Bando contestato della Regione: nasce «l’assistente dell’addetto stampa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’è il politico e c’è il portaborse. C’è l’addetto stampa e c’è il suo «assistente». A sdoganare la figura del giornalista assistente o “portaborse” dell’addetto stampa è la Regione Abruzzo con un bando pubblicato sul Bura ed in scadenza che tuttavia non ha sortito grosse reazioni dagli organi competenti di categoria.


ABRUZZO. C'è il politico e c'è il portaborse. C'è l'addetto stampa e c'è il suo «assistente». A sdoganare la figura del giornalista assistente o “portaborse” dell'addetto stampa è la Regione Abruzzo con un bando pubblicato sul Bura ed in scadenza che tuttavia non ha sortito grosse reazioni dagli organi competenti di categoria. Un bando quantomeno inedito per due posti con mansioni originali. Un bando che merita attenzione anche per il delicato ruolo che svolgono i giornalisti nella comunicazione dell'azione istituzionale, un compito regolato da una legge ben precisa (150/2000) che obbliga anche chi ha mansioni di addetto stampa ad attenersi alla verità sostanziale dei fatti.
L'Assostampa abruzzese ha però chiesto un parere al maggiore esperto di Uffici stampa, Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, che pare non lasciare dubbi.
Secondo Rossi il fatto che la Regione non abbia interpellato il locale sindacato potrebbe quanto meno essere una ragione valida per chiedere un incontro ed un confronto sul tema, anche se tardivo, visto che il bando scade il 2 maggio.
«Salta subito all'occhio questa strana formula di "assistente addetto stampa"», spiega Rossi, «il ruolo che viene disegnato è quello di addetto stampa. Non si capisce in alcun modo perchè lo si definisca "assistente". Inoltre non viene mai citata la legge 150 e questo insospettisce. Così come insospettisce che non vi sia mai riferimento al fatto che i contributi debbono necessariamente essere versati all'Inpgi».
Secondo l'esponente del sindacato inoltre il contratto Regione-Autonomie locali prevede che il giornalista - se non si applica il contratto Fnsi-Fieg che nelle Regioni sarebbe possibile applicare senza problemi giuridici - deve essere inquadrato a livello D, trattamento economico D3.
«Su questo però», aggiunge, «c'è qualche problema, nel senso che vi sono sentenze le quali affermano che occorre essere laureati (qui la laurea non viene richiesta), mentre è pacifico che per il livello C non è necessaria».
Altro appunto tecnico sul bando riguarda la richiesta della conoscenza di una lingua straniera che secondo Rossi non dovrebbe essere uno sbarramento per essere ammessi o meno al concorso, ma, piuttosto, un elemento per attribuire un punteggio in sede di valutazione curriculare.

IL COMUNE DI PESCARA HA UN UFFICIO STAMPA

Sempre in tema di uffici stampa si scopre che anche il Comune di Pescara dell'era Mascia ha istituito l'ufficio stampa. Finora, invece, non esisteva mentre si faceva sempre riferimento ad una figura diversa, quella del “portavoce”, un incarico fiduciario previsto dalla legge 150.
Nell'era D'Alfonso, infatti, era stato nominato portavoce Marco Presutti che non era giornalista.
Il portavoce è l'addetto alle relazioni con la stampa, per esempio, del sindaco e, dunque, a lui fa riferimento.
L'ufficio stampa, invece, è organo comunale dell'ente (non della persona o della maggioranza pro tempore) ma che deve servire anche alla minoranza per veicolare i loro messaggi e comunicazioni.
A Pescara subito dopo l'elezione del sindaco Mascia si è sentita l'esigenza di istituire l'Ufficio stampa e lo si è fatto con una determina dirigenziale firmata da Marco Molisani, capo di gabinetto.
L'incarico di gestire l'ufficio è stato attribuito ad una società (Lidea snc) per un corrispettivo annuale di 55mila euro. La cifra è recuperata da alcuni capitoli di bilancio come “spese per la promozione dell'immagine di Pescara” o “spese diverse per il servizio osservatorio” accomunando l'ufficio stampa con quello che di solito è definito “ufficio di promozione e comunicazione” che si occupa, per esempio, di pubblicità che dovrebbe essere cosa diversa dalla informazione.
In altre istituzioni ed enti locali l'ufficio stampa si occupa delle relazioni con la stampa ed i posti vengono assegnati attraverso un bando pubblico. Di solito gli addetti stampa sono dipendenti dell'ente.
Qualche perplessità in merito pare averla anche Giovanni Rossi: «non ho mai sentito che un Ufficio stampa venga istituito con una determina di un dirigente».

30/04/2010 10.35

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