L’Abruzzo potrebbe ospitare quattro inceneritori: per ora si tratta...

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono giorni cruciali per la nostra regione questi che precedono l’estate. C’è massima attenzione sull’Abruzzo da parte di Governo, enti locali ed imprese per quanto riguarda il campo energetico.



ABRUZZO. Sono giorni cruciali per la nostra regione questi che precedono l'estate. C'è massima attenzione sull'Abruzzo da parte di Governo, enti locali ed imprese per quanto riguarda il campo energetico.


Interessi si intrecciano e si contrappongono sulla petrolizzazione: le più grosse multinazionali vogliono perforare proprio nella Regione verde d'Europa. C'è poi il capitolo nucleare avvolto da densa nebbia e dove è impossibile dare certezze sulla precisa localizzazione di una centrale che potrebbe sorgere proprio in Abruzzo o nelle immediate vicinanze.
Secondo Antonio Di Pietro (Idv) sarebbe già cosa decisa anche se il Governo non ha ancora ufficializzato.
Secondo il presidente della Regione, Gianni Chiodi, invece, la notizia è falsa. E' vero però che ci sono interessi e possibilità che questo avvenga ma non pare ci sia una mobilitazione chiara da parte della locale politica.
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Franco Caramanico, per esempio denuncia una cosa forse non secondaria: «la Regione Abruzzo ha perso la possibilità di impugnare la legge che dà al Governo la delega in materia di nucleare e di localizzazione degli impianti perché la richiesta - da me presentata nel settembre dello scorso anno - di avviare la procedura di ricorso alla Corte Costituzionale è arrivata in Consiglio regionale quando ormai erano scaduti i termini per presentare ricorso, ovvero otto mesi. Tanti ce ne sono voluti per chiamare in aula quella che invece in maniera pleonastica viene definita una risoluzione urgente».
Insomma se davvero la maggioranza di centrodestra avesse voluto…




4 INCENERITORI (TURBOGAS)?


E mentre l'opinione pubblica è distratta da polemicucce e dal “teatrino della politica” si tratta e si concerta per stabilire dove sorgeranno gli inceneritori in Abruzzo.
Si limano le proposte, dietro le quinte, sui tavoli politici regionali e nazionali, mentre, ufficialmente, l'ordine è quello di mantenere il silenzio in pubblico.
Per indorare la pillola si parla di “centrali turbogas” che in realtà bruciano i rifiuti indifferenziati e per questo nascono già superati se è vero che la legge prevede soglie molto elevate di rifiuti differenziati, soglia che ragionevolmente dovrà aumentare nel futuro.
In Abruzzo, però, una recente delibera di giunta regionale ha abbassato la soglia della differenziata dal 40 al 25%.
Eppure in Abruzzo si briga per costruire sembrerebbe fino a quattro turbogas, per affari da miliardi di euro.
Non sfugge ai più che quattro centrali sarebbero un eccesso per una regione piccola come la nostra e che sarebbe “dimensionata” per appena una centrale.
Cioè una sola centrale potrebbe bruciare agevolmente tutti i rifiuti prodotti dagli abruzzesi.
Allora perché volerne costruire quattro?
I bene informati sostengono che pur di poter avallare il business l'Abruzzo potrebbe immolarsi a ricevere i rifiuti del “circondario”, per esempio Roma, dove il “re dei rifiuti” è Manlio Cerroni che secondo alcune fonti opererebbe già da anni anche in Abruzzo, per esempio, con la società Enerambiente, socio privato della Team, la municipalizzata di Teramo, il cui affidamento è avvenuto senza gara.
Sono giorni cruciali perché nelle stanze del potere si starebbero decidendo “i futuri possibili” della nostra regione.

A2A

Oltre Cerroni, che viene descritto come il monopolista assoluto dei rifiuti, uomo ricchissimo e potente, c'è un altro colosso che si sta muovendo sempre in Abruzzo: la A2A, società energetica controllata dal Comune di Milano e da quello di Brescia, che controlla una serie di società private e pubbliche e che si sta occupando ufficialmente della costruzione del cavo sottomarino tra il Montenegro e Pescara, cavo che trasporterà energia fino a Villanova di Cepagatti.
Da qui l'energia arriverà fino a Gissi dove è già stata costruita una centrale Turbogas. Un'altra linea potrebbe, invece, puntare verso Teramo dove pure si potrebbe costruire una seconda centrale.
Anche in quest'ultimo affare avrebbe degli interessi la A2A che sarebbe interessata ma potrebbe anche cedere in favore di altre logiche per far prevalere magari interessi imprenditoriali locali.
Di tutto questo nessuno ne parla né in Abruzzo né in Italia e poco si sa di questa società che invece in Montenegro è molto conosciuta perché è riuscita a portare a termina una operazione finanziaria per milioni di euro.
La A2A, infatti, ha acquistato azioni della società energetica montenegrina Epcg, come previsto dal contratto firmato in data 3 settembre 2009 con il Governo del Montenegro. A2A arriva così a detenere una quota del 43,70 della società montenegrina, a seguito anche dell'adesione all'offerta da parte della quasi totalità degli azionisti di minoranza. L'esborso complessivo per A2A dell'intera operazione, inclusi i precedenti acquisti sul mercato montenegrino, è stato pari a circa 436 milioni di euro. Ma non sarebbero tutte rose e fiori… un articolo proveniente direttamente dal Montenegro chiarisce alcuni aspetti ed iniziative della A2A 

05/05/2010 15.46

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