Legge Commercio in Consiglio, approvazione rinviata

Alessandro Biancardi

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Legge Commercio in Consiglio, approvazione rinviata
ABRUZZO. Sfidando il freddo e il nevischio i dipendenti dell'outlet "Città Sant'Angelo Village" sono fermi da questa mattina davanti la sede dell'Emiciclo a L'Aquila in occasione della seduta del Consiglio regionale.
Argomento scottante del giorno la legge sul Commercio. Rifondazione Comunista promette battaglia e si dice pronta a tirare fuori «migliaia di emendamenti» se il testo che andrà a votazione non verrà modificato.
Chiedono di poter intervenire sulla legge anche i dipendenti dell'outlet di Città Sant'Angelo.
Stando alla legge regionale, infatti, c'è la necessità di chiudere il giorno di domenica, salvo alcune deroghe concesse dal comune.
«Di fatto però - spiega Luigi Fusi della Castelnuovese, la ditta che ha realizzato il village - si arriva, se la normativa non cambia, a lavorare non più di 20 domeniche l'anno. E questo danneggia i consumatori, le aziende e anche i brand che devono investire sul centro. Per questo motivo - conclude - è importante che la regione conceda ai dipendenti di lavorare anche di domenica».
Una possibilità che secondo gli stessi lavoratori servirebbe a scongiurare il rischio di licenziamento.
Anche Abruzzo Confcommercio lancia l'appello ai capigruppo regionali prima che sia tutto fatto.
Due le richieste principali avanzate dall'associazione di categoria. La prima è l'abrogazione dell'emendamento che esclude, dal blocco delle autorizzazioni alle aperture di grandi superfici di vendita per due anni, alcuni Centri da individuare dalla Giunta Regionale.
La Confcommercio chiede anche l'abrogazione dell'emendamento che cancella il limite di 4 giornate, nell'arco dell'anno, alle deroghe domenicali e festive, che i Comuni possono concedere in occasione di particolari eventi.
Così come si chiede l'abrogazione dell'emendamento che permette agli esercizi della grande distribuzione di restare aperti, in occasione di svolgimento domenicale e festivo di mercati e fiere, nei Comuni dove si svolgono tali attività.
«Si tratta di tre emendamenti approvati nella IV^ Commissione Consiliare», sottolinea l'associaizone di categoria, «che porterebbero all'insediamento di nuovi grandi superfici di vendita ed alla liberalizzazione di fatto delle aperture domenicali e festive, che darebbero un colpo mortale alle piccole e medie imprese commerciali, vita e luce nei Centri storici e nei piccoli Comuni».
Abruzzo Confcommercio ritiene indispensabile il blocco delle nuove aperture di grandi superfici di vendita per due anni, «dal momento che, la nostra Regione occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande distribuzione rispetto alla popolazione».


IN ABRUZZO NUMERI UNICI NEL LORO GENERE


Dal Rapporto del Ministero allo “Sviluppo economico” del 2008 risulta, infatti, che tale densità è pari a 402,8 mq. per ogni mille abitanti (mq. 222,6 nel Settore alimentare e mq. 180,2 nel Settore non food) contro una media nazionale di mq. 321,2.
Da una panoramica della situazione delle Regioni italiane risulta, poi, che nella grande totalità dei casi le giornate di chiusura domenicale e festiva sono inferiori a quelle attualmente stabilite dalla Regione Abruzzo.
La Regione Lombardia, per esempio, ha stabilito che gli esercizi commerciali possono restare aperti al pubblico, nelle sole giornate domenicali e festive, per 17 giorni nell'arco dell'anno, oltre alle festività natalizie.
La Regione Piemonte prevede deroghe alla chiusura domenicale e festiva per il mese di dicembre e per un numero massimo di 8 ulteriori domeniche nel corso dell'anno.
L'associazione chiede, pertanto, la riduzione dalle attuali 35 a 22 giornate complessive di deroga.

ACERBO PRONTO CON OSTRUZIONISMO

«Le prese di posizione di Confcommercio e Confesercenti dei giorni scorsi hanno confermato quanto denunciato da Rifondazione Comunista», commenta il consigliere Maurizio Acerbo, «la legge sul commercio in commissione è stata stravolta rispetto al testo originale concertato con le forze sociali e si è trasformata nella più liberista in Italia, un regalo ulteriore alla grande
distribuzione e un sostanziale via libera a nuove aperture di centri commerciali».
Se la maggioranza di centrodestra porterà al voto nel Consiglio Regionale di domani il testo “taroccato” presenterò in aula migliaia di emendamenti ostruzionistici per impedire che sia approvato un provvedimento che non ha uguali in tutta Italia».
In relazione alle proteste dei dipendenti part-time dell'outlet di Città S.Angelo Acerbo non usa mezzi termini: «facciamo notare che in Abruzzo ben conosciamo la tattica di utilizzare i lavoratori come scudi umani per fare pressioni sulla politica. Non è accettabile la solita strategia del ricatto occupazionale. Vengono mobilitati i lavoratori dell'outlet per controbilanciare le sacrosante proteste delle organizzazioni di categoria del commercio. Lo stop a nuovi insediamenti della grande distribuzione e la limitazione delle aperture domenicali sono indispensabili se si vuole salvare quel poco di commercio che resiste nei centri cittadini».

09/03/2010 12.03

COMMERCIO:DISCUSSIONE RINVIATA

La conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale d'Abruzzo, nella riunione che ha preceduto la seduta odierna dell'Assemblea, ha deciso di rinviare la discussione sulla riforma del commercio.
Il provvedimento, licenziato nelle scorse settimane dalla commissione Industria e commercio, non andrà in aula per fuori sacco, visto che non era stato iscritto all'ordine del giorno ufficiale.
Il motivo del rinvio è da ricercare nella spaccatura sopravvenuta nei giorni scorsi in seno alla maggioranza di centrodestra, in particolare tra un gruppo di consiglieri del Pdl e il vice presidente della Giunta con delega al Commercio, Alfredo Castiglione, che rappresenta le ragioni dell'esecutivo regionale.
I due punti sui quali non c'é intesa nella maggioranza sono quelli relativi al blocco delle licenze per i grandi centri commerciali, per due anni a partire dall'entrata in vigore della legge, e sul numero di aperture domenicali e festive a disposizione di centri commerciali e outlet.
La conferenza dei capigruppo ha audito stamani ancora una volta Confcommercio, Confesercenti e rappresentanti degli outlet.

09/03/2010 13.05