La Regione lancia l'"operazione trasparenza" sui siti da 100mln vuoti

Alessandro Biancardi

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LA BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. L’avevano promesso ed ora eccolo qui il nuovo sito della Regione per fare luce sui 100 mln spesi per la rivoluzione informatica finanziata da Stato ed Europa. Una trasparenza quasi indotta che tralascia però dati importanti, richiesti più volte.





LA BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. L'avevano promesso ed ora eccolo qui il nuovo sito della Regione per fare luce sui 100 mln spesi per la rivoluzione informatica finanziata da Stato ed Europa. Una trasparenza quasi indotta che tralascia però dati importanti, richiesti più volte.




Almeno quattro i siti istituzionali (costati mediamente 1,5 mln di euro) completamente inutilizzati perché privi di informazioni, dunque inutili.
Un fiume di soldi che si è riversato in Abruzzo, senza tanti controlli dei distratti politici e amministratori di destra e di sinistra.
Importi incredibili per fare cose difficilmente comprensibili.
I burocrati però si difendono asserendo che quei progetti sono andati a buon fine perché prevedevano la creazione delle “infrastrutture” e le infrastrutture ci sono (i siti) ma se non servono a nulla questo è un problema che non interessa.
“Dimenticando”, però, un concorso dell'Arit (Agenzia Regionale per l'Informatica e la Telematica) fatto nel 2008 apposta per riempire i siti.
Visto che la memoria è corta -si sa- la Regione ha preferito rispondere alle molteplici domande con una valanga di progetti e soldi che arriveranno in futuro per mettere a posto le cose. Tradotto: altri soldi per qualcosa che invece avevamo già pagato.
All'inchiesta di PrimaDaNoi.it finita su giornali nazionali ma non locali, ha fatto seguito una sola interrogazione da parte del consigliere regionale di opposizione Carlo Costantini (Idv) letta durante un consiglio nell'indifferenza di tutti.
Eppure si discuteva di 100 milioni di euro utilizzati in questo modo.
Quel giorno l'assessore Alfredo Castiglione (Pdl) rispondendo «tecnicamente» all'interrogazione aveva detto che sui siti vuoti era «tutto ok». A febbraio il gotha dell'informatica regionale aveva promesso trasparenza a tutto
tondo sui soldi, sui progetti e sui controlli interni ed esterni (Europa).

QUEI NOMI CHE NON SI PUBBLICANO…

Avevamo chiesto, a più riprese, al direttore della Struttura Speciale di Supporto Sistema Informativo Regionale, Domenico Longhi, di conoscere i dati rilevanti come i nomi delle società vincitrici degli appalti (talvolta milionari).
Queste informazioni latitano ancora adesso. Eppure l'unico elemento ostativo prospettato da Longhi era la normativa («metteremo on line tutto ciò che la normativa ci permette»).


IL SITO DELLA TRASPARENZA TARDIVA

Nonostante lo sforzo di predisporre un nuovo sito (che in realtà esisteva già), non si fanno molti passi in avanti verso l'informazione e la chiarezza.
Il nuovo sito cataloga gli interventi (tanti nuovi e sconosciuti) realizzati e in corso di realizzazione, ma non si trovano indicazioni più approfondite rispetto a quanto già pubblicato nelle nostre inchieste.
Alla definizione e al nome, al costo e all'ente attuatore del progetto, la Regione aggiunge però una nuova informazione: “lo stato progettuale” (attivo, inattivo, concluso).
Mancano però le date di inizio e fine di un progetto.
Esclusi gli interventi previsti dall'atto integrativo siglato nel 2009, per il resto (quindi la quasi totalità) non si riesce a capire quando è iniziato un intervento ancora in fase realizzazione («attivo al x%»).
Tutti questi investimenti presero le mosse da un Piano d'Azione (ora pubblicato) adottato dalla Regione ma elaborato dalla I.P.S srl, aggiudicataria dell'appalto di cui non si conosce (ancora oggi) l'importo.
Insomma, una faticaccia questa trasparenza che non riesce a compiersi.


ECCO COME VENGONO PRESENTATI I 4 SITI VUOTI

I siti vuoti vengono presentati ai cittadini ignari (e non) come interventi «conclusi» dalle finalità lodevoli.
Peccato che ad un occhio più attento i siti risulterebbero desolatamente vuoti nonostante i paroloni e i tecnicismi tirati in ballo per presentarli al pubblico nel nuovo sito.
Per esempio il Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive) viene mostrato come un progetto «concluso», costato complessivamente «1.541.717,10 euro», con lo scopo di «contribuire all'attività di una struttura di comunicazione per via telematica della PA nelle zone Obiettivo 2. Portale delle attività produttive in tecnologia ASP ed integrazione all'interno del Pim».
Obiettivo raggiunto?
Decisamente no, visto che il portale è privo di qualsiasi informazione, fatti salvi alcuni files di prova.
Si considera un progetto «concluso» anche il “Centro Servizi sul turismo culturale” sebbene il sito presenti un Abruzzo post-atomico dove ci sono solo un museo e zero teatri.
Per di più la versione in inglese del sito è… in italiano.
Questo portale rappresenterebbe un intervento (attuato dall'Arit) costato «1.641.662,40 euro» e «finalizzato al conseguimento,nelle zone obiettivo 2, di economie di scala a più elevati gradi di efficienza nell'organizzazione delle attività, nella gestione delle risorse finanziarie, tecnologiche, umane, necessarie per l'offerta di beni e servizi sul mercato del comparto Turistico culturale».
Più che economie di scala, dopo sette anni si dovrebbe pensare ad un risarcimento danni per imprese e cittadini.
Altro sito costato molto (1.137.228,00 euro) ma che si presenta come una pagina piena di link senza particolari funzioni è il Pim (Portale Integrato Multicanale).
Il direttore Domenico Longhi, per usarlo finalmente, ha «già chiesto la collaborazione dei Comuni abruzzesi».
Anche i Centri Servizi Territoriali sono annoverati tra quei progetti ben riusciti per «l'implementazione presso la Regione Abruzzo di un sistema informativo per la gestione dei Centri di Servizio Territoriali».
Costato «1.341.535,21 euro», di “lui” si sa poco altro.
Come avere quattro Ferrari, ben chiuse in garage.
Ma Castiglione ha detto che i siti funzioneranno, basta aspettare e acciuffare al volo qualche altro finanziamento.

Dunque, concludendo, il portale appena aperto dovrebbe spiegare anche ai profani cosa sta facendo la Regione con i soldi dei cittadini.
Le cifre sono chiarissime, le spiegazioni molto meno.
Vale la pena leggere una scheda di un intervento del costo di «1.537.050,00 euro».
«Servizi di e-government basati sul canale digitale della integrazione dei portali DocUP con il Digitale Terrestre- Realizzazione di una piattaforma mhp sperimentale con messa on air di una applicazione del digitale terrestre ed integrazione con servizi web di back office», si legge, «implementazione di un prototipo per l'integrazione del DVB con l'ITC presso il Centro Tecnico. Realizzazione object carousel MHP e Realizzazione dell'infrastruttura di supporto ai test propedeutici alla messa on air del servizio. - Integrazione delle applicazioni del digitale terrestre con i portali DocUP. Integrazione del PIM con le componenti relative ai servizi DTT ed integrazione delle utenze per il SSO in tecnologia SUN».
Incomprensibile? Può darsi ma i signori burocrati potranno ora dire di aver fatto trasparenza.


Manuela Rosa 07/05/2010 10.11

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