Turismo. La Regione alla Bit: le spese sono certe, i risultati una incognita

Alessandro Biancardi

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Turismo. La Regione alla Bit: le spese sono certe, i risultati una incognita
ABRUZZO. Quanto (e come) è stato investito per promuovere l’immagine dell’Abruzzo oltre confine alla Borsa Internazionale del Turismo? Di più o di meno di quanto invece è stato speso, con servizi televisivi e speciali, per dire agli stessi abruzzesi che siamo andati a Milano? * BIT: IL TRIONFO DELLA PORCHETTA. OFFERTE PREDISPOSTE IN 20 GIORNI
La Bit, che si è svolta a Milano dal 18 al 21 febbraio, è considerata dalla Regione una vetrina turistica importantissima tanto che «una mancata presenza - si legge nelle determine- comporterebbe gravi ed irrecuperabili riflessi negativi su tutto il comparto e non solo».
Peccato però che tutto sia stato organizzato con poco preavviso.
Si tratta di una grande fiera frequentata soprattutto da compratori esteri.
Dovrebbe essere un'ottima occasione per pubblicizzare il prodotto “Abruzzo” oltre confine ottimizzando le risorse. Confrontando prezzi e distribuzione, valutare e scegliere i migliori canali per veicolare l'immagine. Ma nella realtà non si sceglie davvero.
Si prende quel che viene «dai contatti diretti».
La sorpresa che si scopre facendo i conti della serva relativamente a questo evento è che si spende di più per pubblicizzare l'Abruzzo in Abruzzo piuttosto che fuori.

LE CIFRE DELLA BIT

L'importanza della Bit si legge chiara anche nelle cifre destinate dalla Regione al proprio ente strumentale, l'Azienda Promozione Turismo Abruzzo (Aptr), per partecipare all'evento.
Il bilancio regionale pluriennale 2010-2012 ha stanziato per l'attuazione del programma di promozione turistica la somma complessiva di 500 mila euro.
Per la Bit, il commissario straordinario dell'Aptr nonché dirigente della direzione Sviluppo del Turismo, l'avvocato Gianluca Caruso, in una determina ha destinato la cifra complessiva di 245 mila euro.
168.300,00 euro risultano coperti dal contributo regionale, mentre 76.700,00 provengono dai contributi delle Province (15 mila da ogni Provincia), dei Parchi (5 mila totali) e degli operatori turistici (11,5 mila).
COME SONO STATI SPESI I SOLDI

Il preventivo di massima stilato nella determina dirigenziale n .11 del 16 febbraio scorso a firma del dirigente Marketing dell'Aptr, Francesco Di Filippo, ricalca nella maggior parte la proposta commerciale inviata dalla Bit alla Regione.
Una proposta che prevede la concessione «a titolo gratuito» dell'area espositiva di 400 mq da parte della Bit.
Vengono poi elencati tutti i servizi a pagamento per allestire lo stand.
Un'offerta giudicata dall'Aptr «di sicuro vantaggio», talmente sicuro da non meritare confronti. Comparazioni forse anche impossibili perché i «servizi sono “imposti” dall'organizzazione» ormai rodata nel campo.
L'allestimento dello spazio espositivo ed i servizi forniti dalla ditta “Rassegne spa” sono costati alla Regione Abruzzo 144 mila euro.
Lo spazio espositivo per gli operatori realizzato dalla “Fiera Milano spa” è costato 29 mila euro. Al capitolo “servizi tecnici e varie per la funzionalità stand” risultano 20 mila euro complessivi ripartiti tra le varie ditte: ISG srl (1.200,00 euro), Top catering srl (2.760,00), Fiera Milano (12.000,00 euro), Fastweb spa (1.500,00 euro), l'OS srl (2.450,00 euro), Expotrans (90,00 euro).
Poi si passa al vitto, alloggio e trasferimenti per il personale.
Diecimila euro complessivi. 4.500,00 all'NH Hotel (quattro stelle), 480 euro a Le Favaglie Hotel (quattro stelle), 800 euro (Lighthouse viaggi srl) e 4.220,00 euro per vitto e spostamenti.
Per l'ospitalità di trenta buyer (i potenziali “compratori” del turismo abruzzese) si è prevista una spesa di 5.000,00 euro.

CHI E' ANDATO ALLA BIT?

Per la gestione dello stand Abruzzo Bit 2010 dall'assessorato, dalla direzione “Sviluppo Turismo” e dall'Aptr sono partiti in sedici alla volta di Milano.
Per la missione (vitto, alloggio, trasferimenti) la spesa totale presunta è stata di 10 mila euro.
Quasi tutti sono rimasti per l'intera durata dell'evento (5 giorni), tranne il direttore regionale della direzione turismo e commissario straordinario, Gianluca Caruso.
L'Abruzzo ha schierato in campo un addetto alla gestione rapporti istituzionali, un interprete, un addetto alla direzione, un responsabile Marketing e rapporti con gli operatori, un addetto agli aspetti tecnico-logistici dello stand, un addetto agli aspetti amministrativi e al collaudo stand e due impiegati per la gestione desk Aptr.
Ed ancora un addetto alla presentazione della «virtualizzazione museale nel desk cultura», un impiegato del servizio Sviluppo del Turismo, un addetto allo stand dell'Ufficio Stampa, un addetto al trasporto materiale ed infine un tecnico per l'avvio dei sistemi informatici.
Capitano della squadra al completo è stato l'assessore Mauro Di Dalmazio.
In questa spesa però non è compreso l'elenco dei giornalisti e i tecnici delle tv locali al seguito della grande macchina di promozione turistica per i quali si deve almeno presupporre una spesa di altri 10mila euro.



L'INFORMAZIONE À LA CARTE

Un capitolo corposo è quello dedicato alle “attività promozionali e stampa”.
Ben 37 mila euro per far conoscere l'Abruzzo e la Bit tramite un determinato numero di articoli, di interviste, di apparizioni e di servizi ad hoc.
Ai 37 mila sottraiamo subito 11.000,00 euro che sono serviti invece per pagare gli spettacoli artistici della Compagnia dei Folli.
Alcune delle restanti attività promozionali - si suppone - erano proiettate oltre i confini regionali con il coinvolgimento di alcune agenzie di comunicazione del Nord come Locomia (2.000,00 euro), Mia Communication (1.920,00 euro), S.P.E. spa (1.440,00 euro), Fiera Milano spa (5.120,00 euro).
Sui documenti però non figurano le specifiche attività commissionate.
Altra parte della cifra è servite per dire agli abruzzesi che l'Abruzzo era alla Bit.
Per i servizi televisivi e gli approfondimenti di Tv6 («presente con due giornalisti, tre tecnici e la responsabile di produzione» come dichiarano sul proprio sito) è stata pagata la somma di 7.120,00 euro, mentre il compenso per Rete8 è stato di 8.400,00 euro.
Inoltre per «attività di comunicazione istituzionale», con delibera di Giunta, per la «messa in onda delle manifestazioni presenti in Bit», viene stanziata una cifra complessiva di 8.590,00 euro destinata a sei tv locali ed un'agenzia stampa: Antenna 2 (Avezzano), Telesirio (Avezzano), Teleatri (Atri), Teleponte (Teramo), Atv7-Vides.tv, Antenna10 (Lanciano), Agenzia Area Gruppo AdnKronos.
Alla fine dei conti, la spesa sostenuta per dire all'Abruzzo della Bit è più del doppio di quella investita per la promozione oltre confine: 10.480 euro contro 24.110 euro.
Inutile precisare che qui si parla soltanto dell'evento Bit mentre il marketing turistico ha ben altre cifre.
Almeno dai documenti però sembra di intravedere una certa confusione tra gli spot pubblicitari e gli spazi informativi a pagamento (non vietati ma che devono essere obbligatoriamente segnalati per essere distinguibili dalla “vera” informazione).
Pubblicità e informazione che vanno a braccetto per la felicità degli amministratori che così fanno bella figura in tv di fronte ai propri elettori, retaggio del passato quando il centrosinistra pubblicizzava il turismo e le bellezze dell'Abruzzo con giganteschi manifesti… in Abruzzo.
Difficile allora capire quale sia la realtà vera dell'esperienza Abruzzese alla Bit.
Altro problema è quello della scelta dei media che «non hanno passato alcuna selezione» (assicurano dalla Regione), ma sono le uniche che hanno risposto alla richiesta della Struttura Speciale Supporto Stampa della Regione «inviata a tutte le emittenti locali censite dal Corecom».
Tutt'al più ci si basa- come ipotizzato da un funzionario della direzione regionale Turismo- «su una indagine di mercato» di qualche anno fa.
Ma intanto le cose cambiano.
Chi decide se il prezzo di una pubblicità conviene?
Sicuramente il numero di ascoltatori, telespettatori o lettori al quale si riesce ad arrivare.
Nel mondo in cui la maggior parte dei turisti organizza il proprio viaggio su internet, l'Abruzzo resta al palo.
Così mentre tutto questo accade i siti internet turistici ufficiali restano sguarniti o vuoti.
Manuela Rosa 31/03/2010 9.46

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BIT: IL TRIONFO DELLA PORCHETTA. OFFERTE PREDISPOSTE IN 20 GIORNI

ABRUZZO. La trasferta alla Bit è forse anche normale che si trasformi in una specie di gita scolastica dove goliardia e divertimento contagiano i più nelle serate milanesi.
Cene “importanti”, svago, ballerine, vino a fiumi ed altro sono cose normali che però si sono potuti permettere in pochi, una sorta di elite scelta mentre un'altra parte delle persone lavoravano agli stand anche per 10 ore di seguito.
In bella mostra anche alcune guide e dépliant con foto che pare un assessore abbia voluto scattare da sé vista la grande passione per la fotografia. Un lavoro fatto con passione da farlo preferire ad un altro progetto grafico predisposto da tempo.
Il punto di forza dell'Abruzzo anche quest'anno è stata l'enogastronomia, la porchetta ha fatto ombra alla cultura. Si è cercato di prendere i turisti per la gola dando l'idea che l'Abruzzo fosse un fast food anche se c'è molto di più.
Colpa forse della improvvisazione?
Di sicuro il 7 gennaio scorso è stata convocata una riunione urgente dei 4 assessori provinciali all'Aptr di Pescara con una comunicazione: «non abbiamo soldi, ma ci danno tutto. Fate in fretta: entro il 24 di questo mese portate qui i vostri programmi per la Bit».
Cioè ciascuno è andato per la sua strada.
In mancanza di dettagli sui programmi presentati dalle province di Pescara e L'Aquila sappiamo che Teramo ha portato un nuovo marchio mentre Chieti ha puntato come fa da diversi anni sul turismo religioso.
«Noi a Teramo non avevamo nemmeno materiale pubblicitario – spiega l'assessore Vannucci – il centrosinistra non ci aveva lasciato nemmeno quello. Da luglio, quando ci siamo insediati, con le poche risorse a disposizione abbiamo cercato solo di essere presenti nelle manifestazioni per far vedere che esistevamo. Però la Bit ci ha motivato, perché Teramo ha un grande potenziale da sfruttare: il mare e i monti». Cosa avete portato a Milano?
«Il marchio Costa blu: questa è stata l'idea vincente. In realtà era un'idea parcheggiata dalla precedente amministrazione, ma noi l'abbiamo messa in evidenza. Invece di parcellizzare le presenze, sette comuni della costa si sono presentati insieme. Poi sono venuti i rappresentanti dei due Istituti alberghieri di Teramo e Giulianova. Questi cuochi hanno presentato le nostre specialità e le scrippelle hanno richiamato l'attenzione anche della tv nazionale».
«Il nostro asso nella manica», ha spiegato Remo Di Martino, assessore alla Provincia di Chieti, «è stata la presentazione di un prodotto già definito che è “Culto e cultura in Abruzzo”. Si tratta di un progetto che è regionale, ma che coinvolge direttamente anche il nostro territorio provinciale. Si tratta di sei giorni in Abruzzo partendo da Pescara e puntando su santuari e luoghi religiosi. E' già pronto il percorso Lanciano-Ortona. L'idea vincente è, ad esempio, che il Miracolo eucaristico di Lanciano da solo produce appena un turismo mordi e fuggi, un giornata al massimo in pullman. Presentato insieme ad altre tappe è sicuramente più interessante per attirare turisti».
31/03/2010 9.46