Il ministro Fazio:«L’Abruzzo passerà da 22 a 9 ospedali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Dal 2009 al 2012 l'Abruzzo dovra' passare da 22 ospedali a 9, senza dover subire un taglio dei posti letto ma passando attraverso una riqualificazione, una riduzione, da acuzie verso lungodegenze».



Lo ha detto questa mattina il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in un videomessaggio che e' stato trasmesso a Pescara nel corso di un convegno su "L'informatica sanitaria in Abruzzo, stato dell'arte, prospettive e obiettivi del fascicolo sanitario elettronico regionale", promosso dall'Arit e da Dedalus - software for healthcare.
Insomma il dato certo sembra essere che alcuni ospedali (molti) dovranno subire un pesante cambiamento ed alla fine ne dovranno rimanere soltanto 9. Quali saranno eliminati?
Un problema non secondario e che agiterà tutti i territori che strenuamente difendono il proprio anche con estreme manifestazioni come lo sciopero della fame.
Fazio ha sottolineato anche che «la sanita' abruzzese sta dando delle soddisfazioni perche' si sta comportando in maniera virtuosa per cio' che riguarda il piano di rientro».
Le indicazioni provenienti dal governo sono poi quelle della progressiva informatizzazione della sanità.
Sembra aver un tantino mitigato il messaggio di Fazio, Lanfranco Venturoni, assessore alla sanità che ha detto: «abbiamo un piano di riordino della rete ospedaliera che prevede la riduzione degli ospedali per acuti. Su questo non c'e' ombra di dubbio ed e' una necessita' della regione».
«Il numero», ha aggiunto Venturoni, «puo' essere nove o undici, ma certamente cio' che si deve fare e' distinguere l'ospedale per acuti dall'ospedale per cronici. Noi non chiudiamo i piccoli ospedali, come dice qualcuno. Si tratta di riconvertire alcune strutture ospedaliere in strutture territoriali e di creare delle strutture per acuti veri che concentrino la casistica. I malati, quindi, saranno divisi. Oggi nei 22 ospedali abbiamo il 50 per cento di acuti e il 50 per cento di cronici. Se concentriamo i malati acuti tutti in un ospedale e i malati cronici tutti in un altro ospedale, da una parte si risparmia e dall'altra si da' un miglior servizio al cittadini».
Sul rapporto tra Regione e cliniche private invece Venturoni ha detto:«abbiamo preso una linea molto precisa con i privati ed in particolare con il gruppo Villa Pini: noi riconosciamo al privato le prestazioni che sono utili, appropriate e necessarie a questa regione, non riconosciamo e non vogliamo programmare prestazioni che non sono utili e che spesso sono state frutto di imbrogli».
Per Venturoni «il sistema va quindi ripulito» ed in questo senso si pone un accordo con i privati che prevede l'apertura di un tavolo tecnico.
«Questo tavolo tecnico - ha spiegato - permetterà di far sì che sia la regione a dire ai privati cosa devono fare e quindi le prestazioni da erogare e la qualità delle prestazioni stesse, e non più il privato a fare offerte al di là di ogni programmazione, che poi hanno fatto esplodere la spesa sanitaria, senza neppure un migliore servizio». Per Venturoni «il privato deve essere integrativo al pubblico e fare quelle prestazioni che il pubblico non fa e che oggi il cittadino va a fare fuori dall'Abruzzo».
Contrario il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli, che sostiene che:«Fazio e Venturoni continuano a parlare della sanita' abruzzese come se fosse un fatto privato di cui rendere conto solo nelle loro esternazioni ad effetto sulla stampa e non invece scelte complesse e delicate che devono coinvolgere la responsabilita' di tutte le istituzioni, consiglio regionale ed enti locali, ma soprattutto il diritto di tutti i cittadini a veder garantiti i livelli essenziali di assistenza».
«Fazio», afferma Mascitelli, «spara i numeri sugli ospedali, dimenticando che la sanita' e' materia di legislazione concorrente e non esclusiva dello Stato; il secondo cerca di attenuare l'impatto dei numeri distinguendo gli ospedali per acuti e quelli per cronici, come se questi ultimi fossero ospedali di serie B; ed entrambi poi dimenticano che in Abruzzo esiste un commissario ad acta, Chiodi, che a sua volta ha ricevuto mandato dal Governo per la sola attuazione del Piano di Rientro».
«Ebbene»,prosegue Mascitelli, «nel Piano attualmente vigente nella nostra Regione, la riorganizzazione e la riqualificazione degli ospedali devono avvenire, come obbligo e non come facolta', contestualmente alla ristrutturazione di una rete emergenziale efficiente e di una medicina dei servizi territoriali, che garantiscono pari dignita' e diritti a tutti i cittadini. E di tutto questo, sinora non e' stato fatto ancora nulla. Basta guardare alle liste d'attesa da terzo mondo».

29/04/2010 15.39