Occupazione e Formazione. Dall’Europa 316 mln: difficile capire come usufruirne

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Verrà l’Europa e salverà l’Abruzzo da tutti i mali? Ma le imprese abruzzesi e la Regione dovranno metterci tanto del proprio.

E' quanto, in sintesi, è emerso dal convegno "Sviluppa le tue potenzialità" di ieri mattina, nell''Auditorium Pretuzzi, durante il quale sono stati presentati, dalla Regione, gli obiettivi del Piano Operativo del Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
Un piano programmato nel 2006 ma avviato ora per evitare la perdita dei finanziamenti.
Una vera e propria pioggia di fondi, ben 316 mln di euro, cadrà sul martoriato Abruzzo, «vittima non solo di un terremoto fisico, ma anche politico ed economico».
«Una somma ingente, da investire sullo sviluppo delle potenzialità dei tanti giovani abruzzesi - ha spiegato l'assessore regionale Paolo Gatti - ma anche e soprattutto per rafforzare il capitale umano della nostra Regione».
Capitale umano, locuzione fulcro della mattinata, ribadita a più riprese anche da tutti gli altri relatori presenti come il professore Pino Mauro, Mario Caputo, della società "Studiare Sviluppo" del Ministero dello Sviluppo Economico ed anche da Giulio Aimeri, partner di "Lattanzio & Associati" ( ditta che curerà la comunicazione delle iniziative regionali in questo ambito).

I BUONI PROPOSITI DELLA REGIONE

Un fiume di buoni propositi e di cifre ha inondato il pubblico: dall' inserimento nel mondo del lavoro, passando per la formazione, e planando sulla competitività.
«Per il 2009 sono previsti 44.301.832 milioni di euro, - ha illustrato Rita Pecoraro Rossi, direttore della Direzione regionale Politiche Attive del Lavoro - per il 2010 sono previste risorse pari ad euro 45.187.868, per il 2011 e 2012 euro 46.091.625 più 47.013.460, e per il 2013 47.953.731 milioni di euro».
A chi sono rivolti gli interventi?
«Maggiormente alle categorie svantaggiate: disoccupati in età avanzata, giovani e disabili. Ma non mancano le borse di studio, i master e assegni di ricerca per i più inclini all'approfondimento», hanno spiegato i relatori.
Molti sono i progetti già valutati e affidati a ditte che operano nell'ambito della formazione, mentre altre attività verranno presto programmate.
Alcune di queste sono state già affidate all'ente strumentale della Regione “Abruzzo Lavoro”, ha precisato Rossi.
C'è ancora molto da fare, quindi, per intercettare realtà che riescano ad investire bene questi soldi.
Su questo punto Gianni Melilla, ex consigliere regionale di centrosinistra ed ora amministratore delegato di Eurobic, è intervenuto consigliando di «spendere bene e non tanto per spenderli».
Dello stesso avviso è stato l'assessore Gatti. Anche questo un ottimo proposito.

ROSSI: «SIA DATO MASSIMO DETTAGLIO DELLE ATTIVITA'»

«Sono molteplici le possibilità di formazione» ha continuato la direttrice regionale Rossi relazionando sugli aspetti tecnico-operativi.
«La distribuzione delle risorse finanziarie - ha spiegato Rossi - fa riferimento a sei assi d'intervento: adattabilità (20% delle risorse), occupabilità (40%), inclusione sociale (13%), Capitale umano (18%), interregionalità e transnazionalità (5%), assistenza tecnica (4%)».
Ci vorrebbe una buona dose di astrazione ed immaginazione per capire come questi paroloni, che anche il programma di scrittura “Word” non riconosce, si materializzino in qualcosa che possa salvare gli abruzzesi dalla disoccupazione che «riguarda 24 mila unità in questo trimestre secondo l'Istat», come ha precisato l'economista Mauro.
«Discorsi sulla luna» ha mormorato qualcuno nel pubblico. E vani sono stati i tentativi di Nino Germano, giornalista del Tg3 e moderatore della tavola rotonda, di riportare i relatori con i piedi per terra.

COME FA UN CITTADINO DISOCCUPATO AD AVVANTAGGIARSI DEI FONDI?

Se fossi un disoccupato di età avanzata od un giovane con una idea, cosa devo fare?
Difficile saperlo.
Anzi se fosse stato lì presente, avrebbe portato a casa tante parole ma poche certezze.
Ma potrà fare affidamento sul sito della Regione per vedere i bandi disponibili, come ha suggerito la direttrice Rossi a fine conferenza.
«Divulgare, informare, dare la consapevolezza di questi progetti» è il cruccio dell'amministrazione regionale -che senza specificare “come”- ha assicurato di lavorare alacremente per garantire la capillarità e la copertura informativa.
«Si utilizzeranno metodi innovativi (internet e media) e interattivi (come Skype) per recapitare il giusto messaggio a tutti i beneficiari» ha specificato Aimeri.

LARGO AI TERMINI INGLESI, MA POI…

«Start up», «skills»,«commitment»,«spin off», «stakeholders», «help desk», ognuno si è divertito ad impressionare il pubblico mostrando padronanza dell'idioma britannico, proprio come fanno gli acrobati lasciando tutti con il fiato sospeso.
Poi però i bandi e l'organico della Regione raccontano un'altra storia e parlano un'altra lingua. Spieghiamo.
In Regione non sono rare le gare d'appalto europee come da normativa, ma lì il bagaglio di cultura inglese sfoggiato in conferenze e convegni viene meno.
Infatti, le ditte partecipanti possono mandare la domanda solo in italiano, essendo comunque permesso dalla legge, perché- ha detto Rossi- « nessuno in Regione è sufficientemente preparato per espletare una gara» in almeno una delle due lingue ufficiali dell'Unione Europea.
«Se un'azienda vuole partecipare deve farsi tradurre tutto in Italiano», ha spiegato la direttrice.
E se un'azienda straniera fosse più efficiente e quindi meno costosa per l'amministrazione e quindi per i cittadini?
Probabilmente non lo sapremo mai.

CHI DOBBIAMO TEMERE?

«Chi dobbiamo temere?».
Secondo Caputo, l'Abruzzo non ha nulla da temere nel confronto con altre realtà europee.
Invece la risposta che ha fatto sobbalzare un po' tutti è stata quella dell'assessore Gatti: «dobbiamo temere noi stessi: la classe dirigente abruzzese. Non quella politica, ma quella imprenditoriale, sindacale, giornalistica. Dobbiamo temere il riformismo a tutti i costi, dobbiamo abbandonare vecchie icone e vecchi metodi. E' ora che finiamo di fare la lagna».
Insomma rimboccarsi le maniche e iniziare a fare i veri imprenditori.

Manuela Rosa 18/12/2009 9.13