Chiodi-commissario presenta le sue linee guida per la ricostruzione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si muove in sette punti il Piano di indirizzo strategico per la ricostruzione che stamane il Commissario delegato alla ricostruzione, Gianni Chiodi, ha presentato all'esame dei sindaci dei 57 comuni del cratere.
Con Chiodi erano presenti il vicecommissario Massimo Cialente e il responsabile della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, struttura che sarà operativa dal primo febbraio.
Ai sindaci del cratere è stato confermato che le linee di indirizzo per la ricostruzione «rappresentano un nuovo concetto di governance che presuppone un nuovo ruolo di tutti i soggetti pubblici e privati».
«La Struttura tecnica di missione - ha ribadito Gianni Chiodi - dovrà colloquiare con le strutture tecniche e amministrative dei comuni, ma soprattutto dovrà essere il punto di riferimento di tutti i sindaci del cratere».
Su questo punto il Commissario non ha mancato di puntualizzare la composizione della Struttura di missione, alla luce soprattutto delle richieste prevenute in questi giorni da alcune rappresentanze di settore per una eventuale partecipazione.
«Ribadisco - ha detto Chiodi - che essa non è un organismo istituzionale o di rappresentanza ma una struttura composta di 30 membri, di cui la metà di dirigenti e funzionari di alcuni ministeri che avranno il compito di raccordo tra il potere centrale e il territorio regionale. La presenza dello Stato non è da intendere come invasiva, ma solo dettata dalla necessità che queste strutture funzionano sempre in chiave commissariale e soprattutto come impegno reale e diretto del Governo nazionale nel processo di ricostruzione. L'altra metà della Struttura - ha proseguito Chiodi - sarà composta da personale altamente specializzato, selezionato attraverso bandi pubblici di concorso ai quali vi potranno accedere tutti, sul modello insomma della Derivate Unit di Tony Blair. I soggetti selezionati verranno assunti e dovranno garantire l'esclusività della loro prestazione professionale. Nella Struttura di missione dunque - sottolinea il Commissario - non c'è spazio per presenze istituzionali che invece saranno garantite su altri tavoli e per altri obiettivi, al pari delle rappresentanze delle categorie professionali».

15/01/2010 16.06