Villa Pini, il Tar L'Aquila rinvia la decisione al 28 aprile

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Rinvio della decisione e quindi delusione al Tar dell'Aquila per l'attesa sentenza sul riaccreditamento di Villa Pini. * VILLA PINI, SI MUOVE DI PRIMIO, SU NEUROMED SI DISCUTE ANCORA
Se ne riparla il 28 aprile, data della prima udienza camerale possibile.
Un rinvio tecnico o motivato da altre questioni?
Se lo sono chiesto anche i 40 medici arrivati alla sede del Tar, insieme ad altri dipendenti e a qualche sindacalista aziendale.
Ma l'udienza non è pubblica e quindi medici ed infermieri sono rimasti fuori dall'aula in attesa di notizie da parte degli avvocati.
Il motivo del rinvio è stato spiegato così: la Regione ha presentato una marea di documenti per opporsi alla richiesta di sospensiva del curatore fallimentare, quindi ci vuole tempo per leggerli e valutarli.
Il curatore Giuseppina Ivone ha chiesto che sia ritirata la sospensione degli accreditamenti a suo tempo irrogata a Villa Pini, gestione Angelini, per una serie di motivazioni illustrate nella memoria presentata, tra le quali l'errata applicazione retroattiva della legge pubblicata a fine novembre scorso.
Come si è detto, nell'udienza non si entrava nel merito dei problemi sollevati, ma a sorpresa la Regione avrebbe presentato alcune delibere recenti, ai più sconosciute. Tra queste infatti non ci sarebbe solo quella della riattribuzione del budget di circa 20 milioni a Villa Pini (i soldi che prima erano stati cancellati), ma anche altre due in cui si parla dell'accreditamento della clinica.
Accreditamento nuovo o restituzione di quello vecchio?
Se ne saprà di più domani, perché in udienza non è possibile realizzare le fotocopie ed il fascicolo sarà disponibile domani.
La circostanza, che ha lasciato perplessi gli avvocati presenti che comunque si riservano di controllare bene questi documenti, avrebbe dell'incredibile per almeno due motivi: il primo è che una comunicazione così importante non può essere resa nota solo al Tar.
Ci sono centinaia di persone e di famiglie che sono appese al filo della speranza di un riaccreditamento (e a stomaco vuoto si ragiona male).
Il secondo è che se così fosse, se cioè si parlasse di nuovi accreditamenti o di quelli vecchi, non si capisce chi consiglia Chiodi nella gestione della vicenda.
Perché delle due ipotesi possibili sul riaccreditamento, ammesso che sia questo il provvedimento che da più parti viene riportato, una ipotesi è che sarebbe l'ammissione clamorosa degli errori fin qui inanellati.
L'altra sarebbe che siamo in presenza di un'applicazione ondivaga della legge.
Prima retroattivamente si sospendono gli accreditamenti, poi si restituiscono senza che siano intervenuti fatti nuovi da parte di Angelini, che gli stipendi non li ha pagati nemmeno dopo la legge.
Li ha pagati invece il curatore, che quindi aveva ragione nel richiedere gli accreditamenti tutti e non solo una parte.
Conclusione?
Come minimo Chiodi non ha buoni consiglieri né legali né amministrativi.

Sebastiano Calella 14/04/2010 13.37



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VILLA PINI, SI MUOVE DI PRIMIO, SU NEUROMED SI DISCUTE ANCORA

CHIETI. La vicenda Villa Pini si muove su più fronti: dopo la conferenza stampa dei medici, ieri una delegazione di dipendenti è stata ricevuta dal nuovo sindaco di Chieti Umberto Di Primio.
Nel frattempo i sindacati incontravano Neuromed per approfondire la richiesta di subentro nelle cinque società del Gruppo Angelini non ancora fallite.
Di Primio ha illustrato i primi passi intrapresi per arrivare ad una definitiva composizione della vicenda: principale obiettivo – ha detto – è la ripartenza delle attività sanitarie del Gruppo.
«Ho predisposto una nota da inviare alla Regione – ha dichiarato Di Primio – con l'elenco delle strutture autorizzate all'esercizio delle attività sanitarie del Gruppo Villa Pini che possono, quindi, essere riaccreditate. Vale la pena sottolineare che l'atteggiamento della Regione Abruzzo è sempre stato quello di far ripartire l'attività di Villa Pini. Pertanto, il presidente Chiodi e l'assessore Venturoni una volta ricevuta la mia nota, dovranno solo decidere come ripartire le somme (il budget messo a disposizione dalla Regione), già stanziate per l'accreditamento. Mi sia concesso di precisare che in questi ultimi mesi è stata fatta una grande confusione con l'emissione di Ordinanze da parte dell'allora Sindaco del tutto illegittime viziate da evidente eccesso di potere, non predisposte dai Dirigenti e spesso condizionate da settori diversi da quello sanitario».
Nel corso dell'incontro è stato chiesto al sindaco un aiuto per famiglie senza stipendio da oltre un anno.
«Vorrei ricordare – ha aggiunto il sindaco – che nel corso di un Consiglio Comunale convocato per l'emergenza occupazionale, come consigliere allora di opposizione, avevo presentato un odg nel quale si proponeva la sospensiva del pagamento delle tasse comunali per quei dipendenti del Gruppo Villa Pini e per quelli della Ex Burgo in oggettive difficoltà economiche. Il centrosinistra, allora maggioranza, respinse la mia richiesta per ragioni politiche ed oggi molte famiglie, a causa di quella scellerata azione, sono costrette a stringere ancora di più la cinghia. Proporrò all'esame del nuovo Consiglio, perché sia approvata, un'azione che consenta di dare risposte alle esigenze di tanti nostri concittadini che vivono un drammatico momento».


INCONTRO SINDACATI NEUROMED


Notizie contrastanti invece dall'incontro sindacati-Neuromed per l'esame della proposta di affitto con successivo acquisto delle società di Angelini.
Cisl e Uil sono sembrate più possibiliste, ma sempre all'interno di una trattativa che salvaguarda stipendi arretrati e posti di lavoro, mentre la Cgil si è mostrata più rigida nella difesa ad oltranza dei diritti dei dipendenti.
L'incontro è stato aggiornato a lunedì.
In sostanza la trattativa si è inceppata sulla proposta Neuromed di pagare il 50% degli stipendi arretrati e di sgravarsi dei possibili contenziosi con Angelini, anche se sono stati offerti subito il pagamento di due stipendi arretrati e successivamente quello dei rimanenti nelle percentuali da concordare.
Da quello che si è potuto comprendere, visto che le trattative di questo tipo sono lunghe ed estenuanti, nonchè difficili da interpretare per i non addetti ai lavori, questa di Neuromed sembra essere una proposta iniziale su cui ci sono margini di trattativa che ora i sindacati valuteranno.
Ma l'ostacolo maggiore non sembra quello dei soldi: più complessa è la valutazione dei vari articoli del codice civile invocati a tutela della nuova proprietà che non vuole entrare nei rapporti tra i dipendenti ed il Gruppo Angelini.
«No all'azzeramento dei diritti dei lavoratori – spiega Davide Farina della Cisl – bisogna salvaguardarli tutti. Non ci piacciono nemmeno i sei mesi di prova nella nuova società da parte di chi lavora da anni nel settore e chiediamo il riconoscimento dell'anzianità di servizio. Sui soldi che i lavoratori debbono riavere, il cosiddetto pregresso, dev'essere pagato tutto. Perché noi siamo per il salvataggio delle aziende e non per il fallimento, ma non sulle spalle dei lavoratori».
Se ne riparla lunedì, dopo la sentenza del Tar L'Aquila sugli accreditamenti.
Perché lo scoglio finale, al di là degli accordi che potranno essere raggiunti, è la tutela dei posti di lavoro.
Quanti lo stabilirà di fatto il Tar L'Aquila: se ci sono gli accreditamenti, saranno riassunti tutti, se la Regione diminuisce il budget o riduce le convenzioni, i posti salvati saranno in proporzione.

Sebastiano Calella 14/04/2010 10.32