Nucleare, «no a centrali a Casalbordino»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. No al nucleare a Casalbordino. Né tantomeno in una altra zone d'Abruzzo. E' questa la richiesta avanzata da Arci Provincia di Chieti, Wwf Zona Frentana e costa teatina, Rna rete nazionale antinucleare, associazione antimafie Rita Atria, Peacelink Abruzzo

Nell'attesa che il governo nazionale comunichi i comuni prescelti per l'installazione di nuove centrali nucleari c'è fermento da parte del fronte del no.
Ogni giorno ormai si rincorrono notizie e relative smentite su scelte che ormai sarebbero in dirittura d'arrivo.
Solo qualche giorno fa il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha annunciato che sarebbe ormai tutto deciso e che in Abruzzo potrebbe essere costruita una centrale a Casalbordino o a Teramo, mentre in Molise a Termoli.
Poco dopo, però, il presidente della Regione Gianni Chiodi ha smentito: nulla è stato ancora deciso.
Intanto i comitati contrari si stanno mobilitando.
Il Wwf della zona frentana, guidata da Ines Palena, chiede che si faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda «e si eviti una scelta scellerata e assurda che devasterebbe un territorio già fortemente compromesso».
«L'Abruzzo», continua Palena, «deve puntare in modo deciso su fonti energetiche sostenibili, opponendosi una volta per tutte a nucleare e petrolio. E' interesse dei cittadini abruzzesi sapere esattamente se esiste la possibilità di installazione di una centrale nucleare a Casalbordino. Non è possibile lasciare in apprensione una intera comunità senza risposte chiare e decise. In un territorio già fortemente minacciato dalla deriva petrolifera e da diversi impianti inquinanti e pericolosi, non staremo inermi ad aspettare che si prendano decisioni dall'alto senza consultazione e partecipazione pubblica».
La rete di comitati ribadisce la «netta contrarietà all'installazione di centrali nucleari», espressa anche recentemente nella partecipazione alle manifestazioni del Chernobyl Day (nato da un'idea della rete ambientalista francese “Sortir du nucleaire” nei giorni dell'anniversario della tragedia del 1986) tenutesi su tutto il territorio nazionale.
«Siamo contrari perché rappresenterebbe una scelta antiecologica (oltre che antieconomica) e con fortissimi rischi per la sicurezza e la salute pubblica, senza alcuna prospettiva per il futuro, vista l'assenza di metodologie adeguate di stoccaggio delle scorie radioattive», continua Palena.
Il Wwf adesso si augura che la Regione Abruzzo realizzi il prima possibile «una decisa svolta energetica, opponendosi definitivamente a fonti come il petrolio (che minaccia le nostre coste e direttamente la metà dell'intero territorio regionale) e, appunto, il nucleare, puntando su fonti energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale, come il solare e l'eolico».

07/05/2010 11.04