Passa la legge contro il petrolio, opposizione insoddisfatta

Alessandro Biancardi

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Passa la legge contro il petrolio, opposizione insoddisfatta
ABRUZZO. E' passato in consiglio regionale il decreto legge sul petrolio, dopo una seduta fiume conclusasi alle 23.30. Il punto più contestato dall'opposizione è stato l'abrogazione della VIS (Valutazione d’Impatto Sanitario) CHIODI: «LEGGE CHIARA CHE DICE NO AGLI INSEDIAMENTI
Stop al petrolio in Abruzzo, quindi? Per Camillo D'Alessandro (Pd) si tratta di una «“legge spugna” che cancella norme virtuose della precedente legge non impugnate dalla Corte Costituzionale, a partire da strumenti di tutela della saluta umana come la Valutazione di Impatto Sanitario, adottato da altre Regioni, come il Veneto, ma non dall'Abruzzo che si definisce Regione Verde d'Europa».
Per Walter Caporale dei Verdi si dà «la stura allo stoccaggio dei rifiuti tossici e pericolosi. Altre “Bussi” impunite potranno assediare il territorio abruzzese. Altre discariche di rifiuti provenienti da tutta Europa hanno trovato una nuova destinazione».
Il centrosinistra, ha sperato in un dibattito per migliorare una Legge definita dall'opposizione «debole e dai mille difetti» e invece si è ritrovata con tutti gli emendamenti bocciati.
«Nessun dialogo, nessun dibattito, questa finta legge contro il Petrolio è solo un fumo, nero e pericoloso, gettato negli occhi degli abruzzesi, da oggi consapevoli che vivranno nel polmone malato d'Europa», tuona Caporale.
«Nulla è passato, salvo qualche limitata modifica», aggiunge anche D'Alessandro. «Si sono rifiutati anche di prevedere un piano di settore per la gestione integrata della costa, come chiesto da numerose associazioni non solo ambientaliste. Hanno consentito ogni ampliamento delle attività esistenti, facendo finta di bloccare nel frattempo fanno ampliare».
«Siamo entrati in aula per sostituire le disposizioni impugnate dal Governo alla Corte Costituzionale», ha detto Carlo Costantini (Idv) , «e ci siamo ritrovati di fronte a una maggioranza che ha invece abrogato anche le disposizioni che il Governo non aveva impugnato».
E' proprio il caso della abrogazione della V.I.S. che il Governo non ha mai contestato: «poteva costituire un impedimento legittimo ed efficace alla realizzazione di impianti petroliferi e che incredibilmente Chiodi ha chiesto e ottenuto di abrogare».
Per Costantini «c'è qualcosa di poco chiaro in questa decisione, così come apparentemente incomprensibile è risultata la decisione di Chiodi, che a parole è venuto in aula per contrastare l'impugnativa del Governo, ma che nei fatti ha abrogato anche le disposizioni che il Governo evidentemente aveva dimenticato di impugnare entro il termine previsto».
«Con questa legge», commentano Antonello Tiracchia e Alessandro Lanci dell'associazione Nuovo Senso Civico, « non solo si allarga la porta alla costruzione del centro oli ma anche alla facile realizzazione di inceneritori e discariche di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da mezza Europa».
Infine la bocciatura dell'emendamento che tutelava l'area identificata come Parco della Costa Teatina: «si è liberalizzato il proliferare e la messa in opera delle piattaforme offshore, ad incominciare da Ombrina Mare 2 che a breve inizierà la sua attività di estrazione», hanno sottolineato Lanci e Tiracchia.

«Chiodi capovolge la realtà dei fatti». Sostiene invece Maurizio Acerbo capoguppo di Rifondazione Comunista, «In commissione avevamo trovato un accordo per votare una legge condivisa dall'intero Consiglio. E' Chiodi che ha determinato la rottura imponendo alla sua maggioranza di bocciare praticamente tutti gli emendamenti che abbiamo proposto. Il risultato è che nessuna delle richieste da associazioni e comitati è stata recepita nel testo e che sono state cancellate tutte le norme che il governo non aveva impugnato. E' Chiodi che deve spiegare agli abruzzesi il perché delle sue scelte».

CHIODI: «LEGGE CHIARA CHE DICE NO AGLI INSEDIAMENTI

«E' una legge chiara che sancisce definitivamente la contrarietà della Regione ad ogni insediamento petrolifero», ha commentato invece il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
«In particolare - ha aggiunto il governatore - è bene che si sappia che se in Abruzzo non si faranno insediamenti petroliferi di qualsiasi natura lo si deve a questa legge votata solo dal centrodestra».
Il presidente della Regione ha poi voluto sottolineare che «a differenza della normativa precedente, questa non è una legge ad orologeria ma una legge che va a sistema, che non è subordinata ad alcun atto amministrativo».
Su questo punto, Chiodi ha insistito nel dire che, per quanto riguarda il Centro Oli, la «posizione del centrodestra è stata cristallina, senza alcun tentennamento. E voglio solo ricordare che nella precedente legislatura l'opposizione di centrodestra, anche di fronte ad alcune incongruenze di quel testo di legge, votò la legge proposta dalla maggioranza di centrosinistra proprio perché ne condivideva gli obiettivi. A parti invertite, invece - conclude Gianni Chiodi - non è avvenuta la stessa cosa e il centrosinistra non ha votato la legge preferendo appellarsi a tecnicismi giuridici piuttosto che alla sostanza di dire no al Centro Oli».
16/12/2009 15.42

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