Verso l'approvazione del Dpefr. Chiodi: «entro 2012 Regione risanata»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si annunciano tempi lunghi per l'approvazione del documento di programmazione economico finanziario regionale (Dpefr) all'esame del Consiglio regionale convocato per la sessione di bilancio. * DOCUMENTO IN AULA SENZA PARERE ENTI LOCALI * BILANCIO, SCLOCCO (PD): «SERVIZI SOCIALI, MANCANO 15 MILIONI DI EURO»

I lavori, dopo circa cinque ore, sono ancora caratterizzati dalla fase degli interventi da parte dei consiglieri regionali che hanno venti minuti a disposizione.
Inoltre, come ha sottolineato il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, è pronto un centinaio di emendamenti al Dpefr.
L'approvazione potrebbe avvenire nella tarda serata.
Domani il consiglio dovrà esaminare le bozze di finanziaria e bilancio: a tale proposito, sarebbero in preparazione da parte delle opposizioni circa duemila emendamenti.
A prendere la parola per primo è stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Per la prima volta il governatore ha relazionato sul Dpefr con l'ausilio di slide che hanno illustrato all'Aula la piattaforma di lavoro dell'intero documento di programmazione.
In oltre un'ora di intervento, il presidente della Regione ha ribadito che «entro il 2012 la Regione sarà risanata»" dal punto di vista finanziario e che il «Dpfer e la legge finanziaria saranno gli strumenti che più di tutti metteranno in atto il processo di risanamento».
Chiodi ha detto che «il Dpfer 2010-2012 si colloca in un contesto di profonda crisi economica, congiunturale e strutturale. Le componenti strutturali di questi crisi si sostanziano in: deficit competitivo, deficit pubblico regionale, deficit infrastrutturale, dualismo territoriale, divario fiscale, deficit politico-istituzionale».
Su fronte del deficit pubblico regionale, Chiodi ha sottolineato che «l'indebitamento percentuale rispetto al Pil subisce, a partire dal 2000, un'impressionante trend di crescita passando dal 2,4% (2000) al 14,2% (2007). In termini assoluti si passa dai 558 milioni di euro del 2000 ai 3 miliardi 982 milioni del 2007, tenendo conto – aggiunge Chiodi – che dal 2002 al 2007 le addizionali Irap in Abruzzo sono aumentate dell'87% a fronte di un aumento nazionale nello stesso periodo del 23%" Per Chiodi la Regione deve concentrarsi "sulle componenti strutturali, sulle aree più in difficoltà (Abruzzo centrale e Valle Peligna), sul cratere del sisma e sull'area della piccola impresa e dei distretti produttivi».

L'ABRUZZO DEL FUTURO


Gli strumenti che secondo il presidente della Regione devono essere utilizzati per programmare lo sviluppo sono: Fondi Fesr per 330 milioni di euro; Fondi Fas e competitività circa 177 milioni di euro; Masterplan circa un miliardo di euro.
Ma – come ha sottolineato Chiodi – «il nodo è il deficit pubblico e le sue due maggiori componenti: il sistema sanitario regionale e la regione stessa. Nel 2009 il debito totale, che è pari a 3,5 miliardi di euro, dopo un lungo periodo di crescita costante, è tornato ai livelli inferiori al quelli del 2006; nessun nuovo mutuo è stata contratto nel 2009 e 2010 per finanziare la spesa regionale, mentre il disavanzo di amministrazione della Regione (280 mln) è tornato ai livelli precedenti il 2005. Per quanto riguarda la sanità regionale – ha aggiunto Chiodi – il debito si è ridotto nel 2009 di 196 milioni di euro, mentre il trend di disavanzo annuale è in flessione ed è previsto in 80 milioni. Per effetto delle attività di copertura, e tenendo conto del disavanzo della sanità 2009, le coperture presumibilmente necessarie sono ancora tra i 70 e i 100 milioni di euro».
Sul fronte delle riforme nel settore sanità, il presidente Chiodi ha illustrato anche gli interventi previsti nel prossimo triennio: dalla riduzione dei presidi ospedalieri e la loro riconversione fino alla riduzione delle unità operative e la loro riqualificazione.

IL TERREMOTO E IL DEBITO SANITARIO

Nel Dpfer discorso a parte il presidente Gianni Chiodi lo ha riservato al terremoto. Sul fronte della programmazione, Chiodi ha detto che «c'è stata la rimodulazione del fondi Fesr per 83 milioni di euro», elencando i principali stanziamenti del governo al terremoto.
Dai 4 miliardi per la ricostruzione ai 200 milioni per la viabilità; dai 226 milioni per le scuole ai 700 per il Piano Case; dai 77 milioni per l'Università ai 40 milioni per la zona Franca.
Il presidente ha poi invocato una legge regionale specifica per il terremoto dell'Aquila e «la legge, per la delicatezza della situazione – ha spiegato - non può che essere il frutto di un'attenta elaborazione tra tutte le forze politiche regionali dalle quali ricevere unanime consenso».
Il presidente Chiodi ha parlato poi dei risultati positivi del bilancio 2009, che «ha portato alla riduzione del costo del debito dai -94 milioni del 2008 ai -82 milioni del 2009 ai -79 milioni del 2010. In questo modo il costo del debito sarà stato ridotto del 16% circa».
Per quanto riguarda la riduzione dell'indebitamento della Regione senza sistema sanitario, si è passati da un miliardo del 2008 ai 970 milioni del 2009 ai 938 milioni del 2010, portando così una riduzione del 6,3%.

COSTANTINI (IDV): «CHIODI NON HA CORAGGIO»

«La più grande sfida dell'Abruzzo per i prossimi anni, sul piano della programmazione economico-finanziaria, è la ricostruzione del centro storico de L'Aquila e la sua rinascita sul piano sociale, culturale ed economico».
Così Carlo Costantini (Idv), dopo la presentazione del documento sulla programmazione economica della regione Abruzzo.
«Chiodi si è assunto come merito personale la riduzione dell'ammontare delle rate di ammortamento dei mutui della Sanità, dipesa esclusivamente dall'abbattimento dei tassi conseguente alla riduzione del costo del denaro o la riduzione del debito, derivante dal semplice pagamento delle rate di mutuo - continua Costantini - Per compensare questo comportamento inconsistente l'Italia dei Valori ha presentato emendamenti puntuali, che esprimono un approccio aderente alla realtà, come quello che impegna la Regione a conservare, migliorandola e rendendola più efficiente e trasparente, la gestione pubblica dell'acqua; come quello che impegna la Regione ad adottare una normativa che impedisca il ripetersi di situazioni scandalose, oltre che inaccettabili per il mercato (ad esempio quella che ha visto, nel settore dei rifiuti, in posizione sostanzialmente monopolistica, lo stesso gruppo imprenditoriale privato occuparsi sia della raccolta, che dello smaltimento dei rifiuti); come quelli a favore degli studenti universitari de L'Aquila, per i trasporti, per la residenzialità, per l'esonero delle tasse universitarie».
«Non è vero che i soldi mancano; i soldi mancano perché la politica è senza coraggio e non decide. E Chiodi ha deciso di non decidere, lasciando invariata la quota del 90% delle entrate della Regione che una Sanità allo sbando sottrae ogni anno allo sviluppo ed alla occupazione», ha chiuso nella sua nota.

28/12/2009 19.05

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DOCUMENTO IN AULA SENZA PARERE ENTI LOCALI

ABRUZZO. Arriverà oggi in consiglio regionale il voto sul documento di programmazione finanziario, uno degli atti più importanti per la gestione di una Regione.
«Così Chiodi pretenderà di azzerare il ruolo degli Enti Locali abruzzesi», contesta il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini.
Infatti il documento non è stato letto, denuncia Costantini, dal sindaco de L'Aquila, dal presidente della Provincia de L'Aquila, così come dagli altri presidenti di provincia e dagli altri sindaci di città capoluogo, che per legge avrebbero dovuto esprimersi sul dpefr in sede di Conferenza permanente Regione-Enti Locali, fornendo il loro essenziale contributo di proposta.
Fuori anche i rappresentanti dell'Anci (Comuni) e dell' Upa (Province).
Ma c'è di più. Infatti, come ricorda l'esponente dell'Italia dei Valori, il documento doveva essere approvato dal Consiglio Regionale entro il 30 giugno, «4 mesi prima del bilancio e della legge finanziaria».
«Chiodi», contesta Costantini, «lo ha invece proposto per l'approvazione al Consiglio Regionale l'11 dicembre, alcune settimane dopo l'approvazione in Giunta del bilancio e della legge finanziaria, facendo convocare la Conferenza permanente Regione-Enti Locali per il 14 dicembre, nonostante per legge il termine per l'espressione del parere fosse di 10 giorni».
Così è finita che il 14 dicembre i protagonisti della Conferenza Regione-Enti Locali erano tutti assenti e il dpefr andrà in aula oggi senza il confronto necessario.
«Non è una questione di forma», sottolinea ancora Costantini, «ma è una questione di sostanza, che tradisce non solo l'incapacità di Chiodi e della sua maggioranza di rispettare le leggi, ma soprattutto l'insofferenza rispetto a qualsiasi processo di partecipazione democratica e di condivisione reale delle scelte piu' importanti, dalle quali dipende il futuro stesso della nostra Regione».
Cialente e Pezzopane, ad esempio, saranno costretti a subire decisioni che interesseranno pesantemente i territori terremotati senza aver potuto aprire bocca nella sede preposta della Conferenza permanente Regione – Enti Locali.
«E' un modo di procedere inaccettabile», chiude il consigliere regionale d'opposizione, «che l'Abruzzo è stato costretto a subire da Bertolaso e Berlusconi in occasione dell'evento eccezionale del terremoto, ma che ora Chiodi vuole trasformare da eccezione in regola, tra l'altro senza averne ne' i poteri, ne' le capacita', visto il vuoto assoluto di contenuti e di proposte concrete ed operative espresso dal suo dpefr».

28/12/2009 11.03

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BILANCIO, SCLOCCO (PD): «SERVIZI SOCIALI, MANCANO 15 MILIONI DI EURO»

«Per portare a termine i Piani sociali di zona, i Comuni abruzzesi hanno bisogno di 22 milioni di euro (15 per il 2010, 7 per completare il 2009) ma la giunta Chiodi ha inserito nel bilancio regionale appena 7 milioni. Con la conseguenza che sono a rischio i servizi essenziali per le famiglie, l'infanzia, gli anziani».
Lo denuncia Marinella Sclocco, consigliera regionale del Partito Democratico.
«Siamo in una condizione di panico generale fra i Comuni» dice Sclocco, «perché si chiede loro di continuare a lavorare ma senza sapere se ci saranno i soldi. I 7 milioni stanziati sono infatti del tutto insufficienti e la giunta lo sa perché dice che verranno integrati con i Fas: ma la giunta sa anche che le risorse dei Fas arriveranno solo nel 2011 e che dovranno coprire più annualità. Nei fatti, fra qualche giorno saranno a rischio servizi essenziali per centinaia di cittadini come l'assistenza agli anziani, l'assistenza domiciliare, i progetti per l'infanzia, i servizi per la disabilità».
«Noi» insiste Sclocco «crediamo invece che l'innovazione e la qualificazione del welfare siano, insieme, condizione e fattore decisivi per un superamento della crisi e per un nuovo sviluppo della nostra regione, poiché riteniamo che non esiste percezione della crescita economica, e della sua ripresa, che non sia legata alla soddisfazione dei bisogni delle persone, né idea di sviluppo che non riguardi e non comprenda entrambe. Sono esigenze che costano, ma questa giunta tiene l'Abruzzo in una condizione umiliante: per ogni bambino spende 56,9 euro, contro una media nazionale di 94,8. E da gennaio sarà ancora peggio».

28/12/2009 11.04