Un appello in rosa alla Prestigiacomo: «no al petrolio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le attiviste del Wwf Abruzzo si sono rivolte al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo per rivolgere un appello “rosa” contro la deriva petrolifera nella nostra Regione.



Al Ministro le donne del Wwf chiedono adeguate iniziative legislative e provvedimenti
cautelari. La prima richiesta riguarda la procedura di approvazione che essendo attivata singolarmente per ogni istanza di coltivazione o di ricerca non restituisce la reale situazione nel suo complesso.
«Realmente», dicono, «ci troviamo di fronte cioè ad un mal celato piano regionale di sfruttamento degli idrocarburi con significativi effetti negativi sull'ambiente che non viene sottoposto alla procedura della Valutazione Ambientale Strategica così come invece la Direttiva Comunitaria 2001/42 impone. La procedura della VAS dovrebbe garantire, infatti, un elevato livello di protezione dell'ambiente e la promozione dello sviluppo sostenibile, nell'attuazione dei piani e programmi che hanno significativi effetti sull'ambiente».
Nella lettera al ministro si richiamano anche i «devastanti effetti sull'ambiente, sull'economia e sulla salute delle trivellazioni petrolifere in Basilicata che inducono a considerare questo come il problema centrale».
Ma dal Wwf arriva anche la richiesta di pensare maggiormente alla tutela del mare.
«A luglio di quest'anno», si legge ancora nella missiva, «tutti gli stati membri dell'Unione Europea dovranno recepire la Direttiva Quadro sulla Tutela del Mare e degli Oceani, mentre i petrolieri vogliono continuare a trivellare il mare a pochi Km dalla riva. L'Adriatico è un mare quasi chiuso, poco profondo e un incidente di gran lunga meno grave di quello che sta provocando un disastro ambientale dalle dimensioni gigantesche nel Golfo del Messico, ne determinerebbe la morte assoluta»

LA PREOCCUPAZIONE DI RIFONDAZIONE VASTO

Ma anche dal partito di Rifondazione Comunista arriva l'ennesimo grido d'allarme. Il partito di estrema sinistra pensa in particolar modo alla volontà di estrarre gas sul Lago di Bomba: «si mette
la popolazione a "rischio Vajont"».
Per Rifondazione le rassicurazioni del presidente Chiodi «non sono sufficienti, visto che quelle date finora non hanno avuto la conferma dei fatti».
Dopo aver già presentato osservazioni contro le piattaforme petrolifere, questa mattina il circolo cittadino ha inviato alla Regione proprie osservazioni contro la coltivazione di gas sul Lago di
Bomba.
«Ed anche questa volta», commentano, «ci rammarica l'essere stato l'unico partito politico a muoversi in tal senso (a parte il Pd di Ortona)».

13/05/2010 8.46