Nucleare, ansia e sospetti aspettando i siti prescelti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Centrali nucleari e siti di stoccaggio: mentre l'Italia e l'Abruzzo si interrogano su dove saranno posizionati arriva la conferma che è ancora molto il lavoro da fare.

ABRUZZO. Centrali nucleari e siti di stoccaggio: mentre l'Italia e l'Abruzzo si interrogano su dove saranno posizionati arriva la conferma che è ancora molto il lavoro da fare.Ogni regione sta vivendo queste settimane con il fiato sospeso. A chi toccherà la patata bollente?
Le decisioni sono state rimandate al post voto per non perdere consensi ma il momento dell'annuncio sembra ancora lontano.
Una data certa che al momento è stata fissata è quella che interessa le imprese che dovranno avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare: si parla di 2013.
A confermare che il processo di rientro del nucleare in Italia va avanti è stato questa mattina anche il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha annunciato che le proposte degli operatori per le concessioni sui siti potranno arrivare entro il prossimo autunno.
Scajola ha ricordato che il vertice Italia-Francia sul nucleare risale ad un anno fa e che, nel frattempo, «è stata messa a punto la struttura normativa e delineati gli accordi industriali».
Ora è necessario trovare l'accordo con i territori, in cambio di una serie di agevolazioni in denaro e sotto forma di benefici sulle bollette per gli utenti.
Ma le indiscrezioni che escono ogni giorno sulla stampa sui siti prescelti non fanno che alimentare voci e sospetti ma di certezze nessuna.
Al momento pare che ne siano rimasti in gara cinque: Trino Vercellese (Vercelli), Rovigo, Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo) e Termoli.
Scomparsa, almeno sembra, l'opzione San Benedetto del Tronto che aveva preoccupato anche l'Abruzzo.
Ma fino a che non sarà diramata la lista ufficiale nessuno può sentirsi definitivamente ''al sicuro''.
E' lo stesso Ministero che oggi ha confermato a PrimaDaNoi.it che la strada è ancora tutta in salita. «Niente lista per centrali nucleari» e men che meno quella per i siti di stoccaggio: «questi arriveranno ancora più tardi».
Tempi d'attesa? Non si fanno pronostici. Eppure sembra sempre di essere in dirittura d'arrivo.
«Spesso», ci confessano dal Ministero, «certe dichiarazioni pubbliche sono ben lontane dalla verità dei fatti».
Quindi si aspetta. E nell'attesa la preoccupazione sale, le voci non confermate creano il panico e sono ormai decine i siti, blog, gruppi su Facebook che nascono per contrastare progetti che forse mai vedranno la luce.
In realtà l'ultimo decreto emanato il 23 marzo scorso detta una tabella di marcia precisa: entro il 23 giugno dovrà essere messo a punto un documento programmatico contenente gli obiettivi strategici in materia di nucleare, l'indicazione della potenza complessiva delle centrali ed i tempi di costruzione e di messa in esercizio. 
 Entro fine luglio 2010, l'Agenzia per la sicurezza nucleare (ASN), con il contributo di IPSRA, ENEA e delle Università, proporrà i parametri esplicativi dei criteri tecnici per individuare le aree idonee alla localizzazione delle centrali; un mese dopo (fine agosto 2010) il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con gli altri Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Beni culturali), sulla base della proposta dell'ASN, definirà i criteri per la localizzazione degli impianti e li renderà noti attraverso i siti web dei Ministeri ed i quotidiani per avviare una fase di consultazione pubblica che durerà due mesi (fine ottobre 2010).
Trenta giorni dopo il termine della consultazione (fine novembre 2010) sarà emanato il decreto con i parametri definitivi utili ad individuare le aree nelle quali localizzare le centrali.
Tali parametri, insieme con la strategia nucleare, saranno sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La palla poi passerà alle Regioni, le quali dovranno esprimersi sui progetti. Poi l'operatore potrà richiedere l'autorizzazione unica, contenente il progetto definitivo della centrale, lo studio di impatto ambientale, il modello operativo per la gestione e lo studio di disattivazione dell'impianto. Al termine di una complessa procedura, sarà rilasciata l'autorizzazione unica.

SITI DI STOCCAGGIO SCORIE

Alberto Di Croce dell'Idv di Teramo sostiene però che il Governo Berlusconi avrebbe intenzione di localizzare, tra Notaresco ed Atri, uno dei depositi per scorie nucleari, dopo che le nuove centrali entreranno in funzione.
Come detto di documenti e mappe ufficiali nemmeno l'ombra. Anche perchè ad occuparsi della individuazione dei siti di stoccaggio, che alcuni definiscono una operazione più complessa e delicata dell'individuazione del luogo delle centrali vere e proprie, dovrà essere la Sogin, la società alla quale la legge sul ritorno al nucleare ha affidato questo ruolo chiave.
E se ad inizio aprile Roberto Riccardi, giornalista e docente universitario, è stato nominato quale nuovo Direttore della Comunicazione della Società Gestione Impianti Nucleari, manca però un chiaro riassetto per cominciare la delicata operazione.
Come si spiegava in un articolo del Corriere della Sera di fine marzo, infatti, tre parlamentari della Lega (Fava, Polledri e Alessandri) hanno presentato una mozione alla commissione industria della Camera con la quale sollevano svariati dubbi sulla gestione attuale della Società, affidata a un commissario (Francesco Mazzuca) e a due vicecommissari (Giuseppe Nucci e Claudio Nardone), chiedendone una revisione radicale.
All' attuale struttura, e in particolare al commissario Mazzuca, scrive il Corriere, viene rimproverato di non essersi limitata al «traghettamento» verso i compiti che la nuova Sogin dovrà assolvere.
Ma di essere andata ampiamente al di là, elaborando un piano industriale, facendo nomine di dirigenti, siglando contratti (come quello con la Energy Solutions).
Il tutto con una gestione «monocratica» da parte del commissario.

a.l. 12/04/10 11.31