Sanità: obiettivo conti per nuovi manager. Quello di Chieti arriva dalla Bocconi

Alessandro Biancardi

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Sanità: obiettivo conti per nuovi manager. Quello di Chieti arriva dalla Bocconi
ABRUZZO. Il 2 gennaio, sabato, era già al lavoro negli uffici del SS. Annunziata a Chieti. Un breve incontro con i dipendenti in servizio, una presa di contatto rapida in giro tra i reparti e poi appuntamento a lunedì.
Si è presentato così Francesco Zavattaro, il professore della Bocconi di Milano appena nominato manager della Asl provinciale di Chieti-Lanciano-Vasto.
Una decisione “decisionista” del presidente Gianni Chiodi, che ha sentito solo l'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni e che nell'occasione ha anche deliberato che alla Asl dell'Aquila resta come manager il commissario Giancarlo Silveri: ha ben meritato nei tre mesi di lavoro appena trascorsi.
In realtà il giudizio positivo sui commissari riguarda anche Tommaso Staniscia, commissario a Chieti, capace di arrivare rapidamente – con i sub commissari Giancarlo Barrella e Raffaele Di Nardo - alla fusione tra la Asl teatina e quella di Lanciano-Vasto.
Ma Staniscia – che comunque non aveva i requisiti per diventare manager (il che in passato non è stato un problema) - è forse rimasto senza copertura politica, visto lo scontro tra il senatore Di Stefano ed il presidente Chiodi proprio sulle nomine.
A sorpresa, infatti, a fine anno, approfittando forse delle vacanze di vari esponenti politici regionali, il presidente “motu proprio” ha sfornato due nomi che sembrano indicare una scelta precisa per la sanità abruzzese: la priorità sarà senz'altro il Piano di rientro dal debito.
Con buona pace di chi sperava in un ammorbidimento della linea dura dei tagli e dei risparmi.

CONTROLLO DELLE SPESE E RIENTRO DAI DEBITI

La lotta alla sanità solo ragionieristica era stata un cavallo di battaglia del Pdl ed era stata quella che aveva bruciato le simpatie per i vecchi manager nominati dal centrosinistra.
Costretta a rigar dritto dal commissario governativo Gino Redigolo, la cui Bibbia era il Piano di rientro seguito passo passo all'unisono con l'Agenzia sanitaria nazionale che controlla le regioni con i debiti, la politica aveva uno spazio di manovra ridotto e navigava senza prendere il largo, ma solo costeggiando i grafici del risparmio a tutti i costi.
Cambia qualcosa con Zavattaro e con Silveri?
Sembra proprio di no, salvo che ora – ad esempio - con ruoli rovesciati rispetto a prima vedremo il centrosinistra sulle barricate a difesa dei piccoli ospedali da chiudere. Scherzi della politica, dove è pericoloso rilasciare una dichiarazione strumentale che diventa uno slogan: qualcuno se ne potrebbe ricordare.

POLEMICHE A PARTI ROVESCIATE PER I MANAGER VENUTI DA “FUORI”

Come è capitato per le lunghe polemiche “campanilistiche” contro i manager che “venivano da fuori” (intendendo per “fuori” le Marche con Mario Maresca e Michele Caporossi, rispettivamente alle Asl di Chieti e di Lanciano).
«Un'ulteriore offesa alla professionalità del personale sanitario e amministrativo abruzzese», tuonò il centrodestra, commentando queste nomine a Lanciano e Chieti e attaccando ferocemente gli esponenti della maggioranza di centrosinistra della provincia di Chieti “incapaci” di difendere le professionalità del territorio e vittime di uno scippo da parte del presidente della Regione.
Ora, invece, i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano plaudono alla scelta, soprattutto di Zavattaro che viene dalla Bocconi di Milano.
«Ma è originario di Castiglione a Casauria», si legge nei comunicati, quasi a parare le probabili critiche e come se non fosse noto che, ad esempio, Maresca era originario di Fossacesia.
Ma il tutto potrebbe essere risolto con la nomina del direttore sanitario e di quello amministrativo, attingendo tra il personale in servizio. Detto che erano sbagliate le critiche di allora e che quindi sono sbagliate anche quelle di oggi, sarebbe meglio soffermarsi sulle qualità del nuovo manager che è uno dei massimi esperti di economia sanitaria.

A CHIETI IL MANAGER È UN ESPERTO DI ECONOMIA SANITARIA


Basta cliccare sul sito della Bocconi
per trovare decine di pubblicazioni, di corsi specialistici, di incontri di aggiornamento. C'è tra l'altro chi lo ha conosciuto molti anni fa, quando iniziò tra i primi a parlare di Drg ospedaliero (il costo standard di una prestazione) o a tenere 10 anni fa corsi di aggiornamento della Vichy per i Farmacisti.
Insomma una scelta di qualità che il presidente Chiodi ha il merito di aver difeso fino in fondo dall'attacco di chi era contrario. Si apre così una nuova stagione nella sanità abruzzese?
Saranno i prossimi provvedimenti a dire in quale direzione si muoveranno i due nuovi manager: se aumenteranno i servizi e diminuiranno le liste di attesa, se i piccoli ospedali saranno riconvertiti ed in che modo, se la politica del personale sarà orientata a riassorbire i precari, se saranno riattivate le mobilità, se avrà finalmente slancio l'assistenza sanitaria sul territorio, se anche i medici di famiglia saranno interessati ad una riforma per farli lavorare di più senza scaricare il peso dell'assistenza sull'ospedale, se la sanità privata sarà più controllata, se... la lista è lunga e ci fermiamo qui.
C'è però un indizio che aiuta a capire in che senso di marcia è avviata la sanità abruzzese.

ANCHE IL SUB COMMISSARIO DI CHIODI È UN'ESPERTA DI PIANI DI RIENTRO

E' passata sotto silenzio, salvo che tra gli addetti ai lavori, la nomina del sub commissario di Chiodi, che come noto ha sostituito il dimissionario Redigolo. L'incarico è stato affidato a Giovanna Baraldi, anche lei – sembra – della scuola del professor Elio Borgonovi sempre della Bocconi, docente di economia delle amministrazioni pubbliche e fondatore del Cergas (Centro ricerche e gestione attività sanitaria e sociale), l'Istituto da cui proviene Zavattaro.
A livello nazionale questa studiosa è responsabile con l'Agenas dei Piani di rientro delle Regioni “canaglia”.
Come dire che se prima Redigolo riferiva a Roma i progressi del risanamento, adesso il collegamento è diretto, così come le decisioni da prendere e che Chiodi deve controfirmare.
Questo significa che le scelte impopolari che si annunciano saranno presentate come un'inevitabile scelta tecnica, una strada obbligata per diventare Regione virtuosa. E tutto sommato va bene così.
Prima o poi doveva capitare.
Peccato che a pagare rischiano di essere i cittadini che non hanno colpe, salvo quella di non aver controllato gli sperperi e le ruberie dal 2001 ad oggi.

CHE FINE FARANNO LE AZIENDE AUTONOME UNIVERSITARIE?

In questo quadro di attesa, registriamo infine solo la protesta della Preside della Facoltà di Medicina dell'Aquila che lamenta di non essere stata nemmeno informata di queste nomine.
Il preside di Chieti, che aveva un suo docente (Staniscia) come commissario della Asl, è più silenzioso. Sullo sfondo la grande questione del futuro – se ci sarà – dell'azienda universitaria autonoma negli ospedali di Chieti e dell'Aquila.
Dopo il rinvio della data di realizzazione, slittata sine die con il decreto sul terremoto, c'è scetticismo negli ambienti della d'Annunzio.
Ma almeno nessuno minaccia, come capitò nei primi anni duemila, di cacciare gli universitari dall'ospedale.


Sebastiano Calella 04/01/2010 8.21

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