La cifra, però, sale di un altro migliaio di euro per i capi-gruppo, ruolo che riguarda anche i cinque rappresentanti dei monogruppi Comunisti italiani, Sinistra-verdi-sd, Movimento per le Autonomie Abruzzo, Rifondazione comunista e Rialzati Abruzzo.
Il presidente del Consiglio e della Giunta viaggiano sui 6.700 euro netti al mese (più 3.200 euro di rimborsi).
Sono 6 mila, invece, gli euro netti ogni 12 mesi per i componenti della giunta (più il solito gruzzolo di 3 mila euro per i rimborsi).
Tanti anche per il vice presidente del Consiglio e per il vice presidente della giunta. Poco meno (5.797 euro) per il presidente delle Commissioni speciali e 5.159 (sempre netti) per il vice presidente delle Commissioni permanenti.
Da circa un anno, però, da quando è passato all'opposizione, il Pd si è fatto promotore di una proposta proprio sulle indennità: applicare ai consiglieri regionali e gli assessori abruzzesi il trattamento economico retributivo più basso tra le regioni italiane.
Una proposta, però, che non riesce a mettere d'accordo maggioranza e opposizione. La prima rimanda, la seconda pressa.
«Nell'ultima Commissione Bilancio», chiarisce il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro, «non ci siamo astenuti sulla proposta dell'Idv, mai discussa, perché la maggioranza ha deciso di rinviarla. Ci siamo astenuti sulla proposta di rinvio in quanto abbiamo la nostra a cui non siamo disposti a rinunciare».
«Ultimi in Italia», spiega il capogruppo del Pd, «questa è la nostra proposta, così che gli abruzzesi sapranno veramente che i loro politici regionali sono quelli meno pagati in Italia».
Insomma questo è il ragionamento del Pd: perché discutere di tagli e percentuali (il 5 per cento o il 10 per cento). Meglio essere gli ultimi e porre la parola fine ad una vicenda che ormai sta diventando una farsa. «Non ci siamo limitati», aggiunge D'Alessandro, «a presentare la proposta facendola furbamente morire, ma in più occasioni la abbiamo trasformata in emendamenti alla varie Finanziarie, puntualmente bocciati dal centrodestra con la giustificazione che prima o poi arriverà la legge Pagano, ma che puntualmente non arriva e non la fanno arrivare».
Per il momento, sostiene ancora D'Alessandro, l'unico risultato che si è vestito è stato quello dell'acquisto delle nuove Audi grigio metallizzate che vanno a sostituire le auto blu.
di comprare nuove auto».


19/05/2010 9.05