Una svista nel bilancio: i conti non tornano all’Arit. Un’altra volta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si racconta che all’assessorato all’informatica si voglia andare in fretta, spediti, per dimostrare che le cose sono davvero cambiate e che non ci sono misteri né beffe dietro decine di progetti costati milioni di euro che non hanno portato a nulla.





ABRUZZO. Si racconta che all'assessorato all'informatica si voglia andare in fretta, spediti, per dimostrare che le cose sono davvero cambiate e che non ci sono misteri né beffe dietro decine di progetti costati milioni di euro che non hanno portato a nulla.



Le solite malelingue moriranno di invidia o seppelliti dalla schiacciante verità.
Nel frattempo l'assessore Alfredo Castiglione, vicepresidente della Regione, lo ha detto chiaramente in una sequela di buoni propositi e ha pure aggiunto che l'informatica «è una sfida vinta». Perché non credergli?
Così la macchina si è messa al lavoro per poter mettere in funzione in tutta fretta quei progetti costati 100milioni e poi, chissà perché, non funzionanti. Intanto proprio utilizzando quei progetti a metà si sono giustificati per anni assunzioni e collaborazioni.
Ma c'è tanto da fare e tantissime cose da tenere sotto controllo. Sono pure già stati individuati i nuovi canali di finanziamento. L'imperativo categorico è: fare.
Così nel trambusto e per la voglia di fare può capitare -è umano- che qualcosa sfugga anche all'antica pasticceria dell'Arit.
Niente di irreparabile anche se si tratta di documenti ufficiali, anche se si tratta del bilancio dell'Arit.
A tutto c'è rimedio.
Così, visto che nessuno ha qualcosa da nascondere, e grazie alle recenti conquiste di democrazia e controllo come il Bura on line, è possibile incrociare dati ed informazioni liberamente accessibili da qualunque… poveretto che ha tempo da perdere.
Tutto accessibile, tutto pubblico.
C'è il bilancio di previsione della Regione Abruzzo ed in allegato anche il bilancio degli enti strumentali, tra cui quello dell'Arit (Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo N. 1 (Straordinario) del 15 gennaio 2010). 

PRIMO ESTRATTO: 850.000 SULLA RUOTA DELLA REGIONE

Basta porre solo un po' di attenzione e si scopre subito una incongruenza piccola piccola, come detto un errore di distrazione, magari per la fretta.
L'art.33 è quello del Bilancio della Regione che si occupa dell'Arit. Al comma 1 si approva l'allegato bilancio (quello dell'Arit) per l'esercizio finanziario 2010.
Al comma 2 si autorizza «l'iscrizione nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale, del seguente stanziamento relativo al finanziamento in favore dell'Agenzia Regionale per l'Informatica e la Telematica».
La frase pare chiara anche perché viene seguita da una cifra «euro 850.000», non un centesimo di più né uno di meno.
Che cosa sono questi soldi? Semplice quelli che la Regione gira all'Arit per le «spese di funzionamento», in altre parole è il trasferimento di risorse che ogni anno viene previsto in quanto l'Arit è pur sempre un ente strumentale.
Ora, però, dando una occhiata all'allegato bilancio Arit –non c'è bisogno di scorrere le 94 pagine di chiacchiere e numeri – basta fermarsi all'inizio della pagina 2 per leggere una frase che pure pare chiara e inequivocabile.

SECONDO ESTRATTO SULLA RUOTA DELL'ARIT: 2.190.000

«Verificato che», scrive il direttore generale Carlo Greco, «nel bilancio pluriennale relativo agli esercizi 2010, 2011 e 2012 il trasferimento della Regione Abruzzo per le spese di gestione è stato previsto rispettivamente nella misura di euro 2.190.000, 2.889.000 e 3.113.000…»
Un momento.
La Regione aveva detto che per il 2010 sarebbero arrivati all'Arit “solo” 850.000 euro.
Chi ha ragione? Chi ha sbagliato? La Regione o l'Arit? Oppure non c'è alcuna incongruenza e la nostra è una svista?
Pare un piccolo errore di distrazione che però non lascia scampo e la logica è implacabile: uno dei due bilanci è sballato. O quello della Regione o quello dell'Arit.
Se per ipotesi, infatti, avesse ragione il direttore dell'Arit, la Regione dovrebbe rosicchiare la differenza dei soldi da versare da altri capitoli ma sarebbe un vero disastro ed operazione non indolore.
Inoltre il bilancio dell'Arit si regge anche in virtù di quel trasferimento cospicuo di oltre due milioni. Cioè vengono previste spese che potrebbero non avere la copertura finanziaria.
Bilancio attualmente in "pareggio" a 3.785.000 euro: a tanto ammontano le spese e a tanto le entrate.
Insomma un bel pasticcio e bisognerà passare i prossimi giorni a controllare cifra per cifra e riaggiustare le caselle “uscite” ed “entrate”. Magari riapprovare un bilancio smagrito?
Che guaio. E tutto per la fretta e la mole di lavoro che non lascia scampo.
Non si è accorto di nulla nessuno (fino ad oggi) né Greco, né Domenico Longhi, direttore della struttura speciale di supporto Sistema Informativo, né il presidente del Crit, Sciascia, e nemmeno i revisori dei conti che hanno controllato e controfirmato i bilanci e le somme. Tutto ok, insomma. Se lo dicono loro, c'è da crederci.
Ma può capitare un errore, tutti possono sbagliare, per questa volta ce ne siamo accorti noi e ci scusiamo per essere arrivati a cose fatte e bilanci approvati, ma meglio tardi che mai. Faremo meglio il prossimo anno.

LA FRETTA FA I CONTROLLORI CIECHI

Eppure sembra un film già visto, una storia già sentita.
Certe volte le coincidenze sono proprio incredibili.
Per esempio a fine 2008 l'allora direttore Ernesto Esposito (gradito al centrosinistra e allontanato in seguito allo spoil system) aveva indicato nel bilancio di previsione uno stanziamento della Regione di 3.700.000, peccato che non esisteva ancora alcun documento e tanto meno il bilancio di previsione della Regione che potesse supportare “l'idea” di Esposito.
Era il tempo in cui bisognava fare in fretta, arrestato Del Turco, si era prossimi alle elezioni e si rischiava di non arrivare in tempo a varare i concorsi elettorali.
Ed anche allora la fretta giocò brutti scherzi tanto che si bandirono concorsi persino senza delibera e neppure i soldi.
Tutto era filato liscio e nessuno in Regione aveva sollevato obiezioni.
Poi all'improvviso il solito rompiscatole si prende la briga di controllare un po' di numeri ed ecco che la Regione si accorge della svista, di sicuro non voluta.
Una svista che ha poi di fatto creato solo un po' di problemi e rallentato il percorso stabilito.
Insomma nulla di nuovo: lo avevamo capito già un anno fa, ad un mese dalle elezioni regionali.
Ma l'informatica resta comunque «una sfida vinta».

05/03/2010 10.26


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