Elsa 2, valutazione Ministero in corso ma sul posto cominciano i lavori?

Alessandro Biancardi

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Elsa 2, valutazione Ministero in corso ma sul posto cominciano i lavori?
ORTONA. Mercoledì scorso sono cominciate nel mare di Ortona le indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo petrolifero.
La segnalazione arriva dalla rete di associazioni Emergenza Ambiente Abruzzo che ha notato movimenti inerenti proprio il progetto per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito Elsa 2.
La zona, insomma, è proprio quella di fronte alla nota riserva regionale Ripari di Giobbe.
«Stanno studiando i fondali per l'istallazione di una piattaforma petrolifera con le sue tubazioni sottomarine, prima di sapere l'esito della Valutazione di Impatto Ambientale della stessa», denunciano Maria Rita D'Orsogna, Dante Caserta (Wwf), Angelo Di Matteo (Legambiente) e Claudio Censoni (Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni).
Esegue le ricerche la nave Ogs Explora di proprietà dell´Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. «Si tratta di un ente pubblico», spiegano dal comitato, «che in mancanza di sufficienti contributi statali, invece di fare ricerca, deve accettare commesse da terzi». (La rotta della nave può essere seguita qui)
La nave, dopo aver incrociato sulle coordinate del pozzo Elsa 2, si è ora spostata (ben oltre il chilometro quadrato di cui si parla nell'ordinanza).
«Vista la procedura di valutazione dello Studio di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente che è ancora in corso», dicono sempre dal comitato, «e visto che, se il permesso di estrazione non venisse concesso, queste indagini sarebbero una spesa inutile, ci domandiamo il perché del comportamento della società petrolifera».
Le possibilità secondo D'Orsogna, Caserta, Di Matteo e Censoni sono solo tre: «o la ditta non si preoccupa dei suoi azionisti, o ha già ricevuto assicurazioni in merito, o le indagini potranno essere usate anche per altri progetti (ad esempio un rigassificatore)».
Senza alcun dubbio, l'andirivieni dell'Explora mostra che il progetto di trasformazione dell'Abruzzo in regione mineraria avanza, sostengono gli ambientalisti, «ignorando le volontà espresse dai cittadini e da moltissime Amministrazioni e nonostante le affermazioni rassicuranti del governatore Chiodi. Dobbiamo quindi fare ancora la stessa domanda: quali sono le intenzioni della Regione per opporsi efficacemente e prima che sia troppo tardi a questa radicale trasformazione del suo territorio?»

10/03/2010 9.49