Pd: «nomine commissari e manager Asl illegittime»

Alessandro Biancardi

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Pd: «nomine commissari e manager Asl illegittime»
PESCARA. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le nomine che la giunta laziale ha operato nella sanità perché il settore è commissariato: la stessa situazione dell'Abruzzo.
Potrebbe aprirsi un ulteriore fronte di scontro tra la minoranza di centrosinistra e la giunta Chiodi che da qualche settimana ha nominato i nuovi manager delle Asl accorpate, durante il commissariamento.
A porre sul tavolo il nuovo problema è il Pd abruzzese secondo il quale la giunta Chiodi non poteva procedere alle nomine né al commissariamento delle Asl, «operazione con cui il Pdl ha voluto occupare i posti di potere forzando la mano».
Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, commentando una sentenza della Consulta chiede spiegazioni all'esecutivo abruzzese.
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le nomine operate nella sanità laziale in quanto, si legge nella sentenza numero 2 del 2010, «rientra tra le facoltà del commissario ad acta il potere non già soltanto di proporre alla Regione 'la sostituzione dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere', bensì quello di 'motivatamente disporre' la 'sospensione dalle funzioni' dei direttori generali, facoltà che implica, evidentemente, anche quella della loro sostituzione, trattandosi di assicurare, con tale misura, la continuità nello svolgimento di incarichi che - per il loro carattere apicale - non tollerano alcuna vacatio».
Secondo Paolucci ora si rischiano ripercussioni sulle nomine effettuate dalla giunta Chiodi con riflessi anche sulla soppressione delle Asl di Lanciano-Vasto e Avezzano-Sulmona.
«La sentenza della Consulta dà ragione alle posizioni da noi espresse in Consiglio regionale e pubblicamente - ha sottolineato Paolucci - perché la giunta Chiodi ha voluto occupare le poltrone forzando le regole e piegando gli interessi dell'Abruzzo alla fame di incarichi del Pdl ed alle promesse clientelari. Il primo atto del centrodestra nella sanità è stato quello di provare a sistemare gli amici, mentre i cittadini continuano a subire liste d'attesa interminabili e interi reparti sono sul punto di scoppiare per la drammatica carenza di personale, in una situazione di grave disorganizzazione e peggioramento del servizio».
«La giunta Chiodi ha esposto l'Abruzzo ad un rischio enorme», aggiunge il capogruppo del Pd al Consiglio regionale Camillo D'Alessandro, che al momento del commissariamento delle Asl aveva proposto l'improcedibilità della norma con gli stessi motivi oggi acclarati dalla Corte Costituzionale, inserendoli in un documento tecnico-giuridico bocciato dalla maggioranza.
«Ora», prosegue, «per la Regione rischia di aprirsi la fase dei contenziosi: qualunque atto dei commissari e degli attuali direttori generali rischia di essere oggetto di contenzioso da chi dovesse sentirsi chiamato in causa, a partire dalle cliniche private. Il primo atto che rischia di saltare è proprio quello della fusione delle Asl. Ma visto che questo rischio l'avevamo denunciato in Consiglio regionale, facendo riferimento ad altre sentenze della Consulta, non vorremmo che tutto questo sia stato proprio cercato. Chiodi subisce uno smacco evidente».

18/01/2010 17.24