Siti vuoti da 100 mln: spunta il concorso Arit "dimenticato"

Alessandro Biancardi

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Siti vuoti da 100 mln: spunta il concorso Arit "dimenticato"
LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. La situazione è semplice: finanziamenti acciuffati al volo ed in fretta hanno permesso di sviluppare progetti tecnologici per creare di tutto e di più. Si sono costruite «le infrastrutture» che non funzionano.
Vere e proprie incompiute tecnologiche del nuovo millennio.
Progetti che se funzionanti avrebbero aiutato le imprese, l'economia, il turismo, la cultura, abbattuto il digital divide.
Castiglione ed i suoi (che ufficialmente stanno spiegando le scelte politiche di altri), invece, cercano giustificazioni che non si troverebbero mai nel manuale del “perfetto amministratore” e chiariscono che i finanziamenti prevedevano solo la costruzione della infrastruttura.
Una verità che è emersa solo qualche giorno fa, in seguito alle nostre domande, e quasi dieci anni dopo l'inizio delle farraginose procedure che avviarono i progetti. Nessuno mai in tutto questo tempo aveva mai informato i cittadini che i progetti erano “a metà” e che serviva dell'altro. Solo lunghissime relazioni, paroloni spesso tecnici e incomprensibili, grossi pavoneggiamenti.
Come se un buon amministratore potesse vantarsi di aver fatto costruire un ospedale che da anni non funziona perché non è arredato e non ha macchinari.
Che cosa non ha funzionato?
«In parallelo ai contenitori, la proposta della Regione Abruzzo nel 2001», ha risposto Tiziano Petrucci, fidato braccio destro dell'assessore Castiglione, «prevedeva una serie di enti e strutture che dovevano fornire i contenuti ai database: il cosiddetto Cst (Centro servizi territoriali), associazioni Comuni e Province. Questo non è stato fatto di pari passo e noi abbiamo rimesso in funzione la macchina in un tempo tecnico utile di qualche mese».
Domenico Longhi, invece direttore della struttura speciale di supporto Sistema Informativo, ci ha spiegato che «nei programmi comunitari e in tutti i progetti di cofinanziamenti nazionali non è mai previsto il costo gestionale. Non può essere previsto. Sfruttando i finanziamenti strutturali, non potevano contenere all'interno finanze per la parte gestionale (ovvero scrivere i contenuti). Per questo, all'epoca, e stiamo parlando dei primi anni dell'Arit, c'era la dotazione finanziaria per permettere anche queste attività. Poi questa cosa negli anni successivi è venuta un po' meno ma a questo punto… eh eh…»
A questo punto capita che cambia l'amministrazione e da Giovani Pace si passa a Del Turco e Quarta che abbandonano questo aspetto.
Tutti questi discorsi per giustificare l'abbandono di decine di siti vuoti che non sono mai stati resi utili e funzionanti. Le responsabilità sembrano spalmarsi in modalità bipartisan. Il risultato è inconfutabile.
Ora però queste tesi difficilmente si conciliano con altri fatti.

IL CONCORSO FATTO APPOSTA PER RIEMPIRE I SITI

Il 24 luglio 2008 l'Arit, che lavora anche in pieno solleone, quando i più sono in vacanza, pubblicò un bando per “Selezione pubblica per il conferimento di n.12 incarichi di Collaborazione Coordinata e Continuativa per il profilo di Specialista di infrastrutture e servizi ICT nell'ambito del DocUP Abruzzo 2000-2006, Misura 1.3”.
A parte le solite voci e polemiche che girarono intorno anche a questo concorso abruzzese, questo ci interessa perché prevedeva proprio che queste nuove forze lavoro iniziassero a riempire di contenuti i siti già creati.
Si sarebbe messo mano al «CST - Centro Servizi Territoriali; PIM – Portale Integrato multicanale; CSTC – Centro Servizi sul Turismo Culturale; SUAP - Sportello Unico per le Attività Produttive; DI-08 Procedure automatiche per il caricamento delle banche dati dei portali DocUP; DI-09 Infrastruttura di gestione e monitoraggio delle attività generate dai finanziamenti regionali…» e tantissimi altri.
Guarda caso proprio tutti i progetti di cui ha parlato PrimaDaNoi.it.
Il concorso poi è andato a buon fine (in pieno agosto) e si è proceduto alle assunzioni. A tempo determinato ma più volte prorogate anche con manovre quanto meno discutibili.
Sta di fatto che la giustificazione di quelle nuove assunzioni era proprio far funzionare quei siti.
Ma i siti non funzionano lo stesso. Perché?
Che dire poi della risposta dell'assessore Castiglione in consiglio regionale? La risposta è parziale perché non affronta tutti i progetti ma solo una parte.
Inoltre le risposte ai nostri quesiti le ha fornite anche Agostino Sciascia che già nel 2004 (periodo nel quale si aggiudicavano le gare dei portali fantasma) era consigliere del Crit, il Comitato regionale per l'informatica (oggi ne è presidente), e la sua ditta Apprise si è aggiudicata almeno tre gare di piccolo importo (rispetto alle grosse cifre di cui si parla abitualmente) e pare potesse provvedere alla gestione in economia delle forniture per tutto quello che costava meno di 2mila euro.
Nel frattempo di strada la Apprise ne ha fatta lavorando spesso in ambito tecnologico in Abruzzo e nei grandi eventi.
Infine, Domenico Longhi oggi è direttore della struttura speciale Informatica della Regione, è stato anche consigliere, come Sciascia, del Crit ma soprattutto formale responsabile dell'attuazione del programma APQ (cioè di molti dei progetti incompiuti di cui si parla).
Insomma personaggi longevi che dovrebbero controllare, che si vantano di essere trasparenti che nel frattempo sono parte attiva della partita e poi dimenticano fatti così importanti come quel concorso del 2008.
La saga continua…

19/02/2010 10.53

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