Campagna Salva L’Acqua in Abruzzo, fine settimana di mobilitazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua voluto dal governo in carica con l’approvazione del Decreto Ronchi lo scorso novembre.


Il decreto definisce l'acqua un servizio a rilevanza economica e prevede l'obbligo di affidarne la gestione ai privati.
«Il provvedimento è un vero e proprio attacco alla democrazia perché sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l'acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi multinazionali», dicono le associazioni che stanno organizzando la mobilitazione.
Tra queste Abruzzo Social Forum, Wwf Abruzzo, Marelibero.net, Pescara in comune by amici di Beppe Grillo, Arci Chieti, Fp Cgil Abruzzo, Giovani Comuniste/i, Punto Pace Pescara - Pax Christi, PeaceLink Abruzzo, Collettivo onda libera, Cooperativa Il Mandorlo Bottega Commercio equo, Site.it, Caritas – Diocesi Pescara, R.. R.. Resh, Filcem-Cgil Abruzzo, Emporio Primo Vere.
«Gli effetti della privatizzazione sono ormai noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe sono aumentate fino al 400%!) e mancati investimenti per la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo».
La regione Abruzzo ha approvato un emendamento al Dpfer che impegna la Regione a preservare il carattere pubblico dell'acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio idrico deve ritenersi «privo di rilevanza economica».
«Chiediamo ora al presidente Chiodi», dicono i comitati, «di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Ronchi (come hanno già fatto altre quattro regioni)».
Molti comuni italiani e abruzzesi stanno avviando l'iter per inserire nei propri Statuti un articolo che definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”.
A Pescara, Teramo, L'Aquila, e in molte altre grandi città è già stata presentata la proposta di modifica degli statuti comunali; in alcuni addirittura la delibera è già in discussione e sta per essere approvata la modifica.
L'intervento del Segretario della Camera del Lavoro di Pescara, Paolo Castellucci ha rimarcato l'interesse dei lavoratori a difendere il servizio idrico contro le esternalizzazioni privatizzatrici e «per garantire quel nesso inscindibile tra qualità del lavoro e qualità del servizio che solo una gestione pubblica può valorizzare a pieno».
Il 20 marzo è stata convocata una grande manifestazione nazionale a Roma a sostegno di tutte le iniziative messe in campo contro la privatizzazione dell'acqua e sarà la data di avvio della campagna referendaria che mobiliterà milioni di persone in tutta Italia.
Intanto il prossimo fine settimana (23 e 24 gennaio) in decine di località abruzzesi ci saranno banchetti informativi e si raccoglieranno le firme a sostegno delle delibere di modifica degli Statuti comunali. (presidi a Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona, Vasto, Montesilvano, Francavilla, Giulianova e in molti altri comuni abruzzesi).
La campagna di mobilitazione viene aggiornata anche sul sito nonlasciamolifare.org.
Aderiscono all'iniziativa anche Rifondazione Comunista-SE, Italia dei Valori, Partito Comunista dei Lavoratori, Verdi, Partito di Alternativa Comunista.

21/01/2010 16.03