Turismo. Varato il piano triennale:«flessione contenuta delle presenze»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E alla fine arrivò il master plan contenuto nel nuovo Piano triennale di sviluppo turistico 2010-2012.

Così si potrà «connettere la visione strategica del Piano con la progettualità regionale e locale, e tutti i relativi canali di finanziamento».
Tradotto: le finanze abbondanti spese per il turismo questa volta potrebbero portare qualche frutto in più.
Le linee di indirizzo di oltre duecento pagine, sono state illustrate stamattina dall'assessore al Turismo, Di Dalmazio, nella sede dell'Aeroporto d'Abruzzo, al Forum permanente del turismo, prima dell'approvazione in Giunta, fissata per la prima settimana di aprile.
Nel corso dell'incontro con gli operatori, l'Assessore ha messo in evidenza «luci ed ombre» di un sistema turistico che, se da un lato appare all'esterno ben connotato, dall'altro non riesce a cogliere alcuni fondamentali obiettivi, come superare la quota storica di presenza straniera e muoversi in una logica di governance.
«Quello che ci interessa - ha aggiunto l'Assessore - è dare concretezza alla nostra visione strategica, laddove nel passato l'assenza di strumenti di raccordo tra le norme, i vari livelli istituzionali e le varie fonti di finanziamento ha reso difficoltosa la progettualità».
Tra gli altri, il nuovo Piano si pone anche gli obiettivi di riformare la legge di settore, avviare i sistemi turistici locali, rafforzare le competenze dell'Aptr, riorganizzare gli Iat.
Inoltre, il Piano intende dare «valore scientifico ed innovativo» alle misure di intervento, grazie all'avvio di collaborazioni con le università e i centri studi, e dell'Osservatorio turistico regionale, «che non può essere soltanto un centro di elaborazione dati ma deve anche diventare un luogo di reale proposta», ha spiegato l'Assessore.
Un ulteriore punto di forza del documento è il ricorso alle tecnologie e la revisione del portale "abruzzoturismo", ma anche la formazione dei decision maker, con la costituzione di un polo formativo di eccellenza per il management turistico.

NON C'E' STATA LA PERDITA DI PRESENZE PER IL SISMA

«Era stata preannunciata una perdita del nostro mercato turistico, per effetto dell'evento sismico, che, fortunatamente, non c'è stata nei termini pronosticati. Anzi», ha detto l'assessore, «se si considera che la congiuntura internazionale negativa ha fatto perdere al sistema Italia il 5 per cento delle presenze, il - 13 per cento abruzzese va letto come conseguenza della ridotta capacità ricettiva per garantire agli amici aquilani la doverosa ospitalità, e, più in generale, come conseguenza di una ridotta attrattiva».
Secondo l'Assessore, quindi, la «negatività del dato è molto contenuta».
Secondo le stime dell'Assessorato, mentre cede il passo il tradizionale turismo tedesco, svizzero e austriaco cresce invece quello dell'area Benelux (in particolare l'Olanda), della Repubblica Ceca, del Regno unito e della Francia.
Nei cosiddetti mercati secondari, rallenta il turismo americano e cresce invece il turismo del blocco dell'Est (Romania e Polonia), il blocco Scandinavo (Svezia, Danimarca, Norvegia) a cui si aggiungono in crescita il Canada e la Spagna. Per quanto riguarda i mercati italiani cresce la presenza del Lazio, della Campania, della Puglia e d'Emilia Romagna, mentre i flussi dalla Lombardia e dal Piemonte rallentano pur se fanno registrare una crescita positiva.
Nuovo interesse per l'Abruzzo viene dalle regioni Umbria e Basilicata.
Aumenta l'offerta extralberghiera, anche rispetto al dato nazionale, mentre la permanenza si conferma di cinque notti.
L'andamento dell'offerta turistica è stabile sulla costa, sostenuta nell'entroterra, stabile ma difforme nelle città capoluogo.
23/03/2010 19.05