Passa in Consiglio regionale la legge sul commercio, ecco tutte le novità

Alessandro Biancardi

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Passa in Consiglio regionale la legge sul commercio, ecco tutte le novità
ABRUZZO. Il Consiglio regionale ha approvato ieri sera, dopo una seduta lunga e movimentata, la legge sulle "nuove norme in materia di commercio".
La legge è stata approvata a maggioranza dopo una lunga discussione alimentata da scontri e dalla presentazione di centinaia di emendamenti ostruzionistici: a votare a favore sono stati il Pdl nella maggioranza, e nella minoranza il Pd e l'Udc.
Contro si è determinato l'Idv, mentre si sono astenuti Rifondazione comunista e Comunisti Italiani.
La legge di riforma prevede tra le altre cose il blocco di due anni della concessione per nuove aperture della grande distribuzione, la quota di 40 aperture domenicali e festive più quattro a discrezione dei sindaco dei vari territori, la chiusura settimanale obbligatoria per i centri commerciali che aprono di domenica e nei festivi previa concertazione con i sindacati, l'obbligo di rotazione del personale della grande distribuzione che può essere impiegato solo per il 50% di domeniche e festivi e lo stanziamento di sei milioni (tre milioni nel 2009 e tre milioni nel 2010) di euro per le cooperative di garanzie dei commercianti per l'abbattimento dei tassi di interesse per prestiti alle aziende commerciali.
La giornata di discussione è stata lunga e faticosa. Lo si è capito fin da subito, in mattinata, con la riunione della Conferenza dei capigruppo che ha sancito ancora una volta le differenze tra maggioranza e opposizione.
I capigruppo Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pci) hanno fin da subito annunciato la volontà ostruzionistica se non ci fosse stato un accordo, presentando circa 700 emendamenti e centinaia di subemendamenti.
Uno dei punti su cui c'é stato lo scontro più acceso è stato quello sulle aperture domenicali e durante le festività dei grandi centri commerciali: la maggioranza e il Pd hanno premuto su 40 aperture più 4 a discrezione dei sindaci dei vari territori, Acerbo ne aveva chieste 32.
«Non si capisce», aveva commentato l'esponente di Prc, «perché la maggioranza vuole aumentare il numero delle aperture domenicali, una quota già lievitata nel 2008 quindi recentemente, andando controcorrente rispetto alle regioni italiane e a quelle confinanti».
Ma non sono mancate proteste in aula da parte dei Consiglieri di opposizione dopo l'ennesima sospensione dei lavori, che si e' protratta per più di due ore.
Pugni battuti sui banchi e urla di «vergogna» e «basta inciuci» dell'opposizione, mentre la maggioranza era ancora assente per una riunione che stava mettendo in luce tutti i dissapori tra gli stessi esponenti del centro destra.
Il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, ha sottolineato che «per 3 settimane il Consiglio Regionale è stato ostaggio delle mire di 2 o 3 speculatori, al momento ancora ignoti: o interessati alla trasformazione per legge di fabbricati industriali e artigianali - magari assegnati quasi gratis dai Consorzi Industriali e magari realizzati quasi gratis grazie alla legge 'Domenici-FIRA' sui capannoni - in fabbricati con destinazione commerciale; o interessati all'apertura di veri e propri nuovi centri commerciali, che il disegno di legge sul commercio varato dalla Commissione consegna ad una scelta completamente discrezionale del presidente Chiodi e della sua Giunta».
«E così», ha detto ancora Costantini, «mentre l'Abruzzo va a rotoli, con la disoccupazione giovanile alle stelle ed una crisi economica senza precedenti, le istituzioni pubbliche, come il Consiglio Regionale, continuano imperterrite a bruciare tempo e denaro nel tentativo di soddisfare gli appetiti di speculatori e faccendieri che riescono ancora a condizionare, a dividere, a lacerare la maggioranza».
Secondo il consigliere dell'Idv Cesare D'Alessandro, «la maggioranza si 'autostrapazza' sulla legge per il Commercio e interrompe a più riprese la seduta di Consiglio regionale cercando di superare alcune picconate provenienti da settori della maggioranza stessa».
«Grazie alla nostra tenace battaglia», ha poi commentato Acerbo, «abbiamo raggiunto una importante vittoria per il piccolo commercio e per i lavoratori della grande distribuzione».
La maggioranza, invece, non ha ancora commentato l'approvazione della legge. Lo farà questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono state invitate anche le associazioni di categoria.

05/05/2010 8.39

ECCO TUTTI I PUNTI DELLA LEGGE DI MODIFICA

Vendite promozionali tutto l'anno e senza limiti sulle referenze dei punti vendita, riposi infrasettimanali concordati, e introduzione del riposo a turno alla metà dei dipendenti nei giorni festivi, con la possibilità di assumere nuovi lavoratori.
Il testo di legge fa anche transitare da 35 a 44 le giornate festive e domenicali, oltreche bloccare per 24 mesi l'apertura delle grandi superfici di vendita, fatta eccezione per le domande già pervenute prima dell'entrata in vigore delle modifiche, ma solo se complete di ogni certificazione.
I contenuti del provvedimento, che sblocca anche 6 milioni di euro da affidare ai consorzi fidi dei commercianti per l'abbattimento dei tassi di interesse, sono stati illustrati stamattina, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore allo Sviluppo del commercio, Alfredo Castiglione, e dal presidente della IV commissione consiliare, Nicola Argirò.
Per Castiglione la legge «è solo un punto di partenza che dovrà trovare più ampia sistemazione in un testo unico, da approvare entro la primavera del 2011, che superi la logica dell'attuale legge 11 del 2008, composta da un solo articolo e da 200 commi. In quell'occasione - ha spiegato Castiglione - prevederemo anche la possibilità, sentiti i sindaci, di riutilizzare vecchi capannoni dismessi in aree industriali o artigianali per la vendita di prodotti non alimentari».
Sul piano politico, Castiglione ha sottolineato che anche «le opposizioni hanno dovuto convenire sul fatto che si tratta di un testo dove prevale il buon senso ed in cui, per la prima volta, si mostra attenzione verso i lavoratori del comparto».
Anche per il presidente Argirò la legge ha il merito di aver saputo raggiungere «un giusto equilibrio tra piccolo e medio commercio, grande distribuzione e sindacati, laddove si chiede alla grande distribuzione di garantire il riposo a turno alla metà dei lavoratori nei giorni festivi».
Per Argirò, quindi, «la maggioranza non ha mai avuto problemi di spaccatura come si è letto sui giornali. Se poi il dialogo su tematiche dove i punti di vista possono essere diversi diventano polemica per me si tratta solo di momenti di grande crescita».
Il presidente Argirò ha poi dato atto all'assessore Castiglione di non «aver mai fatto mancare il proprio contributo di chiarezza in Commissione», così come alle «opposisioni di aver abbandonato la strada dell'ostruzionismo. Se però avessero detto in Commissione quali erano le loro posizioni forse avremmo potuto approvare la legge sei mesi fa. Speriamo che d'ora in avanti si possa fare un lavoro più serio».

ACERBO: «MERITO DI RIFONDAZIONE E COMUNISTI»

Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) ha rivendicato questa mattina in una conferenza stampa, i meriti della Sinistra: «Lo storico stop alla grande distribuzione è arrivato grazie alla battaglia di Rifondazione Comunista e Pdci. Grazie al nostro allarme si sono resi impossibili sveltine e inciuci sottobanco, con i sindacati che hanno così potuto far sentire la loro protesta. Con i nostri emendamenti abbiamo ottenuto sostanziali modifiche che sono andate ben oltre il contenuto dell'accordo sottoscritto nel luglio del 2009».
Il consigliere regionale ed esponente di Rifondazione ha sottolineato come lo stop per 24 mesi all'apertura dei grandi centri commerciali rappresenti solo una moratoria che deve portare all'approvazione di una legge seria: «In quelle aree come l'hinterland Pescara-Chieti, dove è stata abbondantemente superata la media nazionale di centri commerciali, bisogna porre uno stop a tempo indeterminato. Solo così si potrà far respirare il piccolo commercio e restituire dignità a quei lavoratori che lavorano nella grande distribuzione come schiavi anche nei giorni festivi, sottraendo tempo prezioso alla famiglia e agli svaghi. Per questo - ha proseguito Acerbo - abbiamo ottenuto una drastica riduzione delle aperture festive, con l'obbligo di far recuperare con una chiusura infrasettimanale, il lavoro domenicale».
05/05/2010 13.40

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