Ombrina Mare, finito il tempo per le osservazioni. Ecco il progetto

Alessandro Biancardi

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Ombrina Mare, finito il tempo per le osservazioni. Ecco il progetto
ORTONA. E' scaduto ieri il termine per presentare le osservazioni al progetto della ditta inglese Mediterranean Oil and Gas.

Nei giorni scorsi presso la Provincia di Chieti, su invito e sollecitazione del presidente Enrico Di Giuseppantonio, si è svolto un incontro per definire le "osservazioni" da inviare alle autorità competenti in merito alla concessione di estrazione offshore denominata Ombrina Mare 2.
Questa concessione, la cui struttura pronta per essere imbragata alla piattaforma è visibile a occhio nudo al traverso di San Vito- Vallevò, è richiesta da una Società petrolifera a responsabilità limitata, spin-off della Mediterranean Oil and Gas.
Durante la riunione, che ha confermato l'impegno e la volontà del presidente Di Giuseppantonio di salvaguardare l'Abruzzo da quello che gli ambientalisti definiscono «uno scempio annunciato», Alessandro Lanci di Nuovo Senso Civico ha presentato le "osservazioni" (messe a disposizione di tutti i presenti) e già inviate al Ministero per lo Sviluppo Economico, All'Ufficio VIA della Regione Abruzzo, alla Presidenza della Regione Abruzzo e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Lanciano.
Lo stesso documento era stato già inviato a 35 Comuni della costa abruzzese e dell'immediato entroterra, alla Regione e ad altre Associazioni, per aiutare tecnicamente alla stesura delle "osservazioni" e stimolarne l'inoltro.
Nei giorni precedenti l'incontro Nuovo Senso Civico aveva inoltre collaborato alla stesura della diffida inviata da Italia Nostra di Lanciano, nella sua qualifica di Pubblico Interessato, al comune di Ortona.
«Questa diffida», spiegano gli ideatori, «ha lo scopo di distogliere il Comune di Ortona da qualsiasi azione di favoreggiamento nei confronti delle istanze collegate o collegabili al così detto Progetto Miglianico».

IL PROGETTO

Ombrina ha preso in prestito il nome da un pesce molto comune nei nostri mari e si riferisce ad un progetto di coltivazione e centro di primo trattamento di idrocarburi che rimarrà almeno 24 anni di fronte alla Costa dei Trabocchi, tra San Vito e Punta Cavalluccio, presentato dalla Medoil Gas S.p.A..
Sarà visibile, vista la vicinanza e la conformazione del litorale, da tutte le riserve e luoghi più suggestivi della costa da Ortona a Vasto.
Il progetto ha 2 piattaforme, una mobile tipo Galloway- come quella che stazionò nel 2008 tra Ortona e San Vito - per la perforazione di 4/6 pozzi per 6/9 mesi di permanenza, e una fissa chiamata Ombrina Mare A che andrà a posizionarsi sul tripode del pozzo Ombrina Mare 2dir 2008.
A completare lo scenario, a 4Km in direzione nord est da Ombrina Mare A, si posizionerà una nave serbatoio galleggiante per il primo trattamento idrocarburi denominata Floating Production Storage Offloading -FPSO – ossia Sistema Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Trasbordo- che immetterà in atmosfera più di una tonnellata al giorno di fumi derivanti dal primo trattamento di idrocarburi, contenenti:
Sox (ossidi di zolfo), Nox (ossidi di azoto), CO (ossido di carbonio), H2S (idrogeno solforato), NMHC (idrocarburi non metanici ).
«Quest'ultimi», tuonano le associazioni ambientaliste, «sono stati classificati come cancerogeni dall'Istituto Superiore di Sanità, «per cui non è possibile definire una soglia minima al di sotto della quale non si hanno effetti apprezzabili sulla salute».
«Il danno per un mare già così malamente sfruttato e inquinato negli ultimi decenni, sarà fortissimo», commentano ancora le associazioni.
«Turismo, pesca, agricoltura di qualità e tutta la filiera ad essi collegata sarà inevitabilmente colpita, lo scenario sarà per 24 anni con vista piattaforma e raffineria».
Le associazioni Wwf, Zona Frentana e Costa Teatina insieme ad altre associazioni facenti parte della Rete Emergenza Ambiente Abruzzo, capeggiati da Mariarita D'Orsogna, hanno prodotto e invitato altri a produrre osservazioni al progetto che possano bloccare il procedimento di VIA in atto, come già fatto per le precedenti piattaforme (Elsa 2, Rospo Mare…).
«Ringraziamo la provincia di Chieti per l'operosità e gli incontri di consultazione», dicono Ines Palena e Fabrizia Arduini. Siamo preoccupati invece per il silenzio della Regione,
Il Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni ha pubblicato invece sul proprio blog 7 domande «all'italianissimo
amministratore delegato, Sergio Morandi, della londinese Medoil Gas Plc».
Si chiede di sapere, tra le altre cose, «che cosa intendete fare dei 540 kg al giorno di zolfo puro che Ombrina Mare 2 dovrebbe produrre? Cosa vi aspettate che accada dopo 24 anni di estrazione e 6 pozzi? Che le acque magicamente si ripuliscano? Quale sarà l'impatto sul fondale? Quale l'impatto sulla subsidenza e sull'erosione costiera?»
«Quello che perderemmo», assicurano dal comitato, «anche se non vi interessa, è molto di più di quello che ci offrite. La nostra economia si basa sul turismo, sulla pesca, sulle produzioni agro-alimentari di qualità e sui loro indotti commerciali».

26/01/2010 9.20

[url=http://www.compel.bu.edu/~danilo/vega2/Ombrina_D.30.B.C-MD_concessione/]LA LISTA COMPLETA DELLE OSSERVAZIONI PRESENTATE[/url]