L'ombra di una Fondazione per soldi post sisma, scontro in Commissione bilancio

Alessandro Biancardi

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L'ombra di una Fondazione per soldi post sisma, scontro in Commissione bilancio
L'AQUILA. L'allarme è stato lanciato dal consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «l'assessore vuole creare una Fondazione con soldi pubblici e riuscire così ad impartire decisioni scavalcando il Consiglio regionale»
E' stata particolarmente accesa la seduta della Commissione bilancio di ieri pomeriggio: opposizione contro assessore Gatti e tutto rinviato, almeno per il momento.
Dopo una dura battaglia di tutto il centrosinistra la stessa maggioranza, infatti, ha dovuto convenire sul rinvio del progetto di legge che prevede la partecipazione della Regione Abruzzo alla costituzione della Fondazione «Giovani per l'Abruzzo onlus».
Ma il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, parla di «un autentico scippo ai danni dei giovani aquilani e del cratere» e di un «rampante assessore teramano» che si sarebbe mostrato «davvero spregiudicato nel costruirsi un bel “giocattolo” utilizzando fondi che dovevano già essere stati messi al bando per finanziare progetti dei ragazzi aquilani».
Tali fondi erano stati stanziati nel 2006 dagli allora ministri Ferrero e Melandri per finanziare per un triennio progetti delle giovani generazioni e in tal senso vengono utilizzati anche nelle altre regioni.
Particolarmente brillante è risultata il progetto “Bollenti spiriti” della regione Puglia che ha consentito finora a migliaia di giovani di creare cultura, socialità e soprattutto lavoro.
Con il decreto legge n.39 del 28 aprile 2009 e l'ordinanza del Presidente del Consiglio n.3763 del 6 maggio 2009 sono stati trasferiti i fondi relativi, pari a euro 2.940.000, alla regione Abruzzo stabilendo che fossero però indirizzati alla sola area del cratere.
«Come al solito il governo ha preso soldi già stanziati per l'Abruzzo e ha fatto finta di essere intervenuto per il post-terremoto», contesta ancora Acerbo.
«Che tale cifra sia stata concentrata sul cratere è comunque cosa sacrosanta che nessuno ha messo in discussione», sottolinea l'esponente del Prc.
Quello che non è andato giù all'opposizione, invece, è stata l'istituzione della fondazione e la sottoscrizione di un protocollo di intesa, «mai passato in commissione per il parere» con il Ministro Meloni in cui si prevede di utilizzare le somme per la realizzazione di un Villaggio della Gioventù.

L'IDEA DELLA FONDAZIONE


Il protocollo è stato approvato con deliberazione di Giunta Regionale del 26 ottobre 2009.
Il 18 novembre il direttore del servizio invia al Dipartimento della Gioventù (struttura posta alle dipendenze del Ministero della Gioventù cioè della Meloni) una nota con cui si comunica che la Regione ha intenzione di costituire una fondazione, «avente la finalità statutaria di dare attuazione agli obiettivi fissati dal suddetto Protocollo».
«Qualcuno sa spiegarci», tuona oggi Acerbo, «perchè la Regione debba costituire una fondazione?»
«Il 30 novembre», continua il consigliere di Rifondazione, «il Dipartimento della Gioventù (cioè sempre la Meloni) scrive alla Regione Abruzzo che i fondi che dovevano andare ai giovani aquilani e assegnati mediante bandi pubblici vengono destinati alla realizzazione del Villaggio su cui la Meloni e l'assessore hanno già fatto una bella strombazzata pubblicitaria».
 In aggiunta la Meloni non ci metterebbe risorse del Ministero, ma fondi raccolti a sostegno dei giovani terremotati.
Per Acerbo, quindi, i giovani del cratere avrebbero potuto già beneficiare di bandi per finanziare propri progetti, invece non ne hanno sentito nemmeno parlare «per il semplice fatto che l'assessore Gatti sta cercando di utilizzarli per costituire una Fondazione che avrà altri scopi e soprattutto gli consentirà in futuro di gestire le politiche giovanili dell'intera regione bypassando il Consiglio Regionale».
«Un minimo di etica», attacca ancora Acerbo, «consiglierebbe al ministro Meloni di reperire fondi ministeriali per realizzare il Villaggio (magari dopo averne discusso con i Comuni) e di lasciare ai giovani terremotati la possibilità di usufruire dei fondi per le politiche giovanili per far ripartire il proprio territorio».
 Ieri è stato ottenuto in Commissione il rinvio del progetto di legge che istituisce la Fondazione anche perché ai sensi dello Statuto la Giunta avrebbe dovuto chiedere il parere della competente commissione consiliare sul Protocollo, cosa che non è avvenuta.
«Ci batteremo», assicura l'esponente di Rifondazione, «affinchè sia fermato questo scippo e auspichiamo che i comuni, le associazioni, i comitati e gli stessi parlamentari aquilani facciano sentire la propria voce».

«La manovra tentata dall'assessore Gatti nella sua spregiudicatezza dimostra tutta la sua gravità», commenta il consigliere regionale del Pd, Marinella Sclocco.
«L'operazione mirava», spiega la Sclocco, «a permettere l'utilizzo di fondi che invece dovevano essere messi a bando per finanziare progetti dei giovani delle aree colpite dal terremoto. L'assessore Gatti ha cercato di utilizzare attraverso la costituzione di una nuova fondazione tali risorse per la realizzazione di un fantomatico Villaggio della Gioventù. Tutto questo senza aver sentito alcun parere da parte della commissione consiliare preposta. In sostanza i giovani dei comuni del cratere avrebbero potuto già beneficiare di bandi per finanziare propri progetti, e invece non sanno neppure di avere questa possibilità a causa dell'assessore Gatti e del suo tentativo sconsiderato di utilizzarli per costituire una Fondazione che punta ad altri scopi e dietro la quale si nasconde il tentativo di gestire le politiche giovanili dell'intera regione».

«Per noi, che da anni lavoriamo per le politiche giovanili», spiega Roberto Ettorre dell'associazione So.Ha, «appare assolutamente illegittima la decisione presa dall'Assessore Gatti di destinare i fondi pubblici per le politiche giovanili che in virtù del decreto legge 28 Aprile 2009 n° 39 erano stati destinati nei confronti dei giovani residenti nei 57 comuni colpiti dal sisma, ad una Fondazione di diritto privato. Sorgono subito spontanee alcune domande. Innanzitutto come potrà il Villaggio della gioventù che sarà costruito solo all'Aquila, soddisfare le necessità della giovane cittadinanza del cratere che può vivere anche a decine di chilometri dal capoluogo? A chi sarà affidata la gestione della struttura e in che modo? Perchè destinare fondi pubblici ad una fondazione di diritto privato che poi potrà spenderli senza il minimo riguardo nei confronti della trasparenza e senza uno straccio di bando? Secondo noi questo atto», conclude Ettorre, «rasenta l'illegittimità e in virtù di ciò, valuteremo con il nostro avvocato la possibilità di presentare nelle sedi opportune appositi esposti affinchè, gli organi preposti, possano effettivamente valutare la legittimità dell'atto stesso. In ultimo, questo atto mortifica le migliaia di associazioni che ogni anno e di più dopo il sisma collaborano attivamente alla ricostruzione culturale e morale dell'Aquila. Ancora una volta la Regione si dimostra lontana dalle esigenze e dalle necessità dei giovani Abruzzesi».
14/05/10 11.24

GATTI:«TUTTO REGOLARE: LA FONDAZIONE E' PREVISTA DALLA LEGGE»

«I giovani dell'Aquila ora sanno chi non vuole che in citta' si realizzi il primo villaggio della Gioventu' in Italia. L'idea della Regione e' quella di realizzare un unico progetto organico decidendo di convogliare le risorse governative in unica e importante iniziativa. Vogliamo dire basta alla logica, evidentemente amata ancora da alcuni politici, dei mille rivoli a favore di mille associazioni».
Risponde così l'assessore Gatti cje aggiunge:«non si comprende davvero come il consigliere Acerbo possa affermare che il nostro progetto sia uno scippo ai giovani aquilani, se la realizzazione di questa opera innovativa e totalmente dedicata a loro, avverra' proprio all'Aquila. Non si comprende perche' Acerbo consideri lo strumento della fondazione, previsto dal codice civile, un qualcosa di illegale se esso e' invece lo strumento che consentirebbe di velocizzare l'iniziativa e l'assegnazione della gestione ad un soggetto diverso dalla politica. Infine voglio ricordare ad Acerbo che nessuno vuole scavalcare il Consiglio Regionale che e' organo legislativo. La gestione dei progetti non appartiene alla politica, dunque ne' al sottoscritto in qualita' di Assessore, ne' tanto meno a lui. Noi abbiamo offerto al confronto del Consiglio una idea che riteniamo valida. Accettiamo proposte e consigli che vadano a favore dei giovani aquilani: realizzare all'Aquila il primo villaggio della Gioventu' anche grazie al sostegno del Ministero Meloni, pronto ad investire ulteriori risorse ci appare una buona idea. Se chi sa solo costruire cartelli del no ed evocare foschi scenari su ogni vicenda ci impedira' di realizzare questa iniziativa, senza proporre null'altro di altrettanto valido, gli aquilani sapranno a chi chiedere conto».


14/05/2010 17.15

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