Abruzzo, la più alta riduzione tassi ospedalizzazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Abruzzo ha raggiunto un traguardo anti-spreco e contro l'inappropriatezza delle prestazioni sanitarie
Infatti la regione è quella che in due anni ha ridotto di più il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in day hospital): si è passati così da un tasso di 263,2 per mille nel 2005 a 217,4? nel 2007, anno in cui il valore medio italiano è di 193.
Anche per il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario l'Abruzzo è la Regione che ha diminuito di più questa voce dal 2005: da un tasso di 192,5% nel 2005 a uno di 158,6% nel 2007, anno in cui il valore medio italiano è di 133,1.
Infine il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di Day Hospital e' pari a 58,7 per 1.000, mentre la media italiana e' di 59,9.
Si registra una forte diminuzione del tasso di day hospital dal 2005, quando era pari a 70,7 per mille.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla settima edizione del Rapporto Osservasalute (2009), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi all'Universita' Cattolica.
Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facolta' di Medicina e Chirurgia, il Rapporto e' frutto del lavoro di 176 esperti di sanita' pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Universita' e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanita', Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere ed Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanita' Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).

GLI ANZIANI CHE VIVONO SOLI

Non sono molti in Abruzzo gli anziani che vivono soli: la percentuale di persone dai 65 anni in su che vive sola in Abruzzo è pari al 10,1% dei maschi in quella fascia d'età (valore medio italiano 13,6%), 34,1% delle femmine (valore medio italiano 36,9%), per un totale del 23,8% delle persone in questa fascia d'età (la percentuale minore d'Italia), contro una media italiana di 27,1%.
La quota di persone anziane che vivono sole sul totale della popolazione della stessa fascia di età rappresenta un prezioso indicatore in sede di programmazione dei servizi territoriali di tipo socio-sanitario.
Il motivo è che gli anziani che vivono soli sono maggiormente esposti al rischio di emarginazione sociale e, data l'età, all'insorgenza di patologie gravi e invalidanti che possono portare al confinamento e, comunque, alla necessità di assistenza socio-sanitaria anche nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.
Inoltre, in Abruzzo la mortalità complessiva (per tutte le cause) oltre il primo anno di vita è pari a 109,11 per 10 mila abitanti tra i maschi (dati provvisori per l'anno 2007), contro una media italiana di 113,91, mentre è pari a 66,15 per 10 mila tra le donne, contro una media italiana di 70,3.

QUASI 4 SU 10 IN SOVRAPPESO

Pessima la silhouette dei cittadini della Regione, infatti la percentuale di individui in sovrappeso è pari al 37,8%; il valore medio nazionale è il 35,6%.
E' obeso l'11,4%, contro il valore medio italiano di 9,9%.
Male rispetto al resto d'Italia anche la linea dei bambini: in Abruzzo il 12,8% di quelli tra 8-9 anni è obeso, contro una media italiana dell'11,5% (anno 2008).
La quota di bambini in sovrappeso in questa fascia d'età è il 25,7% contro un valore medio italiano del 23,1%.
Per quanto riguarda la pratica di sport in Abruzzo il 20% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo, contro un valore medio italiano di 20,6%; il 22% fa qualche attività fisica contro il 29,6% degli italiani, mentre il 48,1% non ne pratica affatto (39,5% media italiana). Per quanto riguarda la copertura vaccinale d'Italia per i bambini di età inferiore ai 24 mesi (anno 2008) in Abruzzo si registrano i seguenti valori: il 97,9% di copertura per Poliomielite, il 97,9% per anti-Difterite e Tetano (DT) o DT e Pertosse (DTP), il 97,9% per Epatite B, il 92,2% per una dose di vaccino anti-Morbillo, Rosolia e Parotite (MPR) e il 97,9% per Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), contro i valori medi italiani di 96,3%, 96,7%, 96,1%, 89,5%, 95,7% rispettivamente.

MALATTIE INFETTIVE

Per quanto riguarda le malattie infettive la Regione presenta un tasso di incidenza di AIDS pari a 1,3 per 100.000 per l'anno 2008.
In Abruzzo si registra una mortalità per i tumori per i maschi (2007) pari a 31,23 per 10 mila (la mortalità media italiana di 37,84), e per le femmine è pari a 16,18 per 10 mila (mortalità media italiana di 20,12).
Quest'anno il Rapporto ha considerato l'evoluzione dell'incidenza dei tumori negli ultimi decenni. La mortalità è diminuita sia per i maschi sia per le femmine dal 1980-89 al 2000-2009.
E' emerso che i tassi medi standardizzati di incidenza per tutti i tumori maligni nella classe di età 0-84 anni sono aumentati sia per gli uomini che per le donne; sono passati per i maschi da 265,6 per 100.000 tra 1980-1989, a 289,2 tra 1990-1999, fino a 284,2 tra 2000-2009 (il valore medio italiano per l'incidenza maschile e' variato da 362,7 a 377,6 fino a 349,4).
La mortalità maschile è passata da 186,7 a 191,4 fino a 173,8 (a fronte del dato italiano 252,8 a 237,8 fino a 193,3).
Per le femmine i tassi medi standardizzati di incidenza per tutti i tumori maligni nella classe di eta' 0-84 anni sono passati da 174,1 a 192,2, fino a 206,5 (il valore medio italiano e' variato da 233,2 a 255,6 fino a 270,0); la mortalità femminile da 104,8 a 99,6 fino a 89,5 (in Italia rispettivamente 129,7 120,8 106,0).
17/03/2010 8.53