Regione. Il concorso non arriva e l'incarico viene confermato in automatico

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se da un lato ci sono decine di precari che a fine anno hanno dovuto lasciare il posto di lavoro per incarichi non rinnovati, in questi giorni c'è anche qualche dirigente che festeggia perchè ha avuto una nuova proroga del proprio contratto a tempo determinato e non sarà costretto a tornare a casa. IL PARERE LEGALE DI PASQUALI
Perchè lui sì ed altri no?
E' questa la domanda più frequente che senti rivolgerti quando si prova ad esplorare il campo minato delle proroghe discrezionali di contratti scaduti e rinnovati.
In periodi di crisi perdere il posto di lavoro, precario che sia, è una sventura.
Ne sanno qualcosa cinquanta giovani e meno giovani dell'Arta ai quali non è stato rinnovato il contratto per il 2010 e lo hanno scoperto solo negli ultimi giorni dell'anno appena concluso.
Sempre in tema di precari invece pare che un altro ente strumentale, l'Arit, abbia prorogato i contratti degli stessi precari cococo.
E proprio il 31 dicembre la giunta regionale si è attivata per ''salvare'' uno dei suoi dirigenti senza contratto fisso che occupa un posto che dovrebbe essere occupato da una persona selezionata tramite concorso pubblico. Qui il discorso cambia e non si parla più di precari con paghe intorno a mille euro, se va bene.
Ma questo concorso proprio non vuole arrivare e la proroga semi-automatica resta l'unica alternativa.
L'inerzia dell'ente pubblico diventa così la fortuna di Carmine Cipollone con contratto a tempo determinato, prorogato e riprorogato che lavora al Servizio Bilancio della direzione Riforme Istituzionali Enti Locali, Bilancio e Attività sportive. Un settore importante attraverso il quale passano tutte le carte che poi servono per stilare il miliardario bilancio della Regione, insomma non esattamente l'ultimo dei settori.
Cipollone è entrato ormai qualche anno fa nella pubblica amministrazione come semplice impiegato, poi si è laureato, ha vinto un concorso da funzionario al Comune dell'Aquila, grazie alla mobilità è passato alla Regione ed è diventato dirigente al Bilancio nell'era dell'ex assessore D'Amico. Era il 2007.
Nel 2008 l'incarico viene prorogato per 12 mesi e si annuncia la procedura concorsuale in arrivo.
A fine 2008 l'incarico (giunta Paolini, semi monca dopo l'arresto di Del Turco) viene prorogato nuovamente di un anno e il famigerato concorso sembra sempre dietro l'angolo.
A fine 2009 la giunta Chiodi proroga ancora.
E il concorso? Sempre lì, ''quasi'' in dirittura d'arrivo.
Sulla questione negli anni scorsi è già stato inviato un esposto alla Procura della Repubblica ma niente pare muoversi. La questione però sembrerebbe chiara e gli inquirenti si sarebbero fatti una idea…
Per ora tutto è top secret ma la storia si ripete anche quest'anno…

MA IL CONCORSO DOV'E'?

Infatti, il presupposto previsto dalla legge per procedere al rinnovo consiste nella condizione che «siano state attivate le procedure concorsuali dei posti vacanti».
Questa condizione non si è però avverata in quanto nessuna procedura concorsuale sarebbe stata mai attivata.
In più il comma 2-bis della legge regionale stabilisce che "qualora le procedure concorsuali relative ai posti dirigenziali vacanti di cui ai commi 1 e 2 non fossero concluse entro dodici mesi dalla loro attivazione, gli incarichi di dirigenza afferenti ai medesimi possono essere rinnovati o nuovamente conferiti fino al completamento delle procedure concorsuali medesime e comunque non oltre il termine del 31 dicembre 2009".
Termine scaduto e questo vuol dire che il dirigente del Servizio Organizzazione e Sviluppo delle Risorse Umane non avrebbe potuto consentire né il rinnovo dell'incarico per un ulteriore anno, né la proroga fino al 31.12.2009.
Ma le norme devono essere interpretate a volte anche con qualche forzatura, sta di fatto che la Regione si fa forte di un parere legale.
La proroga disposta, come detto, non poteva avere luogo perchè mancherebbe il presupposto che sta alla base di tutto: manca l'attivazione delle procedure concorsuali.
Ma la Giunta regionale (avallato dalla dirigenza del settore personale) ha confidato su un parere reso dall'avvocato Sandro Pasquali, direttore dell'Avvocatura Regionale, lo stesso che aveva anche fornito parere sulla delibera contestata del pagamento dei 14 mln di euro in favore della Deutsche Bank, nel mirino dell'inchiesta Sanitopoli.
Secondo il pensiero espresso in parere la procedura concorsuale anziché iniziare con l'indizione del bando di concorso, inizierebbe con l'approvazione del provvedimento della Giunta Regionale avente ad oggetto la programmazione triennale del fabbisogno. Dunque un passo prima. Un artifizio burocratico, un cavillo, che giustificherebbe i provvedimenti di proroga del dirigente anche in mancanza assoluta da anni di concorsi (un fatto difficilmente smentibile).
Insomma la questione è sì puramente giuridica ma potrebbe diventare giudiziaria se dalle indagini di una procura abruzzese dovessero emergere rilievi di illegittimità penali.
La proroga –potrebbe essere una linea di pensiero- costituirebbe inoltre una deroga al principio del pubblico concorso – che è la forma generale e ordinaria di reclutamento per le pubbliche amministrazioni.
Alla fine però la questione centrale rimane una: perchè non è stato indetto il concorso?
Non si sa ma la logica conseguenza è che gli incarichi vengono rinnovati automaticamente.
Solo però ad una “selezionata” cerchia di persone.
Ultimo punto da rilevare è il passaggio nella delibera di proroga proposta dall'assessore al Bilanco, Carlo Masci, del 30 dicembre scorso: «la prosecuzione dell'incarico è indispensabile per garantire, in questo momento difficile per l'ente, il regolare svolgimento dei compiti dell'ufficio, fino alla conclusione delle procedure concorsuali in corso di svolgimento».
Procedure concorsuali in corso di svolgimento?

Alessandra Lotti 07/01/2010 12.30

IL PARERE LEGALE DI PASQUALI

Chiede di intervenire sulla questione Sandro Pasquali, direttore dell'avvocatura regionale che ha stilato il parere per la proroga dell'incarico e precisa «la programmazione triennale costituisce l'atto presupposto, indefettibile, che consente poi all'Ente di scegliere se, come e quando, ricoprire i posti per le professionalità delle quali intende avvalersi, e con gli strumenti contrattuali e di reclutamento ritenuti più idonei, ma è solo questa specifica fase procedimentale che realizza la effettiva attivazione delle procedure concorsuali, elemento al quale la legge regionale riconnette la possibilità di affidamento di incarichi dirigenziali ex art. 2 l.r. 35/2006.”».
Lasciando il burocratese da parte resta un fatto che da anni il concorso in questione non parte e si preferisce adottare altre soluzioni per selezionare i dirigenti.

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