La procura ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per Del Turco&Co

Alessandro Biancardi

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La procura ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per Del Turco&Co
ABRUZZO. Saranno firmati domani, 18 febbraio 2010, i rinvii a giudizio per gli indagati nella maxi inchiesta sulla sanità in Abruzzo. Moltissime conferme, qualche nuovo spunto ed un solo stralcio per il professor Pino Mauro che esce così definitivamente dall’inchiesta.
Il pool di magistrati di Pescara -composto dai procuratori Nicola Trifuoggi, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli-, che ha indagato per quasi quattro anni su presunte tangenti, favori, appalti, cartolarizzazioni nell'ambito della sanità, ha già preparato la richiesta che sarà sottoposta al giudice per l'udienza preliminare, Maria Michela Di Fine.
Sarà quest'ultima a dover valutare il peso delle prove emerse e decidere se rimandare tutti al dibattimento.
In sostanza dopo la chiusura delle indagini lo scorso 7 novembre ed i problemi relativi ad alcune notifiche rese difficoltose per l'irreperibilità di qualcuno, i magistrati hanno fatto ordine negli oltre 50 faldoni che raccolgono l'attività investigativa -spesso complessa- che ha riguardato centinaia di fatti specifici e anche collaterali alla sanità.
Il culmine, come si sa, ci fu il 14 luglio 2008 quando scattarono gli arresti per oltre 10 persone (in totale 33 indagati e due società) tra cui l'allora presidente della regione, Ottaviano Del Turco, il suo braccio destro, Lamberto Quarta, ed altri tra consiglieri regionali, assessori, dirigenti della Regione.
L'inchiesta è importante anche perchè è stata una delle poche ad aver avuto risonanza mediatica nazionale ed internazionale. Una risonanza spesso voluta dal principale indagato che è apparso in numerose trasmissioni a raccontare la sua verità.
Poi vi sono stati i sequestri preventivi di immobili che si sospettano essere il frutto di reati ed una sfilza di ricorsi che hanno tutti confermato l'impianto accusatorio.
Nell'imminenza della chiusura delle indagini i magistrati chiesero anche l'arresto, poi non ottenuto dal gip, di Sabatino Aracu, esponente del Pdl.
Poche settimane fa l'ultima uscita mediatica, mirata a demolire l'impianto accusatorio e mortificare il lavoro dei magistrati accusati anche di aver violato i diritti costituzionali.
Finalmente ora un altro giudice potrà valutare la mole di prove e di carte: se tutto quanto sostenuto dalla classe politica è vero si procederà all'archiviazione già in sede preliminare, così come adombrato dai sostenitori dell'ex ministro socialista.
Le carte però raccontano una verità diversa per cui la strada verso il processo sembra segnata.
Anzi nel ricontrollare e selezionare tutta la documentazione gli inquirenti avrebbero scoperto nuovi elementi e spunti, prima sottovalutati o interpretati parzialmente nell'imminenza dei fatti.
Oggi invece con una visione globale di tutta la vicenda quegli spunti potrebbero fornire la chiave per un nuovo “viaggio” –tra l'altro obbligatorio- per verificare ed assestare nuovi tasselli.
Di qui la possibilità di operare altri stralci, forse più di tre, oltre quello che ha riguardato la vicenda del deputato di Forza Italia Sabatino Aracu per cui la procura aveva già separato le carte dal resto dell'inchiesta.
Inoltre, indicazioni importanti a completare il quadro -e forse a fare luce su molte zone d'ombra- sarebbe il materiale emerso dallo studio approfondito dei computer sequestrati, decine di hard disk scandagliati dai quali sarebbero emersi file, lettere, numeri e cifre, indirizzi che potrebbero aiutare i magistrati a completare la ricostruzioni di fatti già noti o di conoscerne altri nuovi.
Le indagini su questi filoni dunque sono già iniziate e nulla per ora si può sapere.
Esce di scena invece il professor Pino Mauro, posizione che è stata stralciata dagli spessi pm, e per il quale le prove a carico non sono state giudicate sufficienti.
Le indagini hanno comunque dimostrato che il professore di Economia aveva fatto da intermediario tra Del Turco ed il procuratore generale dell'Aquila Amicarelli per sapere e conoscere lo stato di avanzamento della indagine pescarese che riguardava l'ex presidente della Regione. Del Turco poi riuscì ad ottenere l'incontro con il procuratore  ma non vi furono in quel caso fughe di notizie poiché Amicarelli informò quasi in tempo reale il collega di Pescara Trifuoggi.
Domani un altro piccolo passo sarà compiuto lungo il tortuoso cammino verso la verità processuale.

17/02/2010 13.16

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