No etichetta per latte italiano. Gli allevatori:«provvedimento che ci affossa»

Alessandro Biancardi

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No etichetta per latte italiano. Gli allevatori:«provvedimento che ci affossa»
ABRUZZO. La commissione Europea il 29 marzo scorso ha bocciato l’etichettatura sul latte, made in Italy, un provvedimento che è passato sotto silenzio e che è stato pubblicato solo di recente sulla Gazzetta ufficiale.
«L'Italia è tenuta a non adottare l'articolo 2, 3 … per quanto riguarda l'obbligo di indicare sull'etichetta il luogo di origine del latte: pastorizzato microfiltrato, pastorizzato ad elevata temperatura, UHT, microfiltrato a lunga conservazione, sterilizzato e dei prodotti lattiero-caseari».
In queste poche righe pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea il 22 aprile 2010, la Commissione di Bruxelles boccia la proposta dell'ex ministro Zaia del 25 agosto 2009.
Il testo proponeva di indicare l'origine sulle confezioni di latte, e la provenienza del latte utilizzato per formaggi, latticini e cagliate. Dunque l'Europa chiede «alle autorità italiane di non adottare le disposizioni in questione previste dal progetto di decreto».
«Una cosa gravissima che seguita ancora ad affossare l'economia zootecnica», commenta Dino Rossi del Cospa Abruzzo, «dovuto al fatto che il latte seguita ad arrivare dai paesi dell'est Europa, per poi essere confezionato in Italia dai grandi gruppi industriali per la grande distribuzione. Viene poi messo sul mercato e venduto come latte italiano traendo in inganno i consumatori».
«Quello che non si capisce», aggiunge Rossi, «è come mai invece è passato il panino McItaly? Un panino che di italiano non ha nemmeno il nome, è evidente che quando c'è la volontà politica tutto diventa lecito. Una cosa vergognosa è quello di nasconderci sempre dietro le direttive europee per favorire qualche meccanismo legato ai poteri forti».
Secondo l'associazione di allevatori questa decisione porterà conseguenze negative per chi commercia il latte nostrano (di solito piccole realtà) e si deve scontrare contro colossi industriali che sarebbero persino favoriti da provvedimenti come quello di cui si parla che genera una sorta di inquinamento del mercato e della concorrenza.
Un provvedimento peraltro che va in controtendenza rispetto ad alcuni già in vigore che prevedono l'obbligo di etichettatura per alcuni prodotti per tracciarne la filiera e la provenienza ed assolvere ad un obbligo di informazione dei consumatori.
Non per il latte.
03/05/2010 16.20