Precari Regione in sit-in: «Chiodi ci dica che ne sarà di noi».

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5615

L'AQUILA. Una lettera aperta al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e a tutti gli assessori: così i precari della Giunta regionale sono tornati a chiedere ragioni della difficile situazione che caratterizza la loro posizione lavorativa.

Lo hanno fatto attraverso un sit-in spontaneo davanti a palazzo Silone.
«A seguito delle molteplici richieste avanzate dall'assessore del Personale - si legge nella comunicazione - chiediamo di conoscere le intenzioni dell'attuale amministrazione in merito alla politica del personale della Giunta».
L'obiettivo dichiarato dai precari è quello di «ragionare e riflettere insieme per trovare una soluzione equa che da un lato riconosca le nostre professionalità affilane nel corso di tanti anni di lavoro, e dall'altro garantisca l'efficacia l'efficienza e l'economicità che dovrebbe caratterizzare l'attività amministrativa assicurando servizi certi e utili ai cittadini».
I cittadini chiedono un incontro con Chiodi e si dicono pronti a reiterare il sit-in anche nella giornata di domani «se non avremo garanzie in tal senso dalla giornata di oggi».
Oggi i lavoratori chiedono che l'amministrazione «non continui a nascondersi dietro lo stereotipo del concorso pubblico e dell'applicazione tout court della riforma Brunetta, quali uniche strade per il rinnovamento della Pubblica amministrazione.
Occorre, invece, che nell'ambito di questi aspetti fondamentali venga individuata una soluzione che contempli l'economicità, la funzionalità e la salvaguardia delle professionalità del personale precario e della macchina amministrativa».
I precari chiedono di sapere quali costi affronterà la Regione per sostituire l'attuale personale precario.
E questa mattina il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico e il consigliere del Pd, Franco Caramanico, primo firmatario della proposta, hanno proposto la proroga dei contratti Co.Co.Co, in essere alla data del 31-12-2009, prima della loro scadenza e fino al completamento delle procedure di selezione.
Come ha spiegato D'Amico, «abbiamo già provveduto a presentare tale emendamento nella scorsa seduta del Consiglio regionale ma poi, su richiesta del Presidente Chiodi, Pagano, abbiamo acconsentito a ritirarlo, in attesa della apposita istruttoria promessa dalla Giunta».
Fino a questo momento non sono arrivati segnali. Per questo i due esponenti del Pd hanno deciso di ripresentare il testo dell'emendamento nella seduta del Consiglio regionale di martedì.
«Ricordiamo», hanno spiegato Caramanico e D'Amico, «che si tratta di un emendamento condiviso da talune forze di maggioranza, a partire dal presidente Giuliante e dalla stessa assessore Daniela Stati. La sua importanza risiede nel fatto che attraverso questo provvedimento si garantirebbe, da una parte, il diritto dei circa 200 lavoratori precari che sono all'ultima proroga del loro contratto e, dall'altra, si eviterebbe il blocco di interi settori che hanno nel lavoro del personale precario uno dei loro punti di forza».

17/05/2010 15.38


CARPINETA: «DOMANI L'ULTIMA POSSIBILITA' PER ACCEDERE A LIVELLI SUPERIORI»

«So che sono tanti e che da tanti, forse troppi anni, aspettano di vedere aperto quel percorso di crescita professionale che a loro è stato sempre precluso fino ad oggi e che tra poco rischia di diventare semplicemente impossibile», commenta l'assessore Carpineta. «La sterile polemica sulle responsabilità porterebbe beffardamente un'unica soluzione: l'impossibilità di fare qualcosa per chi, tra i dipendenti regionali, aspira a salire di livello dopo tanti anni di attesa. Infatti la recente normativa impedisce a chi non è in possesso di titoli legalmente previsti di accedere ai diversi livelli del pubblico impiego, questa è una regola che vale già per tutti. Ma, fortunatamente, non vale ancora per l'Abruzzo. Domani, infatti, il tavolo della concertazione potrà discutere le modalità di questa che - giova ripeterlo - è l'ultima possibilità per quei molti di accedere al rispettivo livello superiore senza il prescritto titolo, perché ho ottenuto dal Ministero della Funzione Pubblica una speciale deroga per l'Abruzzo. Si tratta, in concreto, di un autorevole parere che consentirà alla Regione Abruzzo di programmare una verticalizzazione alla quale possano accedere anche coloro che posso spendere come titolo l'anzianità maturata al servizio della Regione Abruzzo. Questa deroga è frutto di una mia iniziativa politica, basata innanzitutto sulla intuizione che l'evento sismico valeva come causa di forza maggiore per la sospensione dei termini relativi a quanto già avviato ma non concluso».
17/05/10 17.10