Comunità montane, Masci: «tuteliamo i dipendenti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Garanzie per i circa 120 dipendenti delle comunità abruzzesi e legge di riforma degli enti montani.

Lo ha garantito l'assessore al Bilancio, Carlo Masci, nel corso dell'incontro con i sindacati regionali, il direttore regionale del settore, Filomena Ibello e la dirigenti del Servizio, Mariangela Virno, sulla riorganizzazione delle comunità montane.
In primo luogo, sulla questione del personale, l'assessore Masci ha assicurato che l'Ente regione ha «fatto tutto il possibile per garantire i livelli occupazionali»; mentre in relazione al taglio delle risorse statali, l'assessore ha riferito che «anche con il contributo della Regione Abruzzo, la Conferenza delle regioni ha approvato un ordine del giorno con il quale si chiede di sospendere la norma della finanziaria che cancella i fondi destinati alle Comunità montane. Nel frattempo - ha spiegato Masci - sono aperti tavoli di confronto settimanali sia con l'Uncem e sia con l'Anci, per ragionare su tutto un orizzonte di attività da porre in essere. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che gli enti sono strumenti per garantire i diritti dei cittadini ad avere servizi efficienti e a basso costo».
In definitiva, per l'assessore «sarebbe fuorviante fare barricate per un nome: comunità montane o associazioni di comuni che siano - ha detto - quello che conta è rispondere ai bisogni dei cittadini e, soprattutto, di quelli residenti nelle aree più svantaggiate».
In quest'ottica andrebbe posta anche la questione del personale che - sempre secondo l'assessore - troverebbe una adeguata risposta da una coerente strategia politica.
Proprio sull'associazionismo, Masci ha voluto sottolineare la volontà della Regione, anche con leve incentivanti, di sollecitare l'unione dei comuni, soprattutto di quelli più piccoli: «Riteniamo che per alcuni servizi, come per esempio quelli sociali, i comuni debbano essere protagonisti. E non lo diciamo solo a parole visto che abbiamo deciso di investire una cifra consistente pari a 6 milioni di euro a valere sui fondi Fas, con la previsione di una premialità per quei comuni che, non facendo più parte delle Comunità montane decidono costituirsi in associazione».
Più in generale, sul piano dell'attuazione del riordino degli enti montani, l'Assessore ha riferito di «dover attendere le nuove decisioni del Governo nazionale rispetto al documento della Conferenza delle regioni che, oltre al ripristino delle risorse per le comunità montane, ha chiesto di conoscere le politiche a tutela delle aree interne, anche alla luce del mancato riparto del fondo 2009 per la montagna».
Su quest'ultimo aspetto e anche in risposta ai sindacati, l'assessore Masci ha riaffermato di voler collocare la riforma complessiva delle comunità montane dentro un disegno politico organico che mira, da un canto, a strappare dalla marginalità le aree più depresse e, dall'altro, a garantire più servizi ai cittadini al minor costo».

01/02/2010 14.33