No alla Protezione civile $pa. La protesta di sindacati, volontari, associazioni

Alessandro Biancardi

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ROMA. 60 parlamentari del Pd aderiscono all'appello. Il 18 febbraio assemblea contro la Spa di Bertolaso


Il 18 febbraio sarà un “no Bertolaso day”. L'Osservatorio civile, rete di volontari, associazioni, comitati territoriali, sindacati, partiti, si mobilita contro l'approvazione del decreto che istituisce la Protezione civile Spa.
Il 18 febbraio, nel pomeriggio è stata indetta, all'università La Sapienza, una assemblea pubblica, per dire no al decreto195 in discussione in Parlamento.
Anche se formalmente questa nuova spa non esiste ancora nei giorni scorsi Bertolaso ha fatto capire che si è quasi in dirittura d'arrivo.
«C'è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l'opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un Paese a rischio come il nostro: la Protezione Civile. Con l'obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze», afferma l'appello di lancio dell'iniziativa, che ha raccolto già oltre 3mila adesioni. «La Spa potrà agire da general contractor, detenere immobili, fare utili. Così si rendono le emergenze un business», è scritto nel testo.
Alla protesta di giovedì hanno aderito, con una lettera, anche 60 parlamentari del Pd, che si aggiungono alla lunga lista di sottoscrizioni: il responsabile ambiente della Cgil Claudio Falasca, Carlo Podda e Antonio Crispi della Fp Cgil, la Fp Cgil presidenza del Consiglio dei Ministri, il sindacato di base Rdb, le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco, rappresentati dei partiti della sinistra (Prc, Verdi, Pdci, SeL), il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando, le associazioni dei terremotati aquilani, il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano, la Rete No Ponte di Reggio Calabria, rappresentati dei No Tav, intellettuali e decine di movimenti e comitati, volontari e realtà locali di Protezione civile.
La Spa «potrà agire in qualsiasi circostanza, avvalendosi del potere potere di emanare ordinanze in deroga ad ogni legge e disposizione vigente. Si produce così uno snaturamento istituzionale. Il presidente del consiglio interviene su qualsiasi opera con strumenti discrezionali, coperto dal marchio positivo di migliaia di volontari e associazioni. Ci batteremo contro conversione ed esprimiamo solidarietà a tutti coloro che si stanno muovendo per informare i cittadini della gravissima distorsione che l'approvazione di questo atto può portare alla vita democratica del Paese», afferma la lettera dei parlamentari dell'opposizione.
La Protezione civile, sostiene la rete Osservatorio civile, da una risorsa per il Paese «sta diventando un pericolo per la democrazia».
«Dal 2001, quando Bertolaso è diventato capo della Protezione civile, sono state varate quasi 700 ordinanze in deroga al codice degli appalti pubblici, ai piani regolatori, alle norme su salute e sicurezza del lavoro, alle leggi ambientali. La protezione civile ha abbandonato previsione e prevenzione delle calamità naturali per diventare un grande ente appaltatore delle opere pubbliche legate ai grandi eventi, libero dal controllo della Corte dei Conti. Con risultati, com'è possibile vedere alla Maddalena, tutt'altro che efficienti».
«Nei campi dell'Aquila», ricorda il coordinamento, «è stato impossibile anche solo fare assemblee o volantinare ed è stato imposto, senza neppure consultare cittadini, il Piano case, che produrrà gravi danni sul tessuto urbanistico della città. Ancora oggi, in Abruzzo, circa 8mila cittadini vivono negli alberghi sulla coste, e non sono partiti i lavori di ricostruzione, neppure per le case con danni lievi».

06/02/2010 11.27


LA PROTEZIONE CIVILE SPA E' GIA' NATA
 
«UNA STRUTTURA PICCOLA E AGILE»