Il Wwf contrario all'estensione della durata delle concessioni demaniali

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Le amministrazioni perderanno la facoltà di pianificare sul proprio territorio demaniale»

Il Wwf Abruzzo, mercoledì pomeriggio, è stato ascoltato dalla IV commissione consiliare presieduta da Nicola Argirò in merito al Disegno di Legge in esame che estende la durata delle concessioni demaniali fino a 20 anni.
Loredana Di Paola delegata in audizione spiega la posizione dell'Associazione: «Si comprende come il recepimento della direttiva europea da parte dello Stato Italiano, (che elimina l'automatismo nel rinnovo delle concessioni e alla scadenza impone una gara pubblica), stia creando forte preoccupazione per gli imprenditori del mare che, nell'arco di vari decenni in cui la deregulation ha regnato sovrana su tutto il litorale, hanno molto investito nelle loro attività; ma la proposta di legge così formulata è, a nostro parere, pericolosa sia dal punto di vista urbanistico che della pubblica fruibilità del demanio marittimo «.

A tale riguardo la prima forma di regolamentazione del settore si è avuta con la Legge Regionale 141/97 con la quale è stata approntata una regolamentazione urbanistica speciale (indicazione delle superfici massime, dei volumi, previsione di liberi accessi al mare etc..). Ma la sua applicazione, il Piano Demaniale Marittimo, ha visto la luce solo nel 2004, consentendo nel frattempo la prosecuzione dell'occupazione selvaggia del demanio. Poi i Comuni sono stati chiamati a redigere i loro Piani Spiaggia comunali ( tanti non lo hanno ancora fatto).
«Ne consegue», spiega Di Paolo, «che ad oggi l'adeguamento dal punto di vista urbanistico è stato irrilevante in quanto le prescrizioni contenute nei Piani Spiaggia comunali possono valere per le realizzazioni già compiute solamente al rinnovo della scadenza del titolo concessorio».
In questo contesto, l'approvazione di una norma regionale così come proposta «comprometterebbe», secondo il Wwf, «la realizzazione delle finalità dettate dai Piani, in quanto, una volta assicurato ai concessionari un permesso di durata anche ventennale, le Amministrazioni si priveranno di qualsiasi strumento per assicurarsi l'adeguamento delle strutture alle nuove norme».

MONTESILVANO CAPOFILA AL TAVOLO TECNICO DELL'ANCI

ROMA. Ieri mattina si è svolta a Roma una riunione delle Anci regionali, alla quale ha partecipato anche Comune di Pescara e Montesilvano.
E' stato incaricato, nell'ultima congresso di Livorno a dicembre, di studiare come contrastare, con una proposta alternative, il problema relativo ai rinnovi delle concessioni balneari, alla luce della procedura di infrazione europea n. 2008/4908 riguardante presunte incompatibilità delle normative regionali in materia di demanio marittimo.
Dall'incontro, al quale hanno preso parte numerosi comuni rivieraschi della Penisola, è stato deciso che l'Amministrazione comunale ospiterà un convegno per discutere con i balneatori regionali le nuove disposizioni dell'Unione Europea e le risposte fornite dall'Anci nazionale.
Il sindaco Pasquale Cordoma, unico amministratore abruzzese alla guida di una città, ha partecipato all'incontro nella capitale, con l'assessore al Demanio Domenico Di Giacomo, presente anche il vicesindaco di Pescara Berardino Fiorilli con un proprio funzionario.
L'intento per l'amministrazione era quello di perorare la causa dei balneatori locali, sottolineando la sensibilità del Comune riguardo la delicata questione, soprattutto dopo la variante al Piano spiaggia approvato nell'ultimo Consiglio Comunale del 2009.
Il sindaco Cordoma, durante la riunione, ha preso la parola spezzando una lancia per «la categoria che rischia di trovarsi senza la propria azienda che, nella totalità dei casi locali, rappresenta il sacrificio di una vita». Sono numerose le attività dei balneatori a conduzione familiare.
«Il mare rappresenta soprattutto per la nostra città il turismo e non può essere concepito in nessun'altro modo – ha detto il sindaco -. Anche l'Abruzzo sta vivendo le problematiche del demanio, come tutti gli altri comuni nazionali, allertati dalla nuova normativa europea. Ci sono troppe ingerenze da parte di altri enti e ai Comuni viene riconosciuto ben poco»
Soddisfatto anche l'assessore al demanio Di Giacomo: «L'incontro è stato molto proficuo – ha spiegato -, abbiamo chiarito le problematiche sulla messa in mora riguardo le concessioni demaniali. L'argomento è molto complesso e c'è anche tanta confusione su questo tema. Bisogna far capire però che l'economia turistica deve essere potenziata dall'economia balneare. Qualsiasi riforma dovrà essere accompagnata dell'economia turistica per spezzare gli interessi delle capitanerie di porto e del demanio marittimo».


05/02/2010 8.05