Il vino abruzzese ora spera nelle nuove Doc per il definitivo rilancio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per la vitivinicoltura abruzzese si potrebbe aprire una nuova era, grazie alla decisione assunta dal Comitato Nazionale Vini del Ministero Politiche Agricole, che nella seduta di ieri, 13 maggio, ha approvato la nuova DOC Abruzzo.


ABRUZZO. Per la vitivinicoltura abruzzese si potrebbe aprire una nuova era, grazie alla decisione assunta dal Comitato Nazionale Vini del Ministero Politiche Agricole, che nella seduta di ieri, 13 maggio, ha approvato la nuova DOC Abruzzo.


Un atto voluto dall'assessore regionale alle Politiche Agricole, Mauro Febbo, coadiuvato dal Consorzio di Tutela dei Vini d'Abruzzo.
Sitratta di un riconoscimento che potrebbe avere riscontri molto positivi sul mercato delle vedite sia nazionali che internazionali e magari rilanciare un settore che negli ultimi tempi sta avendo qualche buona soddisfazione.
Le nuove Doc approvate riguardano: “Abruzzo Pecorino”, “Abruzzo Passerina”; “Abruzzo Cococciola”, “Abruzzo Montonico”, “Abruzzo Malvasia”, “Abruzzo Rosso” (almeno l'80% di uva Montepulciano), “Abruzzo Bianco”.
L'importanza delle nuova Doc Abruzzo, va letta anche nel contesto delle novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 61 del 8 aprile 2010, che disciplina la normativa sui vini a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica, sostituendo la vecchia legge 164/92.

«Stiamo valorizzando le nostre produzioni vitivinicole sempre più conosciute ed apprezzate sui mercati internazionali», commenta Mauro Febbo, «com'è evidente si è voluto fortemente perseguire l'obiettivo di legare i nostri prodotti d'eccellenza ad un unico, possibile territorio, l'Abruzzo, e ciò è testimoniato dal fatto che abbiamo salvaguardato vitigni autoctoni, tipici del territorio abruzzese, come il pecorino, il montonico, la passerina ed il pecorino.
E' stata introdotta una nuova impostazione, tanto nella fase primaria della produzione, quanto per quella della commercializzazione dei nostri vini di qualità, che, dunque, in etichetta potranno beneficiare del prezioso nome della nostra Regione e che potranno dimostrare le loro peculiarità, tracciate e rintracciate dai sistemi di controllo e certificazione di prodotto».
La superficie coltivata delle nuove Doc è pari a 33.685 ettari per una produzione di uva di 4,6 milioni di quintali. Il vino prodotto è 3,3 milioni di ettolitri.
Nel 2009 solo di Montepulciano sono stati prodotti 1.350.000 quintali di uva, trasformati in 950.000 hl di vino, dei quali sono stati imbottigliati 747.000 ettolitri, pari a 100.000.000 di bottiglie, delle quali il 62% destinate all'export, con un reddito di € 200.000.000.
Il Comitato Nazionale Vini, nella seduta del 19 aprile, aveva assunto anche la decisione di istituire la Doc “Cerasuolo d'Abruzzo” e quella delle “Sottozone della DOC Montepulciano: Terre dei Peligni, Alto Tirino, Teate” e modifiche alle Sottozone Terre dei Vestini Terre di Casauria.
Queste azioni innovative si accompagnano alle variazioni, significative e qualificanti, dei disciplinari del Trebbiano d'Abruzzo, con l'introduzione delle tipologie “riserva” e “superiore”, ma anche dei disciplinari di 7 IGT regionali: Terre di Chieti, Colline teatine, Colline Frentane, Colli del Sangro, Histonium, Colline Pescaresi, Colli Aprutini, nei quali sono stati introdotti alcuni vitigni autoctoni come la Passerina, e altri importanti vitigni italiani come la Falangina, il Fiano e il Primitivo, e vitigni internazionali quali lo Syrah.

14/05/2010 13.45