Villa Pini e Cliniche private. Chiodi a PrimaDaNoi.it:«Questa è la mia linea»

Alessandro Biancardi

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Villa Pini e Cliniche private. Chiodi a PrimaDaNoi.it:«Questa è la mia linea»
  L'INTERVISTA. ABRUZZO. C'era un convitato di pietra nelle polemiche di questi giorni (anzi di questi mesi) sulla vicenda Villa Pini. Tutti parlavano a vario titolo. Solo il Commissario-presidente Gianni Chiodi ha tenuto un profilo molto basso.
Qualche comunicato stampa, molte lettere ufficiali alle varie istituzioni, quasi nessun contatto diretto con la stampa.
PrimaDaNoi.it ha voluto però chiedere chiarimenti e spiegazioni su molti dubbi sorti e sui comportamenti della Regione nelle vicende di Villa Pini e nelle polemiche con le Cliniche private dell'Aiop. Ecco cosa ci ha risposto il commissario Chiodi.


Quali sono i rapporti con il Curatore fallimentare di Villa Pini, visto che non è stato mai ricevuto personalmente?
«Il Curatore è stato regolarmente ricevuto dal Subcommissario, dall'Assessore e dagli Uffici. Poi ha cominciato ad accusare i funzionari delle Asl e a fare polemiche sulla stampa, in modo irrituale per la funzione tecnica che ricopre. Tenga conto che è il Giudice Delegato al fallimento l'interlocutore del Presidente della Regione».

La legge sulla sospensione degli accreditamenti è stata applicata in modo retroattivo. Pensa di annullare la sua opposizione al Tar?
«L'obbligo di avere i dipendenti in regola con i contributi esiste da sempre per i concessionari di pubblico servizio perché è imposto dalla legge comunitaria e dalla legge nazionale. La legge regionale del 2009 non introduce nulla di nuovo, ne è semplice esplicazione amministrativa. Ci mancherebbe altro che le Case di Cura dell'Abruzzo avessero i lavoratori in nero…»

I malati intrasportabili continueranno ad essere curati a Villa Pini anche dopo la scadenza dei 90 giorni per il trasferimento?
«L'intervenuto fallimento di Villa Pini srl rende superflua la questione dei 90 giorni, tant'è che abbiamo attribuito i tetti di spesa».

La Asl di Chieti erogherà i 2 milioni di euro che il curatore ha chiesto?
«Si tratta di fatture su prestazioni contestate, la Asl di Chieti ha sottoposto la questione al Tribunale competente, che deciderà».

Sulle critiche dell'Aiop per i contratti e per i pagamenti arretrati, le cliniche private avevano chiesto a settembre di fare una transazione sul dovuto e la Regione ha rifiutato. Ora il Tar vi ha dato torto. Si sono persi diversi milioni di sconto. Chi l'ha consigliata?
«Non ho evidenza di proposte transattive che, come sa, si formulano per iscritto. Per quanto riguarda il contenzioso, il Tar ha annullato alcune delibere della precedente gestione politica e commissariale. Si tratta di un giudizio di primo grado e, come emerso nel tavolo con il Ministero della sanità e dell'economia, si registrano decisioni del Tar Abruzzo non allineate con i consolidati orientamenti giurisprudenziali maturati dalla giustizia amministrativa (Tar Lazio, Tar Sicilia, e Consiglio di Stato) i quali, tra l'altro, nella valutazione e comparazione degli interessi in gioco, hanno ritenuto prevalente quello pubblico, rispetto a quello privato, sopratutto nelle regioni interessate da forti deficit in ambito sanitario ed in Piano di rientro. Ho dato disposizioni affinchè, contrariamente al passato, si proponga appello al Consiglio di Stato».

Vi siete appellati alla privacy per non far conoscere i dati di tutte le cliniche perché sarebbero dati sensibili. Pensate di insistere su questa linea?
«Abbiamo fornito tutti i dati di applicazione generale, tutti quelli della Case di cura Aiop e delle Case di cura non aderenti che hanno autorizzato la divulgazione. Altre Case di Cura si sono fermamente opposte per tutelare la riservatezza dei propri pazienti e la propria riservatezza di impresa. La normativa anche comunitaria impone il rispetto della riservatezza delle imprese e noi l'abbiamo rispettata per non ledere i diritti delle altre case di cura. Le Case di cura che pretendono i dati delle altre possono sempre rivolgersi al Giudice che deciderà quali degli interessi contrapposti tra le due parti meritino maggior tutela».

I contratti con le cliniche sono stati rifiutati perché non concordati. Insistete su questa linea? Chi ve l'ha suggerita?
«L'ammontare del tetto di spesa è un limite invalicabile che viene deciso dalla Regione Commissariata ed in Piano di rientro, attiene al bilancio regionale e non è materia di contrattazione. Sulle singole clausole del contratto, invece, abbiamo fatto un'interlocuzione amplissima e regolamentata con ciascuno dei privati interessati, come mai in Regione Abruzzo si era visto. La partecipazione all'interlocuzione ad opera della maggior parte dei privati è stata ampia, proficua, ed abbiamo accolto tutte le osservazioni utili che i privati ci hanno fatto. Di questa collaborazione li ringraziamo. Se poi c'è qualcuno che vuole fare ostruzionismo...»

Le critiche dell'onorevole Toto sono politiche o sostanziali?
«Nè politiche, nè sostanziali»

Sebastiano Calella 16/04/2010 15.47

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