L’opposizione è morta, la maggioranza ha le mani libere

Alessandro Biancardi

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LO SPUNTO DI RIFLESSIONE. ABRUZZO. La dittatura è il potere assoluto, la democrazia il bilanciamento dei poteri. Per questo è fondamentale che vi sia sempre una maggioranza ed una minoranza. La maggioranza governa, la minoranza controlla.

E' questo il senso ultimo di ogni democrazia ed è scontato. Ma se la minoranza è svogliata, impreparata, distratta non assolve al suo compito istituzionale e, dunque, non controlla chi governa si avrà una maggioranza “incontrollata” con le mani libere non distante da un potere quasi assoluto.
Nel nostro lavoro di cronisti (e di controllori “cani da guardia del potere”, proprio come le minoranze…) troppo spesso ci troviamo di fronte consiglieri (di ogni colore) indolenti quando non svogliati o peggio impreparati sui loro stessi diritti. Non sono pochi quelli che fanno spallucce.
Basta andare in giro tra le stanze degli enti pubblici per capire come e a quali ritmi lavora la politica.
Da cronisti proviamo a lanciare qualche idea a questo o quel consigliere di minoranza ma spesso le risposte che riceviamo sono umilianti.
Spesso alcune minoranze sono anche compresse in uno spazio sempre più ridotto a cui la propria maggioranza la relega calpestando normali regole di democrazia.
Se questo accade nei piccolissimi comuni non fa nemmeno notizia ma certi potentati si rafforzano, per di più nel silenzio.
Anche questo è di grande interesse pubblico ed i cittadini devono sapere cosa e come lavorano anche i consiglieri delle minoranze.
Ci sono ancora politici preparati, veri, quelli che hanno memoria infallibile e studiano le carte e che fanno la vera opposizione sui documenti e di cui gli amministratori hanno paura?
L'Abruzzo negli ultimi anni è già cambiato sostanzialmente per merito/demerito delle inchieste giudiziarie che hanno decapitato giunte e amministrazioni.
Tuttavia però le inchieste giudiziarie sembra abbiano provocato anche una conseguenza indiretta: quella di aver creato un vulnus ad alcune minoranze.
Sarà un caso ma lì dove la procura di Pescara, per esempio, ha colpito nel segno della presunta corruzione (ancora tutta da accertare in fase processuale) ha cancellato di conseguenza anche le minoranze. Da Montesilvano, a Pescara, alla Regione dopo gli arresti sono arrivate le elezioni che hanno premiato sempre la parte opposta alla maggioranza decapitata.
Quella stessa maggioranza si è trovata minoranza con l'obbligo del controllo, un controllo spuntato e svogliato minato forse dalla poca credibilità dovuta proprio alle gravi accuse mosse. Una credibilità che per forza di cose dovrà aspettare probabilmente i lunghi tempi della giustizia italiana per rifarsi o morire del tutto.
Come fa un partito che ha al suo interno una serie di personaggi accusati di gravi reati ad avere la serenità di contestare, di controllare e criticare scelte?
Di fatto, per esempio, il Pd a Montesilvano è deboluccio come opposizione e non mostra vigore e rigore nel controllo della maggioranza Cordoma che agevolmente potrebbe agitare l'arma del “da che pulpito arriva la predica”.
Eppure di cose da controllare ce ne sarebbero moltissime ma si preferisce parlare di cose di terz'ordine…
Il fatto che certe cose si debbano conoscere solo con le inchieste della magistratura è indicativo di minoranze almeno distratte.
Stessa cosa succede a Pescara dove l'ex maggioranza D'Alfonso è tiepida, non legge documenti e delibere e si limita al botta e risposta e a qualche dichiarazione che sembra terribile ma non lo è.
Sarà un caso ma di problemi veri della città non si parla (che fine hanno fatto gli Swap, per esempio? L'erba alta sembra preoccupare di più) forse perché quel Pd decapitato non ha i titoli né la coscienza per poter affrontare problemi di cui in gran parte è la causa? Di cosa si parla allora? Di marciapiedi con le pezze, le strade non asfaltate, proprio quei temi su cui l'ex giunta D'Alfonso era imbattibile (ma poi le carte della Procura ci hanno mostrato anche perchè…)
Il Pd di Pescara allora parla del circolo Aternino ristrutturato dalla giunta D'Alfonso ed oggi ancora abbandonato dalla giunta Mascia. Bene però prova ancora un volta che si attacca sempre su quei temi nei quali ci si sente forti. Il problema è che sono sempre meno.
E la minoranza in Regione?
Manca il vero controllo sugli atti, così come è del tutto mancato sulla ricostruzione dell'Aquila.
Quanti sono i consiglieri regionali che hanno studiato le carte a disposizione?
Non c'è un consigliere che studi gli atti e si discuta su fatti e quando c'è il risultato si perde in mille rivoli. Chi segue passo passo l'operato della giunta Chiodi leggendosi le delibere (che non sono pubblicate da nessuna parte)?
Può dipendere dal fatto che i consiglieri regionali non guadagnano abbastanza (14mila euro) oppure da chissà cos'altro, quello che è sicuro è che l'opposizione nel merito è del tutto scomparsa.
Le giovani generazioni di politici credono che l'importante sia apparire e stare su giornali e tv ed allora si partorisce una dichiarazione al giorno dopo aver letto i giornali. Una situazione abnorme specie in una regione come la nostra povera di inchieste giornalistiche. Dunque di che parliamo?
La politica dei fatti non si fa con le dichiarazioni.
Per non parlare dell'incremento di quelle dichiarazioni vuote, strumentali o palesemente false, se non, peggio, viziate, che hanno l'unico obiettivo di avvelenare il lettore allontanandolo dal fatto.
Dov'è finita la minoranza in Regione? Di sicuro ci sono consiglieri che lavorano ma pare siano la minoranza della minoranza.
Insomma troppo pochi.
Almeno un terzo dei consiglieri regionali è sconosciuto eppure guadagna lo stesso, come impiegano il loro tempo?
Chi controlla il manovratore?
Chi sta alle calcagna del presidente Chiodi, al tempo stesso governatore della Regione, commissario alla Sanità e della ricostruzione?
Le maggioranze lavorano in fretta e senza controllo.
E senza minoranze la democrazia è già sfumata.

a.b. 10/05/2010 16.55

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