Fondi Sociali Europei, 317 mln a disposizione. Spesi solo il 5%

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Fondi Sociali Europei: la Regione Abruzzo ne ha a disposizione per il periodo 2007-2013 ben 317 milioni di euro ma ne ha utilizzati appena il 5,97%. E il tempo sta per scadere.



ABRUZZO. Fondi Sociali Europei: la Regione Abruzzo ne ha a disposizione per il periodo 2007-2013 ben 317 milioni di euro ma ne ha utilizzati appena il 5,97%. E il tempo sta per scadere.



E' quanto emerge da una rielaborazioni dei dati inviati dall'Italia a Bruxelles che evidenzia che va ancora peggio sul fronte della percentuale dei pagamenti già effettuati sempre a fine 2009: ci si ferma ad uno scarsissimo 0,05%.
Peggio dell'Abruzzo è riuscita a fare solo la Sicilia (che ha utilizzato poco più del 2% dei fondi). Le altre regioni italiane oscillano tra il 10% (Calabria e Puglia) e il 52,8% della provincia autonoma di Bolzano.

COSA SONO QUESTI FONDI

I fondi PO FSE Abruzzo 2007-2013 messi a disposizione dell'Europa per la regione ammontano a circa 317 milioni di euro per Progetti Organici, Progetti Speciali e Progetti Multiasse.
Tre i macro obiettivi -che se perseguiti avrebbero sicuramente potuto fare bene al territorio regionale e allo sviluppo- ci sono: l'accrescimento del mercato del lavoro nei confronti di donne, lavoratori over 50, poveri, svantaggiati, immigrati. Insomma la creazione di posti di lavoro per categorie che oggi se la passano maluccio.
Ma c'è anche lo sviluppo delle competitività delle PMI abruzzesi favorendone l'accesso all'innovazione tecnologica ed organizzativa, attraverso il rafforzamento delle conoscenze e competenze del Capitale Umano.
Poi ancora lo sviluppo e la ricerca, la cultura tecnico-scientifica, l'integrazione dei sistemi della Ricerca, dell'Istruzione, dell'Impresa implementando reti e partenariati per la disseminazione dei “saperi”.
Erano stati anche delineati cinque Focus di intervento prioritari: accrescere l'adattabilità della forza-lavoro e delle imprese; orientare ed accompagnare al lavoro; sostenere l'inclusione sociale delle persone che scontano fattori di potenziale discriminazione; contrastare l'obsolescenza professionale ed il diffondersi di nuovi analfabetismi; rafforzare l'integrazione e il miglioramento della qualità dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro e il loro collegamento con il territorio.
Possibile che tutto questo non serva in Abruzzo?

QUALCOSA PERO' NON FUNZIONA

A fronte degli interventi ampiamente programmati e ancora presenti nella sezione FIL del sito Regione Abruzzo evidentemente qualcosa non ha funzionato ma si è visibilmente “frenata” la esecutività dei vari progetti, causando indubbiamente danni tangibili agli Enti di Formazione, ai Centri di Ricerca, al Mercato del Lavoro in toto ed alla nuova imprenditoria.
Un danno probabilmente incalcolabile, soprattutto in un periodo che vede l'Abruzzo - con il suo 434% di cassintegrati - ben al di sopra della media ponderale nazionale del 212%.
Impegnare appena il 5,97% delle risorse non ha probabilmente un senso logico e l'evidenza di una spesa reale pari allo 0,05% sta a significare una assente redistribuzione della ricchezza.
Come mai è accaduto? Probabilmente anche per sbagliate scelte strategiche dei vari direttori di area, messi lì dalla politica.
Anche il PO FESR, gestito dalla Direzione Sviluppo Economico e Produttivo, è in clamoroso ritardo ed i Fondi della Direzione Trasporti sono fermi dall'epoca di Giovanni Pace.

COSA SI POTEVA FARE?

Per spendere meglio bastava, una volta individuati gli obiettivi, bandire gli avvisi pubblici ed affidarsi alla selezione naturale, pubblica e trasparente.
Ma da un bel po' non parte alcun bando, fatti salvi quelli che subiscono una accelerata interessata.
Nei palazzi della Regione qualcuno si è evidentemente accorto di questo strano freno a mano tirato e si dà la colpa ad una certa «amatorialità» degli interventi della politica da Pace, passando per Del Turco e arrivando a Chiodi. Sta di fatto che tanto poteva essere fatto .
A questo punto è anche ovvio che le cifre a disposizione della Regione Abruzzo sono molto più congrue di quanto vogliano farci credere.
E' anche vero, però, che i fondi europei sono più difficili da distrarre e manipolare, dove i controlli sono di solito molto accorti anche se con vistose eccezioni.
Una ricchezza ed un aiuto che l'economia e la regione probabilmente non avrà.

25/02/2010 9.05

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