Inchiesta Del Turco. Interrogazione bipartisan:«violati diritti costituzionali?»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il governo ed il ministro della Giustizia dovranno rispondere ad una interrogazione bipartisan (Pd-Pdl) sull’inchiesta che ha portato incarcere l’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. * ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE



ROMA. Il governo ed il ministro della Giustizia dovranno rispondere ad una interrogazione bipartisan (Pd-Pdl) sull'inchiesta che ha portato incarcere l'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco.

* ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE


Nell'interrogazione si chiede se nell'ambito dell'inchiesta siano stati «violati diritti costituzionali individuali» e «se lo svolgimento della vita democratica della Regione non sia stato irrimediabilmente compromesso dai comportamenti della magistratura».
A firmare l'interrogazione sono i senatori del Pd (Franca Chiaromonte, Pietro Marcenaro, Adriano Musi, Luciana Sbarbati) e del Pdl (Luigi Compagna, Ombretta Colli, Antonino Caruso, Diana De Feo, Marcello Pera e Vincenzo Fasano).
I firmatari chiedono inoltre al governo «come si possa impedire in futuro il ripetersi di inchieste tanto palesemente disancorate al rispetto delle norme costituzionali in termini di diritti individuali».
In premessa all'interrogazione, i senatori rilevano come la magistratura non abbia adottato alcun provvedimento restrittivo della libertà individuale dell'accusatore, Vincenzo Angelini «nonostante esso fosse stato esplicitamente richiesto dai Nas dei Carabinieri».
E' solo l'ultimo atto di sindacato ispettivo dei parlamentari iniziato appena pochi giorni dopo il 14 luglio 2008 quando furono operati gli arresti dell'inchiesta Sanitopoli.
In una interrogazione del 28 luglio 2008 il deputato Giuliano Cazzola  chiedeva al ministro della giustizia chiede di far luce sulla fuga di notizie riguardanti l'indagine, sull'isolamento al quale è stato sottoposto Del Turco
«Ottaviano Del Turco», scrive Cazzola, «a seguito della successiva richiesta di scarcerazione inoltrata dai propri legali, e respinta dal Gip, resta ancora rinchiuso nel carcere di Sulmona, nonostante le sue condizioni di salute siano critiche; non sembrano esservi reali motivi ostativi alla cessazione della misura cautelare in carcere per Ottaviano Del Turco, avendo il medesimo rassegnato le dimissioni dalla carica ricoperta; ad avviso dell'interrogante, le modalità di esecuzione del mandato di arresto di Ottaviano Del Turco non sono avvenute nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali in materia di libertà personale e le notizie diffuse dalla stampa su fatti che costituiscono ancora oggi elementi di indagine e che restano per il momento prive di conferme oggettive comportano un grave pregiudizio per i diritti di Ottaviano Del Turco».
Un'altra interrogazione presentata dal deputato Donato Lamorte il 28 settembre 2008 chiedeva come poteva Angelini ancora essere titolare degli accreditamenti e dunque di essere ancora creditore di somme elevatissime.


14/01/2010 14.40

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ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTEROGAZIONE

Atto n. 4-02524

Pubblicato il 14 gennaio 2010
Seduta n. 312

PERA , CHIAROMONTE , COMPAGNA , SBARBATI , MARCENARO , MUSI , COLLI , CARUSO , DE FEO , FASANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per i rapporti con le Regioni e della giustizia. -

Premesso che:

circa 17 mesi fa la Procura della Repubblica di Pescara decideva di sottoporre a lunga custodia preventiva in carcere, di cui i primi quattro giorni in condizioni di isolamento totale, il Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco;

a seguito di tale provvedimento di carcerazione il Presidente si vedeva costretto a presentare le proprie dimissioni;

ne seguiva l'inevitabile scioglimento del Consiglio regionale, di origine elettiva ed organo a suo modo costitutivo ed essenziale dell'ordinamento statutale;

il Procuratore della Repubblica di Pescara, all'indomani dell'emissione del provvedimento, in una conferenza stampa, affermava come sulla colpevolezza di Del Turco vi fossero "montagne di prove schiaccianti", acquisite grazie ad un "meritorio collaboratore";

successivamente il giudice per le indagini preliminari titolare dell'inchiesta rilevava come le visite in carcere di alcuni parlamentari (di diverso schieramento politico) avrebbero dato occasione a Del Turco di fornire indicazioni su come nascondere i proventi del malaffare;

solo alla fine del 2009 dagli atti di fine indagine si sarebbero appresi fatti ed elementi già noti agli inquirenti al momento dell'avvio dei provvedimenti cautelari relativi a Ottaviano Del Turco, ma negati alla conoscenza della difesa;

da tali fatti e da tali elementi emerge come: a) non sia stato adottato alcun provvedimento restrittivo della libertà individuale dell'accusatore, nonostante esso fosse stato esplicitamente richiesto dai NAS dei Carabinieri; b) il trattamento riservato all'accusatore non sia stato quindi analogo a quello adottato nei confronti del Presidente della Regione Abruzzo accusato,

gli interroganti ritengono che: a) siano stati violati diritti costituzionali individuali; b) l'ordinato svolgimento della vita democratica della Regione Abruzzo sia stato irrimediabilmente compromesso dai comportamenti della magistratura procedente; c) occorre impedire in futuro il ripetersi di inchieste tanto palesemente disancorate dal rispetto delle norme costituzionali in termini di diritti individuali,

si chiede di conoscere le valutazioni del Governo sui fatti richiamati in premessa e se esistano strumenti istituzionali per acquisire una nitida ricostruzione della vicenda.