Le delegazioni Lipu si mobilitano contro "caccia selvaggia"

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2121

ABRUZZO. Lo hanno definito un appello per la natura alla società civile, al mondo della scienza e agli amministratori. L’obiettivo è che si cancelli subito l'articolo 38 della legge Comunitaria, che ha eliminato i limiti temporali alla stagione venatoria.



«Non permetteremo lo stravolgimento delle leggi sulla natura in Italia, che sono il frutto del ventennale impegno ambientalista e rappresentano la garanzia per un'Italia migliore», ha detto il vicepresidente della Lipu-BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria, a nome delle 110 delegazioni Lipu di tutta Italia.
«L'approvazione in Senato dell'articolo 38 della legge Comunitaria», dice la Lipu, «è l'ennesimo segnale di quel tentativo, ormai palese, di assalto alle storiche leggi nazionali sulla tutela della natura. Prima il disegno di smantellamento della legge 157/92, la normativa nazionale che regola l'attività venatoria nel nostro Paese, da parte del senatore Orsi, con le sue anacronistiche richieste sull' imbalsamazione, i richiami vivi, l'uso di uccelli come zimbelli, la caccia lungo le rotte di migrazione o la concessione del fucile a sedici anni. Poi i tentativi di svilire gli strumenti di conservazione della Rete Natura 2000, la rete di protezione della biodiversità dell'Unione europea. E ora questa pessima norma della legge Comunitaria, che apre un baratro sui calendari venatori, dando alle regioni la possibilità di ampliare la caccia oltre i limiti attuali compresi tra il 1° settembre e il 31 gennaio e di praticare la caccia ai migratori aggravando le infrazioni comunitarie già aperte dall'Unione Europea contro l'Italia».
«Questi attacchi», prosegue il vicepresidente Lipu, «vogliono colpire quella cultura del rispetto della natura largamente condivisa dagli italiani, per i quali, anche grazie al nostro lavoro di educazione rivolto agli adulti e ai più giovani, la natura è un prezioso patrimonio da conoscere e difendere».
«Il patrimonio faunistico abruzzese», come dichiara Stefano Allavena, Coordinatore della LIPU Abruzzo, «è di importanza prioritaria non solo a livello nazionale ma comunitario. Sono presenti specie di grande interesse scientifico e naturalistico che, tra l'altro, costituiscono una importante risorsa turistica. Se l'art. 38 venisse approvato anche dalla Camera, la nostra fauna abruzzese, anche quella sempre protetta, già messa a dura prova da aggressioni all'ambiente di vario genere, verrebbe sottoposta ad un aumento sensibile di disturbo e di rischio di uccisioni illegali. Inoltre la sorveglianza, già attualmente molto carente, diventerebbe più difficile e anche questo sarebbe motivo di ulteriore incoraggiamento del bracconaggio».

05/02/2010 8.50