Toto(Pdl) parla dei Cup, ma attacca Chiodi e Venturoni

Alessandro Biancardi

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Toto(Pdl) parla dei Cup, ma attacca Chiodi e Venturoni
ABRUZZO. Non solo Cup e liste d'attesa, ma un discorso a tutto campo sulla crisi della sanità in Abruzzo.
Perché ieri, presentando la sua proposta di legge per le prenotazioni delle prestazioni ospedaliere, l'onorevole Daniele Toto, Pdl, ha messo il dito nella piaga della gestione sanitaria del Commissario Chiodi (sempre Pdl): in Abruzzo, con questo andazzo tollerato di fatto anche dall'assessore Lanfranco Venturoni, il diritto dei cittadini alla salute va a farsi benedire.
Ogni Asl fa di testa sua, chi prenota e chi no, liste di attesa di mesi o di anni, Centri unici di prenotazione che rispondono o che non sanno cosa dire, servizi interni o esternalizzati, insomma il Far West.
In questo quadro, già pesante, la Regione ha inserito elementi di conflittualità con la sanità privata (vedi la storia dei budget e dei contratti da firmare pena la sospensione degli accreditamenti) che da un lato testimoniano la volontà suicida della Giunta nel settore sanitario e dall'altro una scarsa lungimiranza amministrativa.
«Se – ha detto Toto – la sanità pubblica può rispondere a tutte le richieste dei cittadini, chiudiamo le cliniche. Se invece il privato può giocare un ruolo nell'assicurare il diritto costituzionale alla salute, che senso ha fargli la guerra, proporgli contratti capestro “a rischio caducatorio” di fronte al Tar?. Senza dire che molte perplessità ci sono anche nella vicenda Villa Pini, che ha visto penalizzate professionalità mediche ed infermieristiche che altrove ci invidiano».
Insomma liste di attesa ed il funzionamento dei Cup come cartina al tornasole dell'atteggiamento verso i diritti del cittadino:«se la risposta delle Asl è quella di oggi che tutti conosciamo, questa è una sanità da terzo mondo» ha chiosato Toto.
Il suo progetto di legge prevede una rivoluzione copernicana del sistema: non è più il cittadino che fa la corte alla Asl per ottenere quello che gli spetta, ma deve essere la Asl a fornirgli strumenti, date e certezze per le prestazioni richieste. Con tanto di funzionario responsabile del procedimento per non cadere nella totale deresponsabilizzazione di oggi.
Basta con i timbri ripetuti, le attese al telefono, basta alla burocrazia che discrimina i diritti secondo la zona di residenza.
Il discorso sui Cup naturalmente non può prescindere dai provvedimenti sul personale, la cui carenza spesso giustifica questi disservizi dell'assistenza.
«Precari, mobilità regionale ed extra regionale non sono tabù – ha detto Toto – la politica dell'eccellenza sanitaria si sposa anche con quella dei livelli occupazionali. Non si può far finta di niente: la politica deve scegliere e dire dove porta il progetto che ha. L'unica cosa certa è che così Chiodi e Venturoni non ci portano da nessuna parte. A proposito: è inutile che l'assessore alla sanità risponda alla mia interrogazione. Non spetta a lui: spetta al Governo».

Sebastiano Calella 14/04/2010 10.39

COLETTI: «TOTO DOVREBBE E POTREBBE FARE DI PIU'»

«Condivido appieno le perplessità e le preoccupazioni dell'onorevole Toto riguardo le disfunzioni della sanità in Abruzzo. La sua analisi appare lucida e consapevole. Certo è che egli potrebbe intervenire in maniera incisiva quale esponente di spicco della Pdl per sovvertire questa deriva e invece si limita a fare la voce fuori dal coro, opposizione e governo insieme».
Commenta così Tommaso Coletti, presidente del Partito Democratico della Provincia di Chieti, «dinanzi ad un immobilismo che sta attanagliando l'amministrazione Chiodi- In Provincia di Chieti, territorio nel quale svolgo prevalentemente la mia attività, la situazione appare ancora più confusa dopo l'inopportuna, a mio parere, riunificazione delle due Asl Chieti e Lanciano-Vasto. Non esiste più un'offerta sanitaria programmata che copra il territorio. Tutto è lasciato al caso o ai progressivi pensionamenti o, ancora, al senso di responsabilità degli operatori della sanità pubblica costretti a turni di lavoro massacranti e a quelli della sanità privata costretti a garantire la loro prestazione senza stipendio».
« Le liste di attesa per esami di ogni genere si sono allungate con tempi indegni per un Paese civile», continua Coletti. «Persino le attività dei pronto soccorso si accavallano a causa dei codici di accesso e cosi i pazienti vengono visitati dopo ore. Alla faccia dell'urgenza! E a tutto questo si aggiunge la gravissima situazione del gruppo Villa Pini. Ebbene su questo e sul resto la Regione ha il dovere di decidere al più presto. Il tempo è scaduto»
14/04/10 16.02

PAOLUCCI: «16 MESI DI ATTESA»

«Sono 16 mesi che aspettiamo almeno una proposta dal Pdl sulla sanità», commenta il segretario del Pd, Silvio Paolucci. «Ma finora ci sono state solo chiacchiere, mentre gli unici tentativi di regolamentare il sistema sono targati centrosinistra e furono definite dai privati regole “vessatorie”. Quello che preoccupa di più» dice il segretario del Pd «è che la guerra intestina al Pdl ha oscurato totalmente la sanità pubblica, mettendola sotto scacco: i cittadini aspettano di sapere come verrà riformata la rete ospedaliera, quali servizi avranno sul territorio, come sarà gestito il ricorso alle urgenze. E mentre il Pdl litiga sulle cliniche private, le liste d'attesa si allungano e nei reparti i carichi di lavoro diventano insostenibili. È ora che la Regione scopra le sue carte e che Chiodi esca dal suo silenzio assordante».