Chiodi: «2010 anno della sanità, 2012 ripresa economica»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un primo anno di governo duro e difficile, segnato dal terremoto che il 6 aprile ha colpito il capoluogo di regione. *D’ALESSANDRO (PD):«…MA CHIODI NON HA PARLATO DELLA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE»
Ieri il presidente Gianni Chiodi ha fatto un bilancio di questi primi 12 mesi.
«La situazione economica che abbiamo dovuto affrontare, esattamente un anno fa, era di profonda crisi», ha sottolineato il presidente, «particolarmente evidente dalla prima metà del 2009 e aggravata dall'impatto distruttivo del terremoto».
Chiodi ha ricordato «le finanze regionali allo stremo per il più grave indebitamento nella storia della Regione», «il sistema sanitario regionale che ha dovuto, primo in Italia, subire l'onta del commissariamento», «l'autorevolezza della classe dirigente politica messa in discussione per ciò che era avvenuto nel recente passato».
Ma i primi effetti «concreti e riscontrabili», ha assicurato il presidente, sono già evidenti: «nel 2009, il debito totale della Regione Abruzzo, dopo un lungo periodo di crescita costante, è tornato a livelli inferiori a quelli del 2006, cioè a circa 3,5 miliardi. La componente del debito ascrivibile ai debiti del Sistema sanitario regionale si è ridotta di circa 196 milioni, tornando a livelli inferiori a quelli del 2006. Il costo del debito regionale l'anno prossimo registrerà una riduzione complessiva del 16% rispetto al 2008. Il disavanzo di amministrazione, di circa 280 milioni, ha assunto un'inversione di tendenza, ed è tornato a livelli inferiori a quelli del 2005».
«L'Abruzzo, però, ha le risorse culturali, politiche ed economiche per vincere la sfida», ha continuato Chiodi.
Tra le cose concrete realizzate il presidente ha ricordato «l'approvazione del Piano Casa, la riforma della formazione professionale, le iniziative a favore del lavoro, della ricerca e dell'innovazione e del sostegno al reddito, il blocco degli insediamenti petroliferi, la gestione trasparente ed efficace dei fondi Por-Fesr 2007-2013 per 380 milioni di euro e dei FAS per 840 milioni di euro, il Piano Energetico, il commissariamento di 22 enti strumentali e delle Asl in vista del loro successivo accorpamento, i primi significativi tagli delle poltrone, degli sprechi e dei costi della politica».



RIPRESA POST SISMA

Poi il governatore è tornato a parlare del terremoto: «il 7 aprile nessuno avrebbe creduto in una ripresa dell'ateneo aquilano e invece oggi possiamo tracciare un bilancio più che positivo su quello che è stato il ruolo della Regione, garante di uno sforzo comune che le Istituzioni compiono in favore della comunità universitaria. Stiamo lavorando per ricostruire gli edifici persi in seguito all'evento sismico. Il Governo nazionale ci ha già messo a disposizione 40 milioni di euro per ricostruire le sedi danneggiate dell'Università dell'Aquila, grazie ai quali il Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche in collaborazione con l'Università dell'Aquila ha iniziato la fase progettuale. Inoltre, abbiamo messo in piedi una serie di azioni che daranno alla città dell'Aquila, una capacità ricettiva per residenzialità universitaria mai avuta prima. Abbiamo speso oltre 110 milioni di euro per le scuole, riuscendo a restituire la piena funzionalità del servizio nella maggior parte dei casi in tempo per l'inizio dell'anno scolastico consentendo una regolare ripresa dell'attività didattica a 17mila studenti aquilani. Oltre 200 milioni di euro sono stati stanziati non solo per restituire all'Aquila e al suo circondario una viabilità adeguata anche in considerazione dei nuovi insediamenti abitativi, ma anche per dotare il territorio di una viabilità nuova ed efficiente che si aspettava da anni».
Sul fronte degli edifici pubblici, il Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche è al lavoro per dare corpo al piano stralcio che prevede interventi per i primi 27 edifici pubblici. I lavori per un totale di circa 200 milioni di euro sono finanziati con fondi Cipe. Tra questi interventi segnalo i 30 milioni destinati alla Cittadella giudiziaria. «Sono state previste risorse per oltre 170 milioni di euro per gestire la situazione di emergenza e di difficoltà causata dal sisma.
Il 2010 «sarà l'anno della riforma sanitaria per l'Abruzzo. Io, in qualità di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario avrò un compito difficile ma non impossibile. Il 2012, invece, sarà l'anno della ripresa economica. Solo allora potremo dire di avercela fatta: non sarà ancora una regione sana, ma quantomeno sarà governabile».

28/01/2010 9.45

IDV: «IN 12 MESI NON E' STATO FATTO NULLA»

«Se Chiodi si fosse presentato alla stampa confermando di non aver fatto quasi nulla perché impegnato a fronteggiare l'emergenza del sisma del 6 aprile, ci avrebbe fatto un figurone», hanno detto il consiglieri dell'Idv Cesare D'Alessandro.
«No, Chiodi non si è accontentato di una vaga sceneggiata, ma ha voluto condirla di cose fatte sciorinando un elenco di provvedimenti legislativi, ancora tutti da approvare in Consiglio regionale. Praticamente siamo governati da chi, dopo aver approvato una proposta in Giunta, la dà per realizzata», ha continuato il consigliere. «Siamo governati da una Giunta che non c'è, come l'isola che non c'è. E ha sciorinato ai giornalisti provvedimenti su provvedimenti che non esistono, che non producono a oggi alcun effetto, perché inesistenti».
Per D'Alessandro la legge urbanistica «non c'è», la legge sul commercio «non c'è», la legge sugli enti di formazione «non c'è».
«Si vada a vedere sul Bollettino della Regione Abruzzo se risulta qualcuna di queste leggi annunciate da Chiodi. Se così fosse, gli chiederemmo scusa di fronte agli abruzzesi».
Sulla stessa linea anche il commento del consigliere regionale Carlo Costantini (sempre Idv) «La moralità di un politico, il suo profilo etico, si esprimono anche sulla base della onestà intellettuale e della veridicità di ciò che rappresenta ai cittadini», ha detto Costantini, «e soprattutto in base alla corrispondenza tra ciò che si è detto e ciò che si è fatto. E Chiodi, ieri, ha dato prova di essere privo di etica politica».
Il presidente secondo le accuse dell'Idv negli ultimi 12 mesi ha fatto «solo tre cose»: «ha semplicemente dato esecuzione a ciò che leggi già in vigore lo obbligavano a eseguire., ha aperto qualche cassetto degli uffici regionali, tirando fuori vecchi disegni di legge - alcuni dei quali addirittura inapplicabili - presentandoli al Consiglio regionale per l'approvazione e si è limitato a eseguire ciò che gli atti di indirizzo politico proposti dall'opposizione, e votati dal Consiglio regionale, lo hanno obbligato a eseguire».
«In questi 12 mesi, su Sanità e Trasporti», ha aggiunto Costantini, «Chiodi non ha mosso un dito e non ha spostato una virgola. Le uniche cose che ha spostato sono state le poltrone dei direttori generali e dei commissari, innescando un contenzioso con i vecchi direttori che costerà ai contribuenti abruzzesi qualche milione di euro di danni.

Non è dato conoscere nulla in merito alla riorganizzazione dei Trasporti, la bozza di riforma pronta per essere attuata è ormai carta straccia. I Consigli di Amministrazione delle società di trasporto regionale, che tanti erano prima delle sua elezione, tanti sono rimasti oggi».


28/01/2010 17.21

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D'ALESSANDRO (PD):«…MA CHIODI NON HA PARLATO DELLA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE»

L'AQUILA - «Chiodi conferma quanto da noi sostenuto. Il Presidente non ha potuto evidentemente rispondere sulla drammatica crisi economica e occupazionale che investa la nostra regione e la cosa preoccupante è che ciò non è avvenuta né come bilancio delle cose fatte nel 2009 né come prospettiva 2010»
Ad affermarlo è il Capogruppo del Partito Democratico Camillo D'Alessandro in relazione alla conferenza stampa di questa mattina.
«Questo – dice D'Alessandro - perché manca una idea di Abruzzo fatta di priorità che per noi rimangono il lavoro e le imprese. Il presidente nel tracciare il bilancio della propria attività ha confuso le proposte e le intenzioni con i fatti. Molte delle leggi – prosegue - citate non sono state approvate dal consiglio regionale a partire dalla legge sull'urbanistica per passare alla riforma degli enti e delle società, alla riforma sulle IPAB , al commercio , all'edilizia che sono tutte ferme e bloccate. Ciò che può meritare il rango di riforma è riferibile alla legge sull'artigianato e a quella del piano energetico regionale, dove la prima porta la mia firma congiunta con quella della Giunta e la seconda quella di Caramanico (ex assessore all'ambiente) sempre congiunta con la Giunta. Si tratta di provvedimenti pensati e predisposti nella precedente legislatura e non approvati per effetto della conclusione anticipata della stessa e che hanno visto in questa legislatura soltanto il loro riproporsi in modo identico. In conclusione in questo anno è mancato il coraggio e non si vede nessuna prospettiva. Noi - conclude D'Alessandro - faremo la nostra parte con proposte puntuali, intendendo il nostro ruolo come opposizione di governo che con le proposte e le iniziative costruisce ogni giorno l'alternativa al vuoto della destra al governo»

28/01/2010 10.04