«La giunta Chiodi vuole cambiare la legge per costruire gli inceneritori»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Non siamo affatto in emergenza rifiuti. L'Abruzzo non diventerà mai come la Campania».

L'assessore all'Ambiente, Daniela Stati, questa mattina, a Pescara, nella sede della Provincia, in apertura della riunione di insediamento del Tavolo tecnico di concertazione per il confronto sulle modifiche e sulle integrazioni alla legge regionale 45 del 2007 riguardante "Norme sulla gestione dei rifiuti", respinge con decisione ogni allarmismo.
«A livello di volumetria - ha spiegato l'assessore - si parla di circa un anno e mezzo di autonomia delle attuali discariche ma, nel frattempo, la Regione si è già mossa ed ha autorizzato, e continuerà a farlo, l'apertura di altri impianti di smaltimento e di trattamento dei rifiuti».
Intanto, si è tenuta la prima riunione del tavolo tecnico di concertazione del quale fanno parte le quattro province, l'Anci, la Lega delle autonomie locali, l'Arta, i consorzi comprensoriali di smaltimento dei rifiuti, le direzioni regionali Ambiente e Protezione Civile ed alcune organizzazioni e società che si occupano di questioni ambientali.
«Auspico che entro giugno le modifiche alla legge regionale 45 del 2007, dopo il passaggio in Giunta regionale, - ha proseguito l'assessore Stati - siano portate in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva. La finalità è quella di arrivare ad una modifica importante che vada nella direzione del recupero energetico che, tra l'altro, è tra le priorità indicate nella Scheda Obiettivo numero 9 del Programma di Governo del presidente Chiodi. Quella relativa all'ambiente ed alla tutela del territorio».

17/02/2010 15.21


ACERBO:«TOTALE DISSENSO»

Anche Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista ha partecipato questa mattina alla prima riunione del tavolo tecnico di concertazione promosso dall'assessore regionale Daniela Stati.
«Non posso che esprimere il totale dissenso di Rifondazione Comunista rispetto all'intenzione di aprire rapidamente la strada agli inceneritori nella nostra Regione», ha detto Acerbo, «sostituire la parola “incenerimento” con “valorizzazione energetica” è solo una trovata linguistica per nascondere i dati di fatto».
Secondo il consigliere «appare grave» che la giunta regionale, come già annunciato, si prepari a modificare la norma che prevede il divieto di realizzare impianti di termovalorizzazione nella nostra regione fino a quando non sia stata superata una percentuale di raccolta differenziata di almeno il 40%.
«Faccio presente», ha aggiunto Acerbo, «che la norma che Stati e Chiodi vogliono abolire è stata fatta propria dalle due regioni che successivamente all'Abruzzo hanno approvato nuove leggi sul ciclo dei rifiuti. Infatti sia Marche che Umbria hanno inserito nella loro normativa la prescrizione che avevamo introdotto in quella abruzzese. Se facciamo eccezione per la Campania che non è certo un modello a cui ispirarsi, il ricorso all'incenerimento di solito avviene in territori in cui la raccolta differenziata raggiunge percentuali elevatissime e vengono conferiti negli impianti di termovalorizzazione soltanto quantità residuali di rifiuto trattato».
L'Abruzzo raggiunge una percentuale di raccolta differenziata molto bassa (21,9%), assai al di sotto di quel 50% che avrebbe già dovuto raggiungere nel 2009 secondo la direttiva europea.
Soltanto 65 comuni abruzzesi hanno attivato la raccolta porta a porta e la maggioranza dei cittadini dovrà pagare quindi il 20% in più di ecotassa.
«Di fronte a questo quadro», conclude Acerbo, «invece di puntare sul rilancio della differenziata e del riciclo, l'assessore Stati e il presidente Chiodi ci propongono di realizzare gli inceneritori».

17/02/2010 16.40