Tagli ai fondi della Cooperazione, De Iuliis a Chiodi: «non lo meritavamo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Non comprendo, signor presidente, il taglio totale di fondi per la Cooperazione internazionale».


Comincia così una lunga e accorata lettera scritta da Tusio De Iuliis, dell'associazione Aiutiamoli a vivere che da anni è impegnata in più fronti, soprattutto in Africa e Iraq, al governatore Chiodi.
De Iuliis, parla di «una decisione molta brutta» che ha il sapore di una «ironica punizione, negativa sotto ogni aspetto, non di meno per l'immagine degli abruzzesi, un messaggio di egoismo esplicito, ma anche di comodo e penoso opportunismo, che non trova nessuna legittimità, altra cosa sarebbe stata un sacrificio condiviso da tutti».
Il rappresentante dell'associazione umanitaria riconosce che l'Abruzzo sta affrontando un momento difficile, ma sottolinea che «andava assolutamente salvaguardata la dignità di una regione sofferente e calpestata, che proprio per questo e a maggior ragione avrebbe dovuto rilanciare la solidarietà verso popoli e regioni dimenticate».
«Trovare l'orgoglio di “dare”, nel momento del maggior bisogno», continua la lettera, «rinunciando alle avidità delle grandi lobbies sarebbe stato un messaggio straordinario di dignità e di positivo equilibrio, lontano da ogni volgare e miserabile strumentalizzazione».
De Iulis con la sua associazione ha voluto partecipare recentemente alla gara di solidarietà con le popolazioni aquilane, così, grazie all' amicizia e stima reciproca con Gianna Nannini, è riuscito a consegnare alla comunità di Camarda la somma di 236.681,30 Euro, «grazie al Concerto di Gianna e delle “Amiche per l'Abruzzo” tenutosi a Milano».
«Signor presidente», continua l'appello, «le organizzazioni di Volontariato non sono mucche da mungere fino all'ultima goccia di latte, sono invece l'insieme di uomini e donne che senza risparmio danno il meglio di loro stessi, L'Aquila ne è stato e ne è un esempio limpido ed evidente, così come sono di esempio le persone che passano il loro “tempo libero” lungo corsie di ospedale vicini al dolore di tante famiglie o con le mani tra le mani di malati terminali, oppure nel lazzaretto dell'Africa o tra le paure, gli orrori e le disperazioni delle zone di guerra. Vorrei che tutta la passione che migliaia di uomini e donne danno con quel sorriso per niente mai stanco non venisse offeso e umiliato anche dalla beffa».
«I volontari», continua De Iuliis, «non sono degli stupidi sognatori come qualcuno pensa; i volontari sono persone con i piedi ben fermi per terra, che hanno prima di ogni altro capito la realtà del nostro pianeta e rifiutano l'irreale che spesso vive questa società alla ricerca delle evanescenze e soprattutto, sono coloro i quali che con pochi e poveri mezzi vogliono e danno un senso alla vita, atti e comportamenti lontani anni luce dal modo di pensare comune».

15/12/2009 14.28