L’annuncio. Chiodi:«entro 2010 debito Regione sotto i 3,5 miliardi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Abbiamo già alle spalle due Finanziarie durissime, da lacrime e sangue, ed entro la fine dell'anno, l'indebitamento della Regione Abruzzo, strettamente legato al fattore sanità, calerà ancora sensibilmente arrivando a circa 3 miliardi 250 milioni di euro. Già dal 2012, contiamo di avere risorse per cominciare a liberare ulteriori potenzialità».

E' la fotografia scattata dal presidente della regione, Gianni Chiodi, nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla BIIS, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, che si è tenuta a Pescara nell'aula consiliare del Comune.
«L'Abruzzo per lungo tempo è stato un vero e proprio paradiso fiscale», ha affermato Chiodi, «basti pensare che, per ben dieci anni, le imprese che si sono insediate nel nostro territorio hanno beneficiato dell'esenzione dall'Irpeg e dall'Ilor e questo ha, senza dubbio, rappresentato un fattore fortissimo di attrazione di investimenti. Oggi», ha detto Chiodi, «i tempi sono completamente cambiati e, oltre a dover fare i conti con il fortissimo indebitamento che, nel 2007, aveva raggiunto i 4 miliardi e mezzo di euro, erodendo notevolmente le possibilità per il bilancio regionale di sostenere le attività economiche, scontiamo anche un considerevole gap infrastrutturale, fatta eccezione per la mobilità viaria che è di buon livello, un deficit competitivo del sistema industriale ed un consistente divario fiscale rispetto alle altre Regioni italiane». Nonostante fosse diventata la prima regione del sud secondo tutti gli indicatori economici, per il presidente Chiodi «l'Abruzzo non è mai riuscito a colmare del tutto lo storico gap infrastrutturale che lo faceva distanziare dalle regioni del centro nord benchè avesse potuto contare sui fondi europei derivanti dall'Obiettivo 1 e sulle risorse della Cassa per il Mezzogiorno».
Lo scenario attuale vede una tassazione ben più elevata che altrove che va ad aggiungersi alla crisi finanziaria già da tempo in atto in Abruzzo, a quella economica di livello internazionale, la più grave dal 1929 secondo il presidente della Regione, oltre al dramma del terremoto che ha di fatto bloccato per un anno l'economia di un vasto territorio.
«E' forse il momento più difficile per la storia dell'Abruzzo - ha affermato il presidente Chiodi - ma abbiamo già creato le premesse per una risposta efficace con la firma, con il Governo nazionale, dell'Accordo integrativo quadro per le Infrastrutture e con il Masterplan relativo al sistema economico. Inoltre, - ha aggiunto Chiodi - i fondi Fas, Fesr ed Fse sono risorse reali e non fittizie che si avvicinano ai due miliardi di euro e che saranno destinati allo sviluppo. Riguarderanno, tra i vari settori, ricerca, competitività, internazionalizzazione, trasferimento tecnologico e sviluppo di fonti rinnovabili. La sfida vera, oltre a spenderli, sarà soprattutto quella di spenderli bene ma questo dipenderà in gran parte dalla qualità delle proposte che arriveranno dal mondo dell'impresa».

04/05/2010 9.16