Chiodi restituisce il budget a Villa Pini. Ma i conti non tornano

Alessandro Biancardi

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Chiodi restituisce il budget a Villa Pini. Ma i conti non tornano
CHIETI. Stop and go. La Regione non cambia il suo modo di procedere a zig zag nella vicenda Villa Pini.
Di mattina Paolo Gatti, assessore regionale al lavoro, non si presenta alla trattativa tra i sindacati ed il Gruppo Angelini (rappresentato da Duilio Carusi) che ha illustrato l'offerta Neuromed, la società interessata a rilevare le 5 attività non ancora fallite.
Nel pomeriggio un comunicato del Commissario Chiodi informa che sono state firmate «le delibere con le quali la Regione riaffida i tetti di spesa alle strutture del Gruppo Villa Pini srl. I tetti sono stati definiti con la metodologia utilizzata per tutti gli altri erogatori privati».
Dalla doccia fredda mattutina dunque, al cardiotonico pomeridiano.

INCONTRO ALLA REGIONE: SINDACATI CI SONO, L'ASSESSORE GATTI NO

Come già anticipato, ieri si è svolto a Pescara l'incontro alla Regione sull'offerta Neuromed per l'affitto con promessa di acquisto delle 5 aziende di Angelini non fallite.
La seconda definitiva puntata ci sarà però martedì 13 aprile, mentre indiscrezioni attendibili parlano anche di una proposta di creare una società partecipata al 100% da Neuromed che dovrebbe affittare tutto quello che resta ad Angelini.
«Usciamo soddisfatti da questa prima presa di contatto – spiega Vincenzo Traniello, Cisl – ci è piaciuta la trasparenza dell'offerta, ci aspettiamo martedì dati ancora più concreti per il numero dei lavoratori che saranno salvati. Non ci è piaciuta invece l'assenza dell'assessore Paolo Gatti, trattandosi di una vertenza importante. So che non era obbligato per legge ad esserci, ma un dovere morale c'era. L'assessorato aveva chiesto lo slittamento di un giorno e abbiamo tutti pensato che oggi sarebbe stato presente».
Gli assenti hanno sempre torto? Abbiamo provato a chiederlo, ma l'assessore non risponde. Solo la presidenza della Giunta – pur impegnata al Vinitaly di Verona – prova a spiegare: «Gatti non aveva mai detto che sarebbe stato presente».
Non cambia la sostanza della delusione (anche Neuromed si aspettava un'altra ospitalità), visto che ad aprire la sala delle riunioni c'era solo un funzionario e nemmeno un dirigente.

CHIODI RIAFFIDA A VILLA PINI IL BUDGET DI 20 MILIONI


Nel pomeriggio, invece, arriva il comunicato sui nuovi tetti di spesa per Villa Pini.
«Per la Casa di Cura – si legge nella nota - è stato applicato il criterio di trasferimento dei ricoveri inappropriati nei regimi diurno e ambulatoriale. Il tetto così definito ammonta a € 19.084.169, di cui € 13.098.328 per i ricoveri dei residenti in regione ed € 5.985.841 per i ricoveri effettuati in mobilità attiva. Per la struttura Centro di riabilitazione ad elevata attività assistenziale di tipo intensivo ex articolo 26 è stato confermato il fatturato del 2009, pari a € 5.117.951. Mentre per la specialistica ambulatoriale, in attesa del processo di riorganizzazione e di riqualificazione del sistema di offerta, è stato attribuito per i primi 6 mesi dell'anno il 50% del finanziamento dell'anno 2009».
Una buona notizia, all'apparenza, ma che fa i conti con la clausola finale: questi tetti saranno effettivi solo dopo la firma del contratto con la Regione.
La buona notizia allora rischia solo di essere la “riammissione” di Villa Pini nel gruppo da cui era stata squalificata: quindi non più cartellino rosso, ma giallo.
Significa cioè che la Regione prevede oggi per Villa Pini il budget, come avvenuto per le altre cliniche due mesi fa.
Il che non è poco. Manca è vero tutto il comparto delle prestazioni di psicoriabilitazione, ma questo dipende dal fatto che i Ministeri della Salute e dell'Economia vogliono valutare meglio l'appropriatezza delle tariffe regionali.
Quindi se ne parlerà nei prossimi giorni.
Quello che non quadra è però il conto della serva. Se questo è il budget del 2010 com'era in origine, non dovrebbe essere ridotto di un quarto essendo già trascorso un trimestre senza accreditamenti? Oppure questo significa che per la Regione (o per chi fa i conti con il pallottoliere) questi tre mesi saranno restituiti tutti a Villa Pini?
Come si diceva però «l'attribuzione dei tetti è subordinata alla firma del contratto, come per tutte le altre strutture private, ma anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di autorizzazione e accreditamento, la cui valutazione è compito degli organi di controllo della Asl».
La nota del Commissario rinvia perciò il tutto alle verifiche della Asl.
L'affermazione è sibillina: c'è già stata infatti per Villa Pini – dopo le ispezioni Asl - l'ordinanza del sindaco in forza della quale l'esercizio provvisorio è subentrato nell' autorizzazione sanitaria predefinitiva che Villa Pini aveva attivato prima di fallire.
Domanda: il Commissario Chiodi, al di la del ricorso presentato contro questa ordinanza, dovrebbe darne comunque esecuzione fino alla pronuncia definitiva del Tar? O spetta al curatore attivarsi per utilizzare a pieno l'ordinanza di Ricci?

LA REGIONE INSISTE: «PER AVERE I SOLDI BISOGNA PRIMA FIRMARE I CONTRATTI»

Il succo del comunicato di Chiodi è però più indigesto di come vuol sembrare: chi non firma il contratto è fuori da questo meccanismo dei tetti, anzi è proprio fuori dalle convenzioni, con tutto quello che le cliniche private minacciano e cioè l'impugnazione di questa imposizione nelle sedi dei vari Tribunali (qualcuno minaccia il penale).
In pratica, mentre Chiodi come commissario vuole riprogettare e rimodulare l'offerta sanitaria privata in base alle norme nazionali, di fatto nella Regione Abruzzo gli imprenditori privati della sanità non condividono i metodi dittatoriali con cui sono stati presentati questi accordi e chiedono una concertazione partecipata, come previsto dalla legge.
Senza dire che quando si parla di contratti, la Regione non è molto credibile: ci sono casi in cui a non firmare i contratti è proprio la Regione, che così non paga (la riabilitazione di Teramo con Angelini), o si firmano contratti e la Regione non paga lo stesso a causa dei contenziosi in corso (come nella Asl di Chieti per Villa Pini), o non si pagano proprio le Cliniche (vedi Pierangeli, Spatocco & c.) mettendo a rischio gli stipendi dei dipendenti.
L'altro fronte che rischia di lasciare molti morti sul terreno è quello degli accreditamenti legati alla “verifica della sussistenza dei requisiti di autorizzazione e accreditamento, la cui valutazione è compito degli organi di controllo della Asl”.
Una frase buttata lì, con naturalezza, come se non si sapesse che, ad esempio, la Regione sulla verifica effettuata a Villa Pini mantiene un atteggiamento contraddittorio.
La commissione ispettiva Asl ha trovato tutto a posto, ha elogiato le cure prestate ai malati, ma la Regione ha fatto opposizione al Tar Pescara.
Cioè contesta di fatto l'ordinanza del sindaco di Chieti che, partendo proprio dalle mutate condizioni della Clinica dopo il fallimento, ha dato il suo ok all'esercizio dell'attività sanitaria. Se si facesse così nelle altre Asl, scatterebbe il panico in molte strutture della sanità privata e negli ospedali pubblici, molti dei quali non hanno standard qualitativi di buon livello.
Intanto ci sono fatti nuovi, rispetto a questi rituali quasi incomprensibili della politica: i familiari dei malati psichiatrici hanno costituito un'associazione per difendere il loro diritto all'assistenza, mentre i Medici di Villa Pini hanno convocato per lunedì una conferenza stampa in cui annunceranno «un'iniziativa clamorosa».
Si tratta di una class action contro gli assessori ed i consiglieri regionali per i danni ricevuti dal comportamento ondivago della Regione.
Il nome dell'avvocato è di quelli che vincono le cause, il timore di chi perderà è di mettere mano al suo portafoglio.

Sebastiano Calella 10/04/2010 10.07