Anche il Wwf boccia la bozza della nuova legge urbanistica

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Wwf Abruzzo, ieri pomeriggio, è stato ascoltato dalla II commissione consiliare presieduta da Luca Ricciuti in merito al testo in esame “Norme in materia di pianificazione per il governo del territorio”.



Le osservazioni, illustrate dall'architetto Camilla Crisante, presidente del Wwf Abruzzo, sono state sia generali che dettagliate.
«La proposta di legge, nel suo complesso si presenta estranea alla nostra regione», ha spiegato l'esponente dell'associazione, «non affronta i problemi del territorio, non rispetta la sua identità ambientale né rappresenta la naturale evoluzione normativa in materia di urbanistica e pianificazione. La precedente originaria legge urbanistica, la n. 18 del 1983, all'epoca della sua pubblicazione, fu invece accolta con grande interesse da parte di esperti ed amministratori locali e considerata la migliore nel panorama nazionale»
«Purtroppo», aggiunge Crisante, «tutti i pregi della prima legge urbanistica sono scomparsi e la proposta di legge è di difficile lettura, confusa e ripetitiva, con norme così intrecciate da diventare ingarbugliate anche per l'eccessiva introduzione di numerosi nuovi ed inediti istituti e acronimi. Il linguaggio utilizzato non sempre è strettamente tecnico e nell'insieme la legge risulta complicata e non solo per la complessità degli argomenti ma anche per un diffuso disordine e sovrapposizione di norme e principi. Aspetti formali e sostanziali che rendono impossibile qualsiasi forma di valutazione, coinvolgimento e partecipazione costruttiva al futuro del nostro territorio».
Non sono chiare sempre secondo Il Wwf le funzioni attribuite alle Province (disseminate in più articoli) e quelle assegnate ai comuni che comunque sarebbero eccessive rispetto alle reali capacità e dimensioni delle strutture tecniche comunali (l'80 % dei comuni sono al disotto dei 3.000 abitanti), mancano i poteri sostitutivi, si passa dal sistema gerarchico e della sussidiarietà a quello della concorrenzialità con il ricorso sistematico agli istituti derogatori.
«Appare», aggiunge Crisante, «anche fuori dal nostro contesto ambientale (non confrontandosi con l'imponente sistema delle aree protette della nostra Regione Verde d'Europa né con le nuove questioni legate alla sismicità e al dissesto idrogeologico del nostro territorio) e da quello delle grandi questioni ambientali ormai consolidate nella cultura internazionale quali la riduzione delle emissioni in atmosfera; la biodiversità; la tutela del paesaggio agrario; le reti ecologiche; la riduzione del consumo del suolo; la mobilità ecosostenibile; la qualità urbana; lo sviluppo turistico a basso impatto. Una legge nel suo complesso, quindi, estranea alla nostra storia, al nostro territorio e al nostro tempo, che prevede una deregulation urbanistica a tutto campo, in controtendenza con gli orientamenti che vengono ormai assunti dalle Regioni più attente ed avanzate del nostro paese (Lombardia, Toscana, Veneto, Umbria,…)».
In conclusione, il Wwf ha invitato la Regione Abruzzo a riflettere sulla necessità di approvare una legge Urbanistica più attenta alle problematiche ambientali e più aderente alle caratteristiche economiche, sociali, culturali e storiche della nostra Regione.

03/02/2010 13.37