Ok delle Cliniche ai tetti di spesa: passano i contratti di Chiodi

Alessandro Biancardi

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Ok delle Cliniche ai tetti di spesa: passano i contratti di Chiodi
ABRUZZO. Scoppia la pace tra Regione e Cliniche private: dopo le prime sei (Di Lorenzo, Ini di Canistro, Nova Salus, San Francesco, Immacolata e Villa Letizia) che avevano già firmato lunedì scorso, ieri anche Pierangeli, Spatocco e Villa Serena (il nocciolo duro dell'Aiop) hanno sottoscritto i contratti a lungo contestati. (Nella foto il subcommissario Baraldi) * I RETROSCENA AQUILANI E L'INTERVENTO DI FAZIO *NEUROMED E SOCIETÀ DI ANGELINI: PROPOSTA FINALE VENERDÌ

Resta ancora fuori la Clinica San Raffaele di Sulmona che però non rifiuta il contratto, ma è impegnata con la Regione a trovare un accordo sulle tariffe delle sue prestazioni riabilitative.
E così per la prima volta nella storia della sanità abruzzese i manager, l'assessore al ramo, il presidente della Giunta, i privati stessi conoscono ad inizio anno quella che sarà la spesa sanitaria per le cliniche, con evidenti benefici per bilanci, pagamenti, contrattazione sindacale e chi più ne ha più ne metta.
Giustificata quindi l'euforia di Gianni Chiodi che ha festeggiato però la conclusione della trattativa soltanto con due arancini di riso ed acqua minerale, mentre correva a Roma per un altro impegno. Molto soddisfatto, a dir poco, anche l'assessore Lanfranco Venturoni che si è aperto al taccuino del cronista, commentando: «è stata una faticaccia, ma la soddisfazione è tanta. Dopo una giornata lunghissima di trattative, martedì sera tardi ci eravamo lasciati dandoci appuntamento la mattina dopo alle 11,30. Avevo capito che ormai la firma c'era, tanto che avevo invitato anche il presidente Chiodi».
Non sono ancora ufficiali i dettagli dei tetti di spesa concordati, perché in alcuni casi sono stati rilevati errori formali sui totali: però si conosce il tetto complessivo che è (compresa Villa Pini) di 96 milioni per le prestazioni regionali (un taglio di circa il 20%) e di 35 milioni per i pazienti extra regionali (una diminuzione di circa il 40%).
Con una piccola appendice: anche alle sei cliniche che hanno firmato lunedì saranno concesse le differenze in più concordate ieri. Il criterio adottato per giungere ai tagli è stato di calcolare il 20% in più delle prestazioni del 2008, depurato però dei ricoveri inappropriati, sia per i pazienti regionali che per quelli extra regionali.

CHIODI E VENTURONI: «REGOLE CERTE»

Il commissario Chiodi ha sottolineato «la natura fortemente innovativa dell'accordo per le regole chiare su cui si è trovato un punto di equilibrio con i titolari delle cliniche».
Un accordo che, secondo il commissario, può rappresentare un modello metodologico anche per le altre Regioni perché «si sono risparmiate risorse ingenti ed al tempo stesso eviteremo gli sprechi del passato. Lo sforzo è stato compreso dai privati con i quali la Regione può fare fronte comune per garantire un'assistenza sanitaria più completa e più elevata».
Un complimento cavalleresco alle Cliniche, che però non hanno ricambiato e non hanno per il momento commentato. Spiega di più l'assessore Venturoni: «Le prestazioni sanitarie richieste dai cittadini abruzzesi nelle cliniche fuori regione, saranno pagate solo se appropriate e limitatamente ad accordi ben precisi. Sulla strada della firma - ha chiarito – la maggiore conflittualità c'è stata sui ricoveri extraregionali, cioè quelli dei pazienti provenienti da altre regioni, perché si crede che la relativa spesa non sarebbe ricaduta sulla Regione Abruzzo. Ma non è così. Infatti, il Piano di rientro per il deficit della Sanità - ha chiarito l'assessore - obbliga alla firma di Accordi di Confine con le regioni limitrofe proprio al fine di combattere l'inappropriatezza, come del resto prevede lo stesso Patto per la Salute siglato tra Stato e Regioni. Per questo il nostro accordo tiene conto proprio di queste intese che andremo a siglare a breve, entro la prima decade di maggio, con Marche, Lazio e Molise».
Sono stati, invece, aumentati i tetti per le prestazioni ambulatoriali dei privati dal momento che le liste d'attesa sono troppo lunghe e la sanità pubblica non riesce ad abbatterle.
Ma è stato ribadito con forza che il Patto per la salute fissato a livello nazionale, e da cui non si può derogare, elenca le prestazioni che possono essere solo ambulatoriali senza la possibilità di farle passare per ricoveri, a costo sensibilmente più altro. Insomma la lotta agli sprechi ed agli abusi, ma anche strada dell'integrazione pubblico-privato: quest'ultimo eroga prestazioni che servono realmente e non si sovrappone all'offerta della sanità pubblica.

SUCCESSO POLITICO DI CHIODI: SOLDI CERTI PER LE CLINICHE

Ha vinto la linea del commissario Chiodi o sono state le cliniche ad alzare bandiera bianca? Messa così, la domanda rischia di essere riduttiva: il presidente ha certamente incassato un successo politico, che però non è arrivato improvviso.
E' stato lungamente preparato a più mani: paradossalmente hanno avuto un peso anche gli avversari e le proteste sindacali, Villa Pini su tutti che incassa un mutamento sostanziale del suo orizzonte prossimo venturo.
Si può perciò dire che la condivisione del progetto di risanamento della sanità abruzzese è una vittoria della squadra di Chiodi.
Le Cliniche dal canto loro hanno mostrato grande senso di responsabilità: non hanno prolungato oltre (forse qualcuna a malincuore) un braccio di ferro che avrebbe provocato solo rischi per gli stipendi dei dipendenti e ulteriori danni ai bilanci aziendali, già asfissiati da due anni di blocco dei pagamenti.
Ma nello stesso tempo non hanno rinunciato a dare il loro contributo al risanamento con alcune proposte che l'assessore Venturoni ha accettato.
E forse è stato questo il punto di svolta della trattativa che ha consentito di chiudere il contenzioso: accettati i tetti di spesa per il 2010 sulle prestazioni regionali (nonostante qualche mugugno dell'Aiop secondo cui i tagli non hanno tutelato gli imprenditori più virtuosi) e concordati pagamenti certi, la trattativa rischiava di incepparsi sui tagli per i pazienti extraregionali.
La rottura però è stata scongiurata perché è passata la proposta Aiop sulla mobilità passiva: la Regione si è impegnata ad acquistare presso le cliniche private quelle prestazioni non concesse in prima battuta, ma che poi i malati vanno ad acquistare nel Lazio, nelle Marche o altrove. Invece di pagarle fuori, si potranno pagare alle cliniche: la Regione ha accettato perché diminuirà le liste di attesa per i malati e nello stesso tempo potrà dare agli imprenditori privati l'occasione di incrementare il loro fatturato.
Su questa proposta dell'Aiop che chiedeva di bilanciare “l'esportazione” di pazienti, attraverso correttivi al tetto di spesa, ci sarà un tavolo tecnico per monitorare l'andamento della mobilità passiva, un dato sfuggito finora ai controlli, ma che l'assessore si è impegnato a chiarire definitivamente nei numeri. La convocazione del tavolo è entro il 30 aprile e la chiusura è prevista entro la fine di giugno. E' probabile però che l'acquisto di queste prestazioni sarà limitato solo ad alcuni Drg, cioè ad alcuni settori dell'assistenza concordati di comune accordo.
Sebastiano Calella 22/04/10 8.44
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I RETROSCENA AQUILANI E L'INTERVENTO DI FAZIO

ABRUZZO. E' tutta rientrata la polemica sui metodi “dittatoriali” del sub commissario Giovanna Baraldi che aveva minacciato di togliere gli accreditamenti in caso di mancata firma?
Con il senno di poi si potrebbe pensare ad un gioco delle parti ben orchestrato: Baraldi dura, Chiodi e Venturoni più disponibili al dialogo e pronti ad assorbire anche le polemiche politiche interne, attraverso un'opera di mediazione che alla fine ha pagato.
Ma forse non è andata così.
Chi si è ammorbidita sembra essere stata forse proprio il sub commissario che ha avuto l'intelligenza di accettare i consigli di chi non condivide lo scontro frontale, ma ha la pazienza di aggirare l'ostacolo.
Primo indizio: che ci fossero le grandi manovre per scongiurare lo scontro Regione-Cliniche private si era capito nei giorni scorsi dalla visita imprevista del Ministro della Sanità Ferruccio Fazio all'Ospedale dell'Aquila.
Qualche inaugurazione? Macché: il pretesto delle sale operatorie nuove o del Pronto soccorso pediatrico non ha retto nemmeno il tempo di un comunicato ufficiale di compiacimento del Ministro.
Infatti gli elogi pubblici erano per il “commissario” Chiodi e per il suo vice Giovanna Baraldi (sponsorizzata proprio da Fazio) e non per il manager Giancarlo Silveri, l'unico titolato a riceverli sia perchè era il padrone di casa sia perché le sale operatorie all'avanguardia ed il Pronto soccorso pediatrico sono due suoi risultati.
La visita era un chiaro messaggio politico: il ministro è con voi, andate avanti e chiudete il contenzioso.
Non è escluso perciò che proprio dall'Aquila siano venuti i messaggi che hanno convinto il sub commissario ad essere più flessibile ed a riconoscere che la sanità abruzzese, come dimostra la gestione dell'emergenza aquilana, era in grado di fare il miracolo.
Il secondo indizio è la matrice aquilana della soluzione.
Pochi ci hanno riflettuto: le prime sei cliniche, quelle che hanno rotto il fronte dell'Aiop pescarese, insistono quasi tutte nella Asl dell'Aquila. Come si dice: un indizio è un indizio, due sono un sospetto, tre sono una prova.
E la prova è che il 6 maggio il Ministro Fazio tornerà proprio all'Aquila, stavolta sì per l'inaugurazione del Pronto soccorso pediatrico.
Ma sarà quasi un riconoscimento ufficiale che la via aquilana porta bene alla sanità della Regione. Che poi ci siano realizzazioni d'avanguardia, sia per l'aspetto dell'accoglienza (il Pronto soccorso pediatrico, progettato da tecnici specializzati ed in collegamento con la Pediatria) sia per le 9 sale operatorie che hanno suscitato l'ammirazione di Fazio, questo rafforzerà il ruolo della Asl aquilana, già pronta ad ospitare un summit per il secondo round dello scontro con le cliniche.
Risolto il 2010, resta infatti il nodo del 2008 e del 2009, una marea di soldi e di interessi da pagare ai privati, tra l'altro vittoriosi al Tar.
«Su questo aspetto apriremo una trattativa – ha confermato l'assessore Venturoni – ed il nuovo clima collaborativo ci fa ben sperare per ricomporre anche questo contenzioso».
Una proposta di mediazione già c'è: «dateci il 50% degli interessi e chiudiamo anche questa partita».
Il secondo miracolo aquilano? Far pagare subito tutti, se si rinuncia agli interessi.

s.c. 22/04/10 8.44
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NEUROMED E SOCIETÀ DI ANGELINI: PROPOSTA FINALE VENERDÌ
CHIETI. Nulla di fatto all'incontro di ieri (doveva essere quello risolutivo e finale) tra Neuromed e sindacati in vista della richiesta di concordato preventivo sulle società di Angelini non fallite.
Dopo tre incontri interlocutori, che però hanno registrato punti di miglioramento dell'offerta originaria, ieri alla Regione si doveva approfondire il tema della possibilità per i dipendenti di accedere alla cassa integrazione in deroga.
Questo è infatti un punto inderogabile per i sindacati: «forse si può trovare l'accordo sulle riassunzioni del personale, scaglionate in un anno, forse si potrà accettare il tetto del 70 % per il pagamento del pregresso, ma rinunciare ai diritti dei lavoratori non è possibile», dicono i sindacati. Che ieri, con i vertici Neuromed, si sono incontrati con il funzionario Sciullo, responsabile regionale delle politiche a sostegno dell'occupazione.
Ma da lui non sono venuti molti chiarimenti o certezze, tanto che Neuromed, invece di chiudere la trattativa, si è impegnata a presentare una bozza scritta finale, da discutere venerdì con una delegazione sindacale ristretta.
Il nodo finale resta quello del tipo di rapporto di lavoro che sarà assicurato.
Se cioè i dipendenti saranno assunti da una nuova società o in continuità di quella esistente.
«Se ci sarà novazione di rapporto – dicono i sindacati – e questa consente la cassa integrazione, l'accordo si può fare. Altrimenti no, non possiamo lasciare a piedi nessuno».
Sullo sfondo il problema di quanti saranno riassunti, in presenza dei tagli al budget operati dalla Regione.
Conti sommari indicano che sia per il San Stefar che per Villa Pini non ci dovrebbero essere problemi.
Nel primo caso perché con i 10 milioni assicurati c'è spazio almeno per tutti i centri abruzzesi che operano, per Villa Pini e Santa Maria, che trattano malati acuti, pur in presenza di tagli, il posto di lavoro resta assicurato per la concomitante riduzione di fatto dei dipendenti, per molti dei quali c'è stato un esodo verso altri lavori.
Quindi chi resta dovrebbe essere salvo.
s.c. 22/04/2010 9.07